| Venuleo e Littamé: «La proprietaria ci ha guadagnato e adesso paghiamo noi». Ascierto: «Vanno sgomberati» |
| «Ci mancava solo questo. Dopo aver speso 600mila euro in tre anni per le problematiche legate ai nomadi, tra villaggi per i sinti, sistemazioni di campi e accompagnamenti da parte delle associazioni, sia al lavoro per gli adulti che a scuola per i bambini, adesso è come se avessimo aperto la strada a nuovi insediamenti. Sistemeremo anche questi, daremo loro una casa come vuole Daniela Ruffini e così ne arriveranno degli altri. Intanto il Comune toglie il vino ai pasti a domicilio agli anziani perché non ha soldi». Sono scatenati i consiglieri comunali della Lega, Mario Venuleo e Luca Littamè che stroncano l’iniziativa: «Vorremmo sapere perchè il sindaco non ha fatto l’ordinanza sei mesi fa. I motivi di igiene e sicurezza c’erano da subito e alla fine il sindaco ha dovuto dare ragione a Micalizzi e Naccarato che avevano fatto raccogliere firme per dare voce al disagio dei residenti. Non solo: vorremmo capire perché non è stata denunciata la signora che ha affittato a cento euro il terreno. Ora abbiamo pagato noi tutti per un problema che ha creato lei, speculando». Il candidato sindaco del centrodestra Marco Marin guarda al lungo e medio termine: «Vorrei capire perché non sono stati trasferiti nel campo nomadi ufficiale, di via Longhin, Così non abbiamo fatto altro che aprirne un altro di campo. È bene che si affronti il problema ma senza aprire altre aree di sosta». L’onorevole Filippo Ascierto Pdl, va oltre. «Per me i nomadi sono itineranti per definizione dunque bisogna evitare qualsiasi insediamento stanziale. E poi se di integrazione si tratta, come dice il sindaco, va fatta con una vera integrazione. Non basta limitare la superficie di un campo. In ogni caso per me solo i figli di nomadi che ormai sono diventati italiani posso restare, gli altri vanno sgomberati». Conclude Alberto Salmaso, capogruppo Pdl in Comune: «È dal 2004 che il Comune spende soldi per cercare di bloccare sacche di illegalità, da via Anelli al campo nomadi ufficiale di via Longhin. Ma chiediamoci perché arrivano continuamente nomadi in città. Se questi sono partiti da Torino vuol dire che qui pensavano di stare meglio, di avere dei vantaggi. Ecco, facendo questo tipo di azioni, autorizzando queste soluzioni, in breve tempo Padova diventerà il rifugio di tutti i nomadi d’Italia. Ma noi siamo stanchi di vedere soldi pubblici regalati per sanare situazioni di questo genere». |
Fatti e misfatti su Italia-Padova-Pescarotto, in un blog per tutti
domenica 11 aprile 2010
l'opposizione al muro sinistro
l'opposizione viene da destra, ma non solo, intanto alcune v oci raccolte dal Gazzettino
venerdì 9 aprile 2010
oggi che fo? ma si... tiro su un muro

l'ennesima risposta sbagliata del sindaco zano.
Un altro muro!!!
Sicuramente ora le condizioni igienico sanitarie del campo saranno migliorate...
da gazzettino.it
LA RETE
L’operazione di ridimensionamento del campo nomadi di via Bassette a Mortise, partita mercoledì con l’ordinanza del sindaco Zanonato per motivi igienico-sanitari e di sicurezza, è scattata ieri mattina quando assieme a operai e tecnici comunali sono arrivati vigili, poliziotti e carabinieri. L’area è stata ristretta e delimitata da una recinzione.
FAMIGLIE ROM
Nel campo sono rimaste 40 persone: 13 adulti e 27 minori. Sono stati invece allontanati i rom che non hanno figli che frequentano le scuole. Sono state demolite alcune costruzioni abusive e allontanate due roulotte e un furgone.
ricomincio da tre
daopo via Anelli, via De Besi (senza contare le cancellate atnidegrado di via Confalionieri e via Manara) ecco il terzo gioiello del sindaco muratore.
da gazzettino.it
Otto blocchi di cemento alti circa mezzo metro, gli stessi new jersey usati nell’estate del 2006 per chiudere via Anelli, sistemati uno accanto all’altro e ridipinti di verde. Dopo essere rimasti per quasi quattro anni nei magazzini comunali, ieri mattina sono stati rispolverati e caricati sui camion in forza al Settore manutenzioni di Palazzo Moroni questa volta per dividere a metà il terreno che ospita il campo nomadi abusivo di via Bassette. Ora completamente recintato. Sopra i blocchi è stata poi sistemata una recinzione alta circa un metro e mezzo. Le roulotte dei rom potranno quindi occupare solo una parte, circa 3mila metri quadri, di una superficie complessiva di almeno 10mila. L’operazione di ridimensionamento del campo di via Bassette, partita mercoledì con la firma del sindaco Zanonato sull’ordinanza contingibile urgente di intervento per motivi igienico sanitari e di sicurezza, è scattata ieri mattina poco dopo le 7 quando assieme agli operai e ai tecnici comunali sono entrati in azione anche 14 agenti della polizia municipale, 10 uomini del reparto Mobile della polizia, 5 del Commissariato Stanga, e un’unità dei carabinieri. Uno spiegamento di forze dell’ordine che a turno ha sorvegliato lo svolgimento dei lavori per tutto il giorno. Al termine dell’operazione il nuovo censimento effettuato all’interno del campo rom da parte della Polizia municipale, e dagli operatori dei Servizi sociali del Comune, ha documentato la presenza di 40 persone: 13 adulti e 27 minori. E, infatti, sono rimaste solo le famiglie che hanno figli che vanno a scuola. Prima dello sgombero invece i numeri parlavano di almeno 70 presenze. Ieri in 30 hanno quindi lasciato via Bassette dove all’interno della superficie, chiusa, sono state demolite alcune costruzioni abusive e allontanate due roulotte e un furgone. Mentre osserva il lavoro degli operai comunali e i movimenti degli oltre dieci mezzi pubblici e privati entrati in azione per sgomberare una parte del campo rom, l’assessore alla Polizia municipale, Marco Carrai, spiega: «Avevamo programmato questa operazione da tempo. Stavamo aspettando che le condizioni meteo migliorassero. L’obiettivo è quello di restringere la superficie del campo e di impedire nuovi arrivi da parte di altri nomadi».
da gazzettino.it
Otto blocchi di cemento alti circa mezzo metro, gli stessi new jersey usati nell’estate del 2006 per chiudere via Anelli, sistemati uno accanto all’altro e ridipinti di verde. Dopo essere rimasti per quasi quattro anni nei magazzini comunali, ieri mattina sono stati rispolverati e caricati sui camion in forza al Settore manutenzioni di Palazzo Moroni questa volta per dividere a metà il terreno che ospita il campo nomadi abusivo di via Bassette. Ora completamente recintato. Sopra i blocchi è stata poi sistemata una recinzione alta circa un metro e mezzo. Le roulotte dei rom potranno quindi occupare solo una parte, circa 3mila metri quadri, di una superficie complessiva di almeno 10mila. L’operazione di ridimensionamento del campo di via Bassette, partita mercoledì con la firma del sindaco Zanonato sull’ordinanza contingibile urgente di intervento per motivi igienico sanitari e di sicurezza, è scattata ieri mattina poco dopo le 7 quando assieme agli operai e ai tecnici comunali sono entrati in azione anche 14 agenti della polizia municipale, 10 uomini del reparto Mobile della polizia, 5 del Commissariato Stanga, e un’unità dei carabinieri. Uno spiegamento di forze dell’ordine che a turno ha sorvegliato lo svolgimento dei lavori per tutto il giorno. Al termine dell’operazione il nuovo censimento effettuato all’interno del campo rom da parte della Polizia municipale, e dagli operatori dei Servizi sociali del Comune, ha documentato la presenza di 40 persone: 13 adulti e 27 minori. E, infatti, sono rimaste solo le famiglie che hanno figli che vanno a scuola. Prima dello sgombero invece i numeri parlavano di almeno 70 presenze. Ieri in 30 hanno quindi lasciato via Bassette dove all’interno della superficie, chiusa, sono state demolite alcune costruzioni abusive e allontanate due roulotte e un furgone. Mentre osserva il lavoro degli operai comunali e i movimenti degli oltre dieci mezzi pubblici e privati entrati in azione per sgomberare una parte del campo rom, l’assessore alla Polizia municipale, Marco Carrai, spiega: «Avevamo programmato questa operazione da tempo. Stavamo aspettando che le condizioni meteo migliorassero. L’obiettivo è quello di restringere la superficie del campo e di impedire nuovi arrivi da parte di altri nomadi».
ma quanto ci costa? e... ne vale la pena?
ma quanto costa questa straordinaria (?) azione antidegrado del sindaco?
Parecchio stando a quanto riporta il Gazzettino.
Vale la pena gettare soldi pubblici in questo modo?
Forse conviene pensare un po' di piu' e intervenire con metodo?
mah...
Quanto costa ripulire le aree degradate? Parecchio stando almeno al "conto" presentato da AcegasAps. Nel "computo economico dei servizi” (inserito nel Pef) presentato dalla multiutility giuliano-padovana, alla voce "bonifica aree degradate pubbliche o private ad uso pubblico" per il 2010 si prevede infatti una spesa di 108.080 euro. Di più. L’anno scorso per lo stesso servizio sono stati spesi oltre 130 mila euro. Per l’asporto rifiuti da aree di sosta per i nomadi si spenderanno poi, da qui alla fine dell’anno, 9185 euro. Effettivamente gli interventi degli operai di Acegas per ripulire baraccopoli, giacigli di fortuna, insediamenti abusivi che nascono a ritmo incessante sotto i nostri ponti, in questi mesi si sono ripetuti con una certa frequenza. È del mese scorso per esempio lo smantellamento da parte dei vigili di 5 baracche proprio a ridosso del cavalcavia Dalmazia Sarpi. Sempre sotto il manufatto sono stati individuati i giacigli di una decina di presone. All’operazione è seguita poi la ripulitura di tutta l’area. La settimana precedente al blitz ai piedi del Sarpi invece assessore alla Polizia municipale Marco Carrai ha presentato i risultati degli ultimi 5 mesi di attività della Polizia fluviale. I controlli dei "vigili in barca" hanno portato all’individuazione di sette baraccopoli lungo le rive dei fiumi cittadini e all’identificazione di 20 persone. Insediamenti abusivi che sono stati immediatamente smantellati e successivamente ripuliti. Operazioni che naturalmente non sono a costo zero e vanno a gravare sulle casse di palazzo Moroni.
Parecchio stando a quanto riporta il Gazzettino.
Vale la pena gettare soldi pubblici in questo modo?
Forse conviene pensare un po' di piu' e intervenire con metodo?
mah...
Quanto costa ripulire le aree degradate? Parecchio stando almeno al "conto" presentato da AcegasAps. Nel "computo economico dei servizi” (inserito nel Pef) presentato dalla multiutility giuliano-padovana, alla voce "bonifica aree degradate pubbliche o private ad uso pubblico" per il 2010 si prevede infatti una spesa di 108.080 euro. Di più. L’anno scorso per lo stesso servizio sono stati spesi oltre 130 mila euro. Per l’asporto rifiuti da aree di sosta per i nomadi si spenderanno poi, da qui alla fine dell’anno, 9185 euro. Effettivamente gli interventi degli operai di Acegas per ripulire baraccopoli, giacigli di fortuna, insediamenti abusivi che nascono a ritmo incessante sotto i nostri ponti, in questi mesi si sono ripetuti con una certa frequenza. È del mese scorso per esempio lo smantellamento da parte dei vigili di 5 baracche proprio a ridosso del cavalcavia Dalmazia Sarpi. Sempre sotto il manufatto sono stati individuati i giacigli di una decina di presone. All’operazione è seguita poi la ripulitura di tutta l’area. La settimana precedente al blitz ai piedi del Sarpi invece assessore alla Polizia municipale Marco Carrai ha presentato i risultati degli ultimi 5 mesi di attività della Polizia fluviale. I controlli dei "vigili in barca" hanno portato all’individuazione di sette baraccopoli lungo le rive dei fiumi cittadini e all’identificazione di 20 persone. Insediamenti abusivi che sono stati immediatamente smantellati e successivamente ripuliti. Operazioni che naturalmente non sono a costo zero e vanno a gravare sulle casse di palazzo Moroni.
martedì 6 aprile 2010
riprendiamo il filo
dopo le vacanze pasquali leggiamo il Gazzettino di oggi.
Un pajo di articoli parlano di via Manara e della Stanga come zone di degrado.
Ma guardiamo dove sono queste zone e... ooppsss, sono adiacenti.
Aggiungiamo via tonzig, via confalonieri e cosa abbiamo? abbiamo tutto un quartiere immerso nello spaccio.
Certo ci abbiamo guadagnato in prostitute, ovvero la prostituzione si e' molto ridotta, ma possiamo per questo dirci contenti?
Secondo me proprio no.
Eppure il comitato Stanga ha appoggiato il sindaco dei muri, il sindaco sceriffo (senza pistole), neanche un anno fa.
Andiamo a vedere cos'e' cambiato.
Ci son nuovi cancelli, inferriate, per tener chiusi dentro i cittadini onesti (soluzione a dir poco paradossale!!!).
A parte questo?
Nulla.
Bene, verrebbe da dire, niente nuove, buone nuove.
Non funziona, invece, cosi'.
No, perche' niente nuove vuol dire che nulla cambia, che passate le elezioni di un anno fa, nulla e' stato fatto, l'unico risultato del sindaco, complice il comitato Stanga, e' la spaccatura dei comitati cittadini che volevano, che pretenziosi, un po' di tranquillita' nel quartiere Pescarotto-Pio X.
ora siam qua a constatare che al di fuori della ZTL notturna le lucciole esercitano, e che per gli spacciatori, trovarsi dentro o fuori la ZTL e' solo una questione di spartizione delle zone, che riguarda solo loro, non certo il comune.
Per fortuna l'esercito e le forze dell'ordine presiedono, ma non possiamo chiedere loro di fermarsi tutte le sante notti, Padova e' grande, l'amministrazione fa poco e i problemi crescono.
E quindi? e quindi niente, cerchiamo di ricordare, ogni volta che sia possibile, all'amministrazione le promesse, cerchiamo di capire come mai anche col cambio del comandante die vigili non cambi nulla, cerchiamo di capire perche' carrai ha mantenuto il posto, cerchiamo di fare in modo che non si dimentichino proprio del tutto di quello che il sindaco muratore ha chiamato lo "sgabuzzino" di Padova.
Un pajo di articoli parlano di via Manara e della Stanga come zone di degrado.
Ma guardiamo dove sono queste zone e... ooppsss, sono adiacenti.
Aggiungiamo via tonzig, via confalonieri e cosa abbiamo? abbiamo tutto un quartiere immerso nello spaccio.
Certo ci abbiamo guadagnato in prostitute, ovvero la prostituzione si e' molto ridotta, ma possiamo per questo dirci contenti?
Secondo me proprio no.
Eppure il comitato Stanga ha appoggiato il sindaco dei muri, il sindaco sceriffo (senza pistole), neanche un anno fa.
Andiamo a vedere cos'e' cambiato.
Ci son nuovi cancelli, inferriate, per tener chiusi dentro i cittadini onesti (soluzione a dir poco paradossale!!!).
A parte questo?
Nulla.
Bene, verrebbe da dire, niente nuove, buone nuove.
Non funziona, invece, cosi'.
No, perche' niente nuove vuol dire che nulla cambia, che passate le elezioni di un anno fa, nulla e' stato fatto, l'unico risultato del sindaco, complice il comitato Stanga, e' la spaccatura dei comitati cittadini che volevano, che pretenziosi, un po' di tranquillita' nel quartiere Pescarotto-Pio X.
ora siam qua a constatare che al di fuori della ZTL notturna le lucciole esercitano, e che per gli spacciatori, trovarsi dentro o fuori la ZTL e' solo una questione di spartizione delle zone, che riguarda solo loro, non certo il comune.
Per fortuna l'esercito e le forze dell'ordine presiedono, ma non possiamo chiedere loro di fermarsi tutte le sante notti, Padova e' grande, l'amministrazione fa poco e i problemi crescono.
E quindi? e quindi niente, cerchiamo di ricordare, ogni volta che sia possibile, all'amministrazione le promesse, cerchiamo di capire come mai anche col cambio del comandante die vigili non cambi nulla, cerchiamo di capire perche' carrai ha mantenuto il posto, cerchiamo di fare in modo che non si dimentichino proprio del tutto di quello che il sindaco muratore ha chiamato lo "sgabuzzino" di Padova.
l'immutabilita' delle cose
da gazzettino.it
(m.b.) La sera, lungo il marciapiede che dalla rotatoria della chiesa del Pio X conduce sino a via Luciano Manara, si arriva a contarne anche dieci. Sono i pusher nigeriani che prendono il posto di quelli maghrebini, al “lavoro” invece durante le ore pomeridiane. A lanciare l’allarme di una nuova emergenza-droga in via Manara e lungo le strade del quartiere è il presidente del Comitato Stanga, Paolo Manfrin: «Vorremmo capire dov’è la base operativa dei pusher. Per un certo periodo di tempo la loro presenza era diminuita; nelle ultime settimane invece il fenomeno legato allo spaccio è ripreso in maniera importante». «Di notte – continua Paolo Manfrin – a presidiare il territorio, dalla rotatoria del Pio X a via Manara, lungo via Grassi, sono i nigeriani. Al pomeriggio la zona è controllata dai maghrebini. C’è un sincronismo quasi perfetto che non lascia spazi vuoti». Con la preoccupazione che la recrudescenza dello spaccio si faccia ancora più intensa in vista del periodo primaverile. «Il nostro timore è proprio questo – termina Paolo Manfrin – ovvero che all’arrivo del caldo il quartiere torni a precipitare nelle condizioni, disastrose, di qualche anno fa. Credevamo di avere trovato una soluzione a certi problemi, invece purtroppo c’è ancora molto da lavorare».
(m.b.) La sera, lungo il marciapiede che dalla rotatoria della chiesa del Pio X conduce sino a via Luciano Manara, si arriva a contarne anche dieci. Sono i pusher nigeriani che prendono il posto di quelli maghrebini, al “lavoro” invece durante le ore pomeridiane. A lanciare l’allarme di una nuova emergenza-droga in via Manara e lungo le strade del quartiere è il presidente del Comitato Stanga, Paolo Manfrin: «Vorremmo capire dov’è la base operativa dei pusher. Per un certo periodo di tempo la loro presenza era diminuita; nelle ultime settimane invece il fenomeno legato allo spaccio è ripreso in maniera importante». «Di notte – continua Paolo Manfrin – a presidiare il territorio, dalla rotatoria del Pio X a via Manara, lungo via Grassi, sono i nigeriani. Al pomeriggio la zona è controllata dai maghrebini. C’è un sincronismo quasi perfetto che non lascia spazi vuoti». Con la preoccupazione che la recrudescenza dello spaccio si faccia ancora più intensa in vista del periodo primaverile. «Il nostro timore è proprio questo – termina Paolo Manfrin – ovvero che all’arrivo del caldo il quartiere torni a precipitare nelle condizioni, disastrose, di qualche anno fa. Credevamo di avere trovato una soluzione a certi problemi, invece purtroppo c’è ancora molto da lavorare».
Pasqua in via Manara
da gazzettino.it
(m.a.) Non c’è pace per via Manara e i suoi residenti sempre attanagliati dal degrado provocato dallo spaccio di droga. Nemmeno a Pasqua questi cittadini della Stanga possono godere di un po’ di tranquillità. Sono le 21 di domenica quando nella piccola stradina, all’altezza delle palazzine 37 e 39, la polizia insieme ai militari dell’esercito arresta un pusher tunisino. Dietro le sbarre è finito Nabil Abbassi di 24 anni, che prima di essere catturato ha gettato tre involucri per un totale di tre grammi di cocaina. Lo straniero, che ha reagito al fermo sferrando un calcio sugli stinchi a un militare, è stato ammanettato alla ringhiera di un condominio. La scena, molto movimentata e rumorosa, è stata vista da una abitante della zona. Gisella Scanferla da anni, a fianco del Comitato Stanga, ha cercato e ancora ora sta provando a combattere il mercato della droga che si sviluppa in via Manara proprio sotto le sue finestre. «Ormai dopo anni - afferma la donna - siamo abituati a scene di arresto, di spaccio e di prostituzione. É triste doverlo ammettere, ma siamo quasi abituati al degrado. Domenica, proprio a Pasqua, il nostro dopo cena è stato rovinato dall’incursione di uno spacciatore nel quartiere e il suo conseguente fermo. Un parapiglia che ha disturbato tutti. Io stavo riposando sul divano e mio marito era già a letto. In via Manara - prosegue Scanferla - nulla è cambiato. Il giornalaio vicino alla chiesa di San Pio X, ogni mattina si trova l’ingresso e la saracinesca dell’edicola imbrattate di urina e feci umane. Ogni giorno lo vedo che pulisce con l’ammoniaca. Non è giusto, meritiamo rispetto come qualsiasi altro cittadino di Padova».
(m.a.) Non c’è pace per via Manara e i suoi residenti sempre attanagliati dal degrado provocato dallo spaccio di droga. Nemmeno a Pasqua questi cittadini della Stanga possono godere di un po’ di tranquillità. Sono le 21 di domenica quando nella piccola stradina, all’altezza delle palazzine 37 e 39, la polizia insieme ai militari dell’esercito arresta un pusher tunisino. Dietro le sbarre è finito Nabil Abbassi di 24 anni, che prima di essere catturato ha gettato tre involucri per un totale di tre grammi di cocaina. Lo straniero, che ha reagito al fermo sferrando un calcio sugli stinchi a un militare, è stato ammanettato alla ringhiera di un condominio. La scena, molto movimentata e rumorosa, è stata vista da una abitante della zona. Gisella Scanferla da anni, a fianco del Comitato Stanga, ha cercato e ancora ora sta provando a combattere il mercato della droga che si sviluppa in via Manara proprio sotto le sue finestre. «Ormai dopo anni - afferma la donna - siamo abituati a scene di arresto, di spaccio e di prostituzione. É triste doverlo ammettere, ma siamo quasi abituati al degrado. Domenica, proprio a Pasqua, il nostro dopo cena è stato rovinato dall’incursione di uno spacciatore nel quartiere e il suo conseguente fermo. Un parapiglia che ha disturbato tutti. Io stavo riposando sul divano e mio marito era già a letto. In via Manara - prosegue Scanferla - nulla è cambiato. Il giornalaio vicino alla chiesa di San Pio X, ogni mattina si trova l’ingresso e la saracinesca dell’edicola imbrattate di urina e feci umane. Ogni giorno lo vedo che pulisce con l’ammoniaca. Non è giusto, meritiamo rispetto come qualsiasi altro cittadino di Padova».
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