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mercoledì 8 gennaio 2014

nulla cambia

davvero sembrerebbe incredibile, se non fosse che e' proprio cosi.
a Padova certe zone non esistono per l'amministrazione. Zano o Rossi che siano i reggenti, si dimenticano dei loro concittadini con drammatica facilita' e rapidita'.
Sicuramente se ne ricorderanno in campagna elettorale, ma altrettanto certamente il girono dopo le elezioni non cambiera' nulla.
dal mattino di Padova:

Non cambia mai niente in piazzetta Gasparotto. Anche ieri sono arrivate decine di segnalazioni che denunciano il forte stato di degrado e le condizioni pessime in cui versa lo slargo a pochi metri dalla stazione, ormai tristemente noto per l’intensa attività di spaccio di droga.
Sporcizia ovunque, bottiglie e lattine di birra e alcolici di vario genere, ..........[leggi tutto]

lunedì 5 novembre 2012

centro citta' sempre piu' pericoloso

non e' una novita' che sia ormai il centro di padova la zona peggiore dove passare, ma l'impudenza dei delinquenti, di farsi la lotta allo scoprto e' sintomatico di una situazione ormai sfuggita di controllo all'amministrazione

dal gazzettino:

PADOVA - É scoppiata la guerra dell’accattonaggio. Mendicanti pronti a tutto per difendere il loro territorio, lo spazio di marciapiede dove chiedere l’elemosina. E ieri piazza Insurrezione è stata teatro di un "mezzogiorno di fuoco" tra bande di nigeriani e romeni pronti a guadagnarsi l’obolo da ogni automobilista che deve parcheggiare.

Almeno 8 nigeriani, tutti con regolare permesso di soggiorno come "richiedenti asilo politico", hanno affrontato 4 romeni. In mezzo ai passanti impegnati nello shopping, sono volati pugni, calci e schiaffi. Un vortice di violenza, che ha avuto il suo apice quando un nigeriano ha divelto un paletto in ferro trasformandolo in una spranga e ha rincorso i rivali sotto i portici accanto all’ingresso principale dell’Inps. Cittadini e negozianti sotto choc hanno chiamato il 113. In piazza Insurrezione è arrivata una pattuglia della polizia.

Gli agenti però non hanno trovato traccia dei contendenti. Erano già tutti scappati, chi verso piazza dei Signori e chi in direzione di via Dante. I poliziotti della sezione "Volanti" hanno raccolto alcune testimonianze e poi hanno passato al setaccio le strade limitrofe a piazza Insurrezione. Quasi sicuramente le telecamere installate nella zona sono riuscite a catturare qualche secondo della rissa.

La tensione in piazza Insurrezione tra accattoni nigeriani e romeni non è una novità. Il 29 agosto, intorno alle 10, un nigeriano e una romena si sono affrontati anche in questa occasione colpendosi con calci e pugni. A intervenire sono stati due vigili urbani in bicicletta. Gli agenti municipali hanno calmato i due contendenti e poi a entrambi hanno chiesto i documenti. Mentre la romena ha fornito subito il passaporto, il nigeriano è scappato. Uno dei due poliziotti comunali lo ha inseguito ed è riuscito a bloccarlo, ma ha rimediato la frattura di un dito. L’africano è stato denunciato a piede libero. Ma in città sono molte altre le aree dove spadroneggiano i mendicanti: tra le più controllate dalle forze dell’ordine ci sono piazza del Santo e il parcheggio di via Ospedale.

mercoledì 10 agosto 2011

l'inutilita' del burocrate

anzi, la dannosita' del burocrate, leggete e stupite:

(da gazzettino.it)

Il piano sicurezza del Comune?
Fare le multe ai padovani
di Silvia Rocchini
Martedì 9 Agosto 2011,
Abito al Portello: sulla zona inutile spendere tante parole. Nel mio vicolo è normale trovare cartacce, escrementi umani bottiglie e bicchieri, raramente gli addetti puliscono (limitandosi alle vie principali) e io, una delle poco residenti (molti studenti e stranieri di passaggio) mi ritrovo spesso a raccogliere un po' di tutto.
C'è divieto di sosta in tutto il vicolo, ma le macchine parcheggiate non mancano: lasciate per brevi commissioni, o dagli abitanti che non possono mettere monetine tutto il giorno o non possono chiedere il parcheggio residenti o dagli invitati alle quotidiane feste di laurea in zona. Il divieto di sosta è stato messo circa 10 anni fa a seguito di un esposto contro Lo Spaccone, non riuscendo gli abitanti a entrare fisicamente in casa, a causa della quantità di mezzi accatastati. Ora la situazione è molto cambiata, grazie alla presenza di un circolo assai meglio gestito (Carichi Sospesi), che passa parola ai suoi soci di non parcheggiare. Io abitualmente lascio di solito l'auto negli spazi autorizzati. Agosto: studenti e molti stranieri rincasati per le vacanze. Nessuna festa di laurea. Oggi è perfino passato un operatore ecologico. Portello deserto. Torno dalle spese con un amico che mi ha dato una mano, ognuno con il suo mezzo (uno con il cane in auto, uno con gli scatoloni di spesa). Scarico, do indicazioni ai figli di come riporre gli acquisti. Cinque - dieci minuti e fuori c'è già un solerte agente di polizia municipale che multa i nostri mezzi. A dire la verità un mezzo era già stato multato (niente da dire), l'altro non ancora. Gli chiedo se può evitarlo: non stiamo dando fastidio a nessuno, ho appena scaricato e ho tutta l'intenzione di spostare il mezzo. Esprime dei dubbi sul fatto che stia scaricando (in effetti ho appena finito, ma lo invito a entrare i cucina dove ci sono ancora scatoloni e borse). Continua a scrivere il suo verbale (sbagliando tra l'altro l'indirizzo della rilevazione). Gli faccio presente che non mi sembra che la mia auto sia Il Problema del Portello, ma che nel vicolo si trova molto altro tutti i giorni e tutto passa quasi sempre sotto silenzio. Replica che lo sto accusando di non sapere fare il suo lavoro. Non è proprio così, gli dico che so come deve lavorare (lavoro anch'io nella pubblica amministrazione), gli chiedo solo buon senso, ma ormai si è arrabbiato, mi chiede dove lavoro (segnandoselo su un pezzetto di carta... mi farà licenziare???) e i documenti, minacciando testualmente che se non li esibisco (e perchè non dovrei farlo? E' un suo diritto chiedermeli) "chiama un'altra macchina e mi fa portare dentro". Il tutto sotto gli occhi dei miei ospiti e di un paio di vicini.
Sono una persona corretta, so cosa devo fare, prendo la multa (entrambe le multe, anche quella dell'amico che mi ha portato la spesa) e le pago entro tre quarti d'ora (in posta aspetto mezz'ora, ho due persone davanti). So perfettamente che il dovere di quell'agente era multarci, ha fatto il suo dovere. Se l'obiettivo della nostra amministrazione è far rispettare le regole, tanto di cappello all'agente che è stato così ferreo e rigido. Obiettivo centrato. Anzi, tripli complimenti, perchè mi ha assicurato che prende nota dei nostri mezzi e "ogni volta che sarà al Portello, dato che (ci chiarisce) è il Nostro Poliziotto di Quartiere, verrà a verificare che non siano davanti a casa e nel caso li multerà nuovamente". Se non ha di meglio da fare... Se invece l'obiettivo della nostra amministrazione e dei suoi superiori è far sentire a proprio agio e sicuri i cittadini, ... beh, lascio la conclusione a chi di dovere.
Silvia Rocchini

lunedì 8 agosto 2011

intervista a Marin

dal gazzettino l'intervista a Marin, c'e' molto di condivisibile dal mio punto di vista percio' leggete e vedete voi

«Un anno buttato via
per la nuova Questura»
Marco Marin: «Doveva nascere in stazione, è tutto fermo
Intanto i cittadini raccolgono firme e il sindaco non li ascolta»
Domenica 7 Agosto 2011,
Marco Marin, l’omicidio alla Cucine testimonia la forma di degrado estremo di una parte della città. Dobbiamo alzare bandiera bianca?
«Vede, ci sono migliaia di cittadini della zona stazione che hanno raccolto firme perché non ne possono più. Ma che cosa devono fare se il sindaco non li ascolta? Mi dica che che cosa ha fatto finora mentre i clandestini si affrontano in Largo Europa a colpi di macete, al Portello battagliano gli immigrati e le piazze sono piene di spacciatori. Glielo dico io che cosa ha fatto, niente».
E la nuova Questura in stazione?
«Pensi che cosa avrebbe significato averla. Invece dal 13 ottobre dell’anno scorso, quando è stato firmato l’accordo con le Ferrovie che liberava l’area non si è mossa una paglia. Dico: è passato quasi un anno, ma quanto ci vuole a far partire un progetto? Che cosa dobbiamo pensare a questo punto? Che non si farà mai. Bella prova di efficienza e di interesse per i cittadini. Intanto qui ogni giorno va peggio».
Ma anche il governo, dice il sindaco, non sta facendo la sua parte. Fa entrare chiunque e non espelle chi delinque...
«Il governo ci ha mandato altri 25 militari, che cosa deve fare di più? È il sindaco che ha la responsabilità di creare politiche antidegrado. Senta, 250 residenti di piazza De Gasperi gli hanno chiesto di recintare delle aiuole in una piazzetta per evitare il degrado di gente che alcuni la usino per campeggio o per drogarsi, neanche quello è riuscito a fare. E per uno che ha fatto il muro di via Anelli...».
Che altro bisognerebbe fare?
«Io l’ho detto tante volte. Presidi fissi dei Vigili nei quartieri, squadre speciali come ce n’erano un tempo per fare "pulizia", basta umiliare il Corpo dei Vigili mandandoli solo a multare, c’è gente in gamba che va valorizzata. E infine rivitalizzazione delle zone a rischio con iniziative».
Il modello del sindaco è: fermezza con chi non è in regola e accoglienza per gli altri. È corretto?
«Ma come lo usa? Vediamo l’accoglienza: quando arrivarono i sedicenti profughi scappati da un campo della Puglia e si misero a campeggiare occupando l’ex scuola Gabelli prendendo il posto a quelli che dovevano arrivare che disse allora il sindaco? Niente, li accolse. Così diventiamo un punto di riferimento per tutti coloro che pensano a Padova come l’isola del bengodi ed è questo il buonismo generalizzato che non aiuta chi invece avrebbe voglia di farsi un futuro».

venerdì 5 agosto 2011

siamo arrivati a tanto...

alla fine il sindaco muratore, ex sindaco sedicente sceriffo, marocchino bianco, podesta' di padova ce l'ha fatta.
e' riuscito a esacerbare tanto gli animi che i cittadini si devono difendere da soli.
come nel far west.
vi pare possibile?
l'ondivago sindaco erettore di muri, promotore dell'integrazione parolaia, fautore della separazione e della diluizion edello spaccio e della prostituzione in modo che ciascuno ne abbia un po' e' riuscito a far si che i cittadini padovani debabno armarsi di bastone per difendere la citta'.

se vi par poco...

da gazzettino.it

Un’intera strada si è ribellata agli spacciatori. Sono i residenti di via De Cristoforis alla Stanga che ieri, intorno alle 16.15, hanno reagito. Hanno detto basta alla moltitudine di pusher nordafricani quotidianamente sotto le loro abitazioni. Due abitanti, circa sessantenni, stavano transitando a piedi su via De Cristoforis quando si sono imbattuti in un gruppetto di una decina di spacciatori. «Dovete andarvene da qui, vicino alle nostre case non vi vogliamo. Siamo stanchi» hanno gridato i due residenti all’indirizzo dei maghrebini. I pusher non si sono per nulla impressionati, anzi hanno risposto ai due con offese e minacce. Ma gli anziani invece di battere in ritirata sono saliti in casa e dopo due minuti sono scesi in strada armati di bastoni. Lunghi pali di legno che usano negli orti sociali per coltivare la vite. Le urla si sono propagate per tutto il quartiere. La tensione è salita. I due anziani hanno affrontato senza timore la banda di spacciatori. Ad accorgersi di quanto stava accadendo è stato Paolo Manfrin, presidente del comitato Stanga, insieme a un altro residente. «Sono sceso in strada - racconta Manfrin - e ho subito calmato i due abitanti con in mano i bastoni. Poi, insieme a un altro residente intervenuto con me sono andato a parlare agli spacciatori. Gli abbiamo detto che sotto le nostre case non devono stare. Questo non è il loro territorio, ma il nostro. Devono rispettare chi abita alla Stanga. A spacciare devono andare dove non risiede nessuno. Poi - prosegue Manfrin - ci siamo allontanati. Loro erano tanti e abbiamo avuto un po’ di paura. Ho chiamato il 113 per segnalare l’episodio». La rabbia dei residenti di via De Cristoforis e della Stanga contro i mercanti di droga ha un precedente molto recente. «Domenica mattina - ricorda il presidente del comitato Stanga - abbiamo trovato via De Cristoforis ridotta a un porcile. Per terra c’era di tutto. Siringhe, cartacce, resti di cibo ed escrementi. Il chiaro segnale del passaggio di pusher e tossicodipendenti. É stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Intanto, sempre ieri intorno alle 19 sul parcheggio del Brico center, diverse persone hanno assistito a una rissa tra alcuni nordafricani. In particolare un maghrebino ha scagliato una bicicletta contro un connazionale. Anche in questo caso alla violenza sono seguite urla, offese e minacce. I cittadini allarmati hanno chiamato il 113. Sono intervenuti anche gli uomini della sicurezza del grande magazzino.

venerdì 29 luglio 2011

tornano i militari

vi ricordate?
ah... i militari, che inutilita', ma cosa siamo? dove siamo? non serviranno a nulla.
e finche' ci son stati, presenti, visibili, nell'immaginario dell'amico dell'amministrazione padovana erano perfettamente inutili, sarebbe andato tutto bene lo stesso.
gia', e ora? ora gran richiamo ai militari.
quelli inutili.
vedrete che se le cose si sistemano i soliti amici di zano il muratore diranno che comunque non son serviti.

da gazzettino.it


Giovedì 28 Luglio 2011,
I RINFORZI
Da lunedì le strade di Padova saranno sorvegliate da altri 25 militari che affiancheranno polizia e carabinieri. La comunicazione ufficiale è già arrivata al prefetto Ennio Mario Sodano. Il provvedimento è stato preso dopo le ultime violenze in stazione e al Portello.
FAIDA TRA CLAN
C’è una vera e propria guerra tra gruppi di nigeriani dietro al tentato omicidio di piazza De Gasperi. Il nigeriano ferito è stato arrestato assieme a tre connazionali. L’operazione è stata conclusa dai carabinieri tra Padova, Roma e Caserta.

venerdì 22 luglio 2011

piccoli muratori crescono.

al solito, al risposta di quei geni dell'amministrazione padovana e' sempre la piu' sciocca.
perche' parlarne allora? perche' finalmente getta la maschera anche il piu' fresco dei piccoli geni.
il micalizzi che tante promesse non ha mantenuto se non a forza di lettere e sollecitazioni.
il mica degno discepolo della dottrina zano.
ebbene un nuovo muratore e' in citta', fate largo.

da gazzettino.it

Prima della fine dell'estate al via il nuovo "restringimento" del campo abusivo di via Bassette. Continua senza sosta il ridimensionamento del campo che da anni è al centro di accesissime polemiche che, di tanto in tanto, riecheggiano tra i residenti di Mortise e non solo. Un paio d'anni fa per esempio aveva fatto molto rumore la raccolta firme per la chiusura dell'insediamento promossa dal parlamentare del Partito democratico Alessandro Naccarato e subito stoppata dal sindaco Flavio Zanonato. Poi era stata messa una rete di recinzione.
In questi giorni l'assessore alle Manutenzioni Andrea Micalizzi sta lavorando al nuovo intervento che, salvo imprevisti, dovrebbe concretizzarsi prima dell'autunno: «Dopo la chiusura del lato est del campo stiamo lavorando ad un ulteriore restringimento e riorganizzazione dell'area. Utilizzando dei New Jersey in cemento armato, creeremo una distanza di circa 12 metri tra l'area "abitabile" e il terrapieno dell'autostrada». Una sorta di muro che dovrebbe ridurre al minimo l'insediamento abusivo dove ora vivono circa 35 persone appartenenti a due distinti gruppi familiari. Un "muro" che ha uno scopo ben preciso: impedire che altre carovane possano insediarsi all'interno dell'area. Una prassi che fino ad un anno fa, quando non si era ancora provveduto al primo restringimento, era praticamente la norma soprattutto in occasione di grandi feste o semplicemente del fine settimana quando parenti e amici dei nuclei familiari arrivavano in gran numero. Nei prossimi giorni i tecnici delle manutenzioni metteranno nero su bianco il "piano operativo" dell'intervento poi, dopo un confronto con la questura, dovrebbero prendere il via i lavori. Lavori che non dovrebbero durare più di qualche giorno. Tempi assai lunghi si prevedono invece per lo smantellamento definitivo del campo. Sulla questione infatti l'amministrazione Zanonato è sempre andata prudentissima, insistendo soprattutto sulla necessità di garantire ai bambini che abitato nell'insediamento abusivo la continuità scolastica.

che faccia tosta

leggo e rido.
gia' perche' il sindaco muratore, ghettizzatore, sceriffo, autoritario, tale zanonato, se ne esce con un'altra delle sue.
come se la stazione fosse diventata un luogo poco rassicurante dopo la guerra in Libia, come se via cairoli si fosse riempita solo ora di immigrati...
ma dia sindaco, un minimo di serieta, un minimo.

da gazzettino.it

Sulla rissa in stazione interviene il sindaco. «Siamo di fronte al totale fallimento delle politiche del Governo per quanto riguarda gli arrivi degli ultimi mesi dal Nord Africa -dice Zanonato - L'Esecutivo ha dotato di permessi di soggiorno migliaia di persone, senza preoccuparsi di cosa avrebbero fatto nel nostro Paese. Molti di coloro che vendono droga a Padova ma sono stati più volte arrestati con brillanti operazioni di polizia. Peccato che una normativa assolutamente inefficace consenta a questi soggetti di essere fuori in poche ore e di tornare a spacciare negli stessi luoghi dove sono stati arrestati».

venerdì 4 marzo 2011

i vigili urbani, questo mistero.

sembra lo facciano apposta per poter rimpiazzare i carabinieri nelle barzellette, il problema che quanto si dice sui vigili di Padova e' spesso tanto vero quanto ridicolo.
l'ennesima dimostrazione da questa lettera al gazzettino.it

BARISTA MULTATO
IL PESCE
E I CENTRI SOCIALI
Mi congratulo con il Comune di Padova per l'ennesima dimostrazione di forza contro i deboli. Infatti, con solerzia sono stati mandati i vigli a punire quel delinquente di un barista che teneva il pesce rosso in una vasca troppo piccola. Giustizia è stata fatta. Ma cosa mi dice il signor sindaco relativamente ai centri sociali che vendono abusivamente liquori e vino in Piazza delle Erbe? E di tutti quei baristi che in spregio alle leggi vendono spritz all'Aperol senza Aperol? Quelli sicuramente sono reati meno gravi del tenere un pesce rosso in una vasca troppo piccola. Complimenti ai nostri vigili. Un consiglio: visita dall'oculista visto che gli occhi non sembra funzionino bene.
Un lettore sempre più sgomento



citta' sicura

l'assessore carrai e' stato derubato in casa, solidarieta' all'assessore che dice di occuparsi della sicurezza.
a questo proposito mantiene la calma e dice "Padova e' sicura, e' fisiologico qualche furto, non cambia nulla".
poi ci ripensa e al gazzettino dice "comprate porte blindate e telecamere".
ma come?
non era tutto ok?

mah...

La porta era blindata e sicurissima a detta di chi l’aveva montata. L’appartamento è al quinto pianto di un condominio: difficile, quindi, arrampicarsi ed entrare in casa senza essere visti. Per questo si sentiva tranquillo. Invece l’altro ieri la doccia fredda: i ladri erano riusciti a svaligiargli la casa. Marco Carrai era in giunta quando l’ha saputo.
Assessore, che cosa è successo?
«Niente, quello che accade da sempre, visto che i furti sono un fenomeno fisiologico. Stavolta è capitato a me. Ma in città non c’è nessuna emergenza e lo dimostra il fatto che stiamo parlando di topi di appartamento, non di rapinatori».
La gente, però è preoccupata.
«Lo capisco e per questo invito i padovani a dotarsi di sistemi anti intrusione per stare tranquilli come allarmi e blindature. Ed è bene anche affidarsi alla rete sociale».
Ha sospetti?
«No. Gli agenti della Questura dai rilievi hanno dedotto che si trattava di professionisti: sono arrivati alle 11 della mattina, hanno aperto la porta blindata e sono entrati. Una volta in casa non hanno rotto niente e sono scappati prendendo solo argenteria e gioielli. Hanno rovistato, senza rompere nulla, solo in alcune stanze Pare fossero tre, con accento italiano. Le telecamere esterne potrebbero aver registrato immagini utili».
Ora come si difenderà dai ladri?
«Ho rinforzato la serratura e probabilmente farò installare l’allarme.
Perchè non voleva che si sapesse?
«È un episodio privato. E poi non mi andava di allarmare i vicini».
A Carrai sono arrivati numerosi messaggi di solidarietà. Dal sindaco Zanonato, ma anche da moltissimi esponenti dell’opposizione tra cui Ascierto, Bitonci, Pavanetto e Grigoletto.

venerdì 28 gennaio 2011

carrai fa il punto

carrai fa il punto... e come al solito vengo assalito dalla depressione, pensando che quest'uomo e' il rappresentante delle istanze relative alla sicurezza del comune.
certo multe multe multe, sopratuttto nei giorni di fiera, che i soldi son importanti, a volte sembra piu' dell'improbabile educazione che possono impartire i cari e amati vigili.

da gazzettino.it

Sono spuntati come i funghi. Se ne vedono un po’ ovunque. E tantissimi hanno in mano il tanto odiato blocchetto delle multe. La gente li invoca, ma chiede loro non contravvenzioni, bensì di garantire la sicurezza. I vigili urbani, dunque, sono più presenti sul territorio, anche se i padovani preferirebbero vederli impegnati nella prevenzione dei reati, piuttosto che nell'individuazione delle infrazioni al Codice della strada. Marco Carrai, che a palazzo Moroni ha la delega proprio alla Polizia Municipale, fa il punto sulla situazione.
Assessore, ha senso multare la mattina la mamma al volante senza cintura di sicurezza, mentre dalle 19 arriva l’invasione degli spacciatori?
«Sì, perché la mamma senza cintura, se batte la testa poi il bimbo non lo porta più a scuola. Le sanzioni servono a educare, ad abituare ai comportamenti corretti».
La sera, però, vedere qualche pattuglia in più sarebbe altrettanto utile...
«La Polizia Municipale deve prestare particolare attenzione ai problemi connessi con la circolazione, fermo restando che continua a contrastare fenomeni come lo spaccio. E lo fa con impegno, anche se i tanti arrestati poi in carcere ci stanno poco. Però, che un’automobilista perda la vita in un incidente perché non aveva la cintura è un fatto di gravità inaudita e quindi gli agenti devono lavorare anche per prevenire tali situazioni».
La gente, però, invoca più sicurezza e meno multe.
«Meglio fare tutto, nell’interesse dell’intera comunità».
Cos’è cambiato con l’arrivo del comandante Zanetti?
«Innanzitutto va detto che non è che prima del suo insediamento la Polizia Municipale non esistesse... Diciamo che abbiamo un nuovo allenatore e che adesso lui sta predisponendo il nuovo modulo. Zanetti è uomo di grande esperienza che conosce perfettamente l’organico del Corpo. Sta individuando le priorità per la città. E sta lavorando per togliere gli agenti dagli uffici e dirottarli sulla strada».
I padovani chiedono di vederli in giro anche la sera...
«La notte i servizi vengono organizzati in modo diverso e a garantire la sicurezza ci sono le altre forze dell’ordine. L’organico dei vigili avrebbe bisogno di... trecento unità in più per una copertura capillare dopo cena. Non è possibile la mattina controllare i negozi, i mercati e la viabilità, e avere anche unità significative da utilizzare pure dopo le 20. Ai cittadini, però, credo che alla fine interessi il risultato e questo è garantito grazie al fatto che ci sono presidi di polizia e centrali operative, fra cui quella della Polizia Municipale, collegate fra loro che lavorano in sinergia per contrastare la criminalità».

martedì 25 gennaio 2011

buon lavoro

buon lavoro al nuovo comandante dei vigili, sicuri che peggio di prima non potra' essere.

a tale proposito leggo e riporto dal gazzettino.it

VIGILI URBANI
LA SICUREZZA
NEI QUARTIERI
Da qualche giorno è ritornato a coprire il ruolo di Comandante della Polizia Municipale di Padovail dott. Zanetti, già responsabile anche a Roma, quindi con una certa esperienza su larga scala in merito al contrasto del crimine, all’ordine pubblico cittadino ed al rispetto dei Regolamenti comunali.
È certo che come cittadini padovani ci aspettiamo concreti e migliori risultati rispetto alla precedente organizzazione e gestione del Corpo, sperando che non si ripeta il solito ritornello in particolare sul contrasto al crimine che dovrebbe secondo vecchie mentalità essere di esclusivo compito delle forze dell’ordine tradizionali, ricordandoci che le azioni criminose in città sono all’ordine del giorno ed anche della notte, alla faccia di chi sbandiera nel palazzo una città tranquilla con uno standard di sicurezza invidiabile.
A questo proposito con doverosa modestia mi permetto di ricordare al nuovo comandante che i controlli preventivi sul territorio dovrebbero concentrarsi sulla periferia nei quartieri per poi proseguire verso il centro città, così la microcriminalità viene isolata e di conseguenza tutta una serie di reati legati a comportamenti irregolari sono convinto cesseranno. Su questo mi sembra che Zanetti si sia espresso confermando che libererà gli uffici amministrativi dal personale di vigilanza recuperando risorse umane da dislocare nel territorio, magari istituendo quei sempre famosi comandi/stazione fissi nelle circoscrizioni cittadine con almeno una ventina di vigili assegnati, di cui molte volte propagandato e promesso dal Sindaco. E non mi si venga a dire che non ci sono risorse, il personale può essere recuperato con una razionale riorganizzazione del Corpo, poi riguardo le sedi si tratta di reperire sei strutture magari tra quelle inutilizzate tipo ex edifici scolastici, attrezzarle con strumenti informatici ed automezzi che agendo su territori di minima espansione sicuramente ridurrebbero gli attuali costi di gestione, creando però una ragnatela di protezione su tutta la città.
Se ciò resta ancora irrealizzabile si dica chiaramente quali sono i motivi ostativi che non consentono tale operazione, evitando però di ripetere che è sempre colpa del Governo centrale, se non viceversa una manifesta volontà od incapacità ad amministrare.
Giuseppe Cagnin

venerdì 3 dicembre 2010

tripletta per carrai

il solerte assessore alla sicurezza (sicurezza della sua poltrona) vede riconosciuto il suo impegno in ben 3 lettere nella stessa edizione del Gazzettino.
Le riporto qui sotto senza aggiungere altro, mi parrebbe di infierire.

da gazzettino.it

Sono Vs. lettore da lunga data e non vi ho mai scritto più per timore e riverenza, forse timidezza, ma questa ulteriore dimostrazione del nostro sindaco di Padova mi ha fatto cambiare idea. Ahi ho detto nostro sbagliando perchè fortunatamente sono della provincia di Padova, mi ha fatto ricredere e mi chiedo se al caro sindaco Zanonato sta più a cuore la situazione di Napoli che non quella della sua città, che ricordo essere Padova. Padova che ultimamente si è distinta a livello nazionale non solo per l'alluvione, ma anche per la ragazza che per uscire alla sera si deve travestire da ragazzo per non subire aggressioni, oppure a chi che è stata derubato in carrozzina. Ma il caro esimio sindaco assieme al suo scudiero Carrai continuano a ripetere la stessa litania che ormai sentiamo da anni "non ci sono problemi di alcuna sorta, non ci sono problemi di sicurezza", se servono gli occhiali andiamoli a chiedere non ad un oculista ma all'ultimo abitante di via Cairoli... Un sindaco si occupi dei problemi della propria città e non si mette in contrapposizione, sopratutto politica, con la decisone della propria regione di non concedere i propri siti per lo stoccaggio o l'incenerimento dei rifiuti, della regione Campania che ha fatto di tutto per portare scompiglio e vergogna a livello europeo e non solo nazionale, i rifiuti al giorno d'oggi devono essere una risorsa e non un ingombro, ci sono tutti i presupposti per creare lavoro ed energia "da na scoassa", ma se interessi economici e politici (vedi Zanonato), non remano verso questo obiettivo, i rifiuti di Napoli rimarrano per sempre nelle strade, quindi una sola parola vergogna e ancora vergogna a chi chiede alle altre regioni di aiutare Napoli, per salvare il decoro del nostro paese, ci vuol solo dignità e coraggio, come molte altri parti del paese sanno fare.
Alberto Chiarentin

CASO PATANE’
PORTELLO, CARRAI
NON RISPONDE
In merito all’aggressione subita dal consigliere di quartiere centro del PD, Giacomo Patanè, cui si deve la massima solidarietà, domenica l’assessore Carrai, rispondendo all’on. Bitonci che denunciava i fenomeni di criminalità che interessano la nostra città, ha dichiarato che “non bisogna creare inutili allarmismi sulla sicurezza”. Faccio presente che l’assessore Carrai, benchè più volte invitato in Quartiere per discutere le varie problematiche che affliggono il Portello, non ha mai dato la propria disponibilità.Ma soprattutto, non ha mai risposto ad un’interrogazione presentata dal Gruppo della Lega Nord il 15.2.2010 ed approvata dal Quartiere nella seduta del consiglio del 15.3.2010 (delibera n. 12), con l’astensione degli esponenti del centro sinistra. Con questa interrogazione, si chiedeva in sostanza all’amministrazione perché non avesse risposto (con fatti concreti) ad una lettera, ancora del marzo del 2009, con cui 840 residenti e commercianti del Portello avevano denunciato quella situazione di degrado che, allora, come oggi evidentemente, interessa questa zona e, soprattutto, quali misure l’amministrazione intendesse porre in essere per far fronte ai fenomeni denunciati. Ebbene, a questa interrogazione la Giunta, ed in specie l'assessore Carrai, avrebbe dovuto rispondere per iscritto ai sensi dell’art. 18 del regolamento delle circoscrizioni di decentramento, ma, a distanza di diversi mesi, stiamo ancora attendendo. Recentemente, una delegazione di residenti si è rivolta al quartiere lamentando nuovamente gli stessi fenomeni di delinquenza già allora denunciati. Non si tratta allora di creare inutili allarmismi, come ha dichiarato l’Assessore Carrai, ma di dare concrete risposte alle legittime aspettative di una quartiere che chiede soltanto di vivere in sicurezza. E fino ad oggi l’amministrazione queste risposte non le ha ancora date, non soltanto al quartiere, ma soprattutto ai cittadini che vivono al Portello (come peraltro in altre zone del centro).
Pierfilippo Pavanini

VIGILI URBANI
LA SICUREZZA?
NO, TANTE MULTE
L’assessore Carrai, in riferimento all’aggressione ai danni di Giacomo Patanè, ha spiegato che il Portello di notte viene sorvegliato da polizia e carabinieri e di giorno dai vigili urbani. Da abitante del quartiere, io i vigili quando li incrocio al Portello li vedo in via Loredan che fanno contravvenzioni alle auto in sosta. E la stessa cosa si vede in giro per la città. I vigili urbani fanno solo multe, altro che sicurezza. Infatti, non mi risulta che i vigili urbani abbiano sventato scippi o rapine.
Lettera firmata

pur di far il bastian contrario zano...

pur di far il bastian contrario zano vuole l'immondizia di napoli, ma secondo lui quanti saranno contenti di questa sciocca decisione, ma lui se ne frega, la spazzatutra tanto non arrivera', perche' berlusconi non l'ha chiamato... ma per forza, prima dice di berlusconi "mettiamolo su una barca con un po' di ragazze e mandiamolo al largo" e poi si stupisce che uno lo giudichi un ignorante maleducato e non lo tenga in considerazione?
lasciamo perdere poi sull'incontro mancato con amroni, ha gia' dimostrato ampiamente zano di non essere in grado di far altro che il muratore per la sicurezza dei cittadini, che cosa potrebbe dire a maroni?

da gazzettino.it
Padova tende la mano a Napoli. La città del Santo è pronta ad accogliere la spazzatura che la giunta Zaia vorrebbe lasciar fuori dai confini regionali. Ad annunciarlo è direttamente il sindaco Flavio Zanonato. «Se si tratta di dare una mano, Padova non si tira indietro. Ma non ho ricevuto alcuna telefonata da Berlusconi» ha spiegato venerdì sera il primo cittadino apprendendo dai cronisti che il Premier aveva dichiarato durante una conferenza stampa di aver telefonato «personalmente» ai sindaci di Milano, Torino, Roma, Bologna, Firenze, Genova, Bari ed appunto Padova. «Per chiedere - aveva detto il Presidente del Consiglio - per i prossimi giorni un aiuto di mezzi per il trasporto dei rifiuti». Una circostanza confermata ieri anche l'assessore all'Ambiente Alessandro Zan. «Se una città vive uno stato di emergenza, non darle un mano sarebbe solo un atto di crudeltà - dice il leader di Sinistra per Padova - La disponibilità ad accogliere i rifiuti napoletani è stata già manifestata da Milano, dalla Toscana e dalla Puglia, non si capisce perché noi non dovremo fare la nostra parte». «Le polemiche che in questi giorni ho avuto modo di ascoltare non hanno ragion d'essere - spiega ancora Zan - Per ripulire Napoli dovrebbero bastare 26 camion. In pratica, se tutti facessero la loro parte, ogni città alla fine accoglierebbe appena un carico d'immondizia, una quantità irrilevante per le capacità del nostro sistema di incenerimento». Un ragionamento che non si sente affatto di condividere la capogruppo della Lega Nord Mariella Mazzetto. «Il problema non è quanta spazzatura verrà mandata a Padova - scandisce la pasionaria del Carroccio - Il punto è il messaggio politico che si manda». «Se, ancora una volta, chi amministra quella città avrà un alibi per sottrarsi alle proprie responsabilità, possiamo stare pur certi che tra qualche mese tornerà l'emergenza rifiuti. Non ho alcun dubbio e il governatore Zaia fa benissimo a ad essere irremovibile su questo punto» aggiunge. Più possibilista è invece il capogruppo del Pdl Alberto Salmaso: «Se il sindaco decidesse di accogliere l'invito del presidente del Consiglio, si tratterebbe sicuramente di un atto di responsabilità. La cosa importante però è non far passare il messaggio che Padova è disponibile ad accogliere l'immondizia napoletana a tempo indeterminato». Ieri intanto Zanonato ha annunciato che, assieme ad altri 13 sindaci, domani non parteciperà all'incontro con il ministro dell'Interno Roberto Maroni sul tema della sicurezza urbana in programma a Parma I principali motivi della protesta sono : il mancato confronto con l'Anci, la mancanza di una legge organica e la mancata definizione delle somme a disposizione nei pacchetti sicurezza.

martedì 16 novembre 2010

la legalita' secondo carrai (e salmaso)

leggo, condivido e inoltro

gazzettino.it

Lunedì 15 Novembre 2010, (Al.Rod.) «Evidentemente le regole non sono uguali per tutti». Alberto Salmaso va all'attacco. La notizia che i nomadi di via Ferrero hanno acquistato l'area dove vivono e che per avere l'elettricità si sono allacciati abusivamente con l'illuminazione pubblica, indigna il capogruppo del Popolo della libertà: «La cosa che mi stupisce di più è però un'altra, ovvero la difesa d'ufficio da parte dell'assessore alla Polizia municipale Marco Carrai. «Nell'area ci vivono tre persone appena e ci stanno qualche giorno al mese. Insomma, mi pare che la situazione sia sotto controllo e non desti particolare apprensione» ha spiegato ieri Carrai. «Il messaggio che arriva dall'amministrazione mi pare chiaro: non c'è problema se questi signori compiono degli abusi edilizi, se di fatto utilizzano illecitamente l'energia elettrica pubblica, se creano degrado nella zona» dice ancora Salmaso. «Se questa è la concezione della legalità che ha questa amministrazione».

martedì 2 novembre 2010

piccoli successi, grandi fischi

dallo stesso gazzettino del 30 ottobre.

l'assessore micalizzi inaugura uno spazio verde, il parco delle luci (probabile futuro parco delle lucciole).
allo stesso tempo rimangono chiusi per anni gli spazi a santa croce, beh pero' lui non ha mai detto che santa croce gli sta a cuore...
prendiamo atto pero' di una novita' nella parola di micalizzi, la ztl non risolve i problemi.
dopo averglielo spiegato in tutte le lingue pare l'abbai capito, certo questo non gli impedisce di farne un'altra, ma e' un cambiamento positivo da quando ha chiuso dentro noi del Pescarotto.

SANTA CROCE
I GIARDINI
ANCORA CHIUSI
I giardini di piazzale Santa Croce, rimasti chiusi da più di due anni per lavori di ristrutturazione, pur essendo questi lavori terminati ormai da molti mesi, continuano ad essere ancora sprangati ed inibiti ai cittadini, in particolare frequentatori abituali come anziani, signore con i cani di compagnia, ragazzini etc.
Non mi pare che a Padova vi sia sovrabbondanza di spazi verdi. E mi pare ancora più assurdo che dopo tanti e probabilmente costosi lavori per renderli più gradevoli , continuino a rimanere chiusi.
Mi farebbe piacere di avere a riguardo una risposta da parte degli amministratori competenti.
lettera firmata

IL GIARDINO DELLE LUCI
In attesa del varo, ormai prossimo, della Ztl notturna antilucciole a Borgomagno che i residenti hanno chiesto per scoraggiare la presenza di prostitute e spacciatori, sono stati ultimati i lavori di riqualificazione di un'area verde degradata tra via Avanzo e via Selvatico. Il giardino è stato ridisegnato, sono state sistemate le panchine e soprattutto sono stati installati circa dieci lampioni che vivacizzano l'area prima abbandonata ad un buio inquietante. E ieri pomeriggio l'assessore comunale alle manutenzioni Andrea Micalizzi ha voluto sottolineare l'impegno dell'amministrazione nel risanamento concreto della zona con una semplice cerimonia inaugurale alle quale sono intervenuti diversi abitanti del rione. «Via Avanzo e Piazza Azzurri d'Italia - ha commentato Micalizzi presente con i consiglieri della seconda circoscrizione Andrea Rossi e Dario Gorji - sono le due realtà della grande Arcella che più mi stanno a cuore. La bonifica dell'area verde degradata di via Avanzo - ha sottolineato - è partita la scorsa estate in seguito ad una passeggiata serale durante la quale gli stessi abitanti hanno sottolineato l'urgenza dell'intervento sul fronte della sicurezza e della vivibilità. Ho voluto essere partecipare con loro alla prima accensione dei nuovi lampioni per dimostrare che insieme si possono fare concretamente tante cose». Il prossimo passo per sconfiggere il degrado sarà mettere in campo l'attesa Ztl anche se - ha detto Andrea Rossi - «occorre essere onesti fino in fondo e dire ai cittadini che è illusorio pensare che la Ztl da sola risolverà tutti i problemi; serve maggiore controllo del territorio, auto della Polizia in borghese per prendere le "madame" e gli spacciatori, ma soprattutto la politica deve infondere nei cittadini e nei residenti un sentimento di fiducia reale e sostenere tutte quelle iniziative pacifiche di cittadinza attiva che partono dal basso per far rivivere luoghi e relazioni».

venerdì 29 ottobre 2010

il sindaco se non e' sceriffo si insceriffera'?

il consigliere Bordin punta il dito su zanonato, sindaco piu' muratore che sceriffo.

da gazzettino.it

«Il vero guaio di Padova è la sicurezza. Zanonato minimizza il problema ma i cittadini lo vivono sulla loro pelle tutti i giorni. È per questo che "Padova della Libertà con Rocco Bordin" andrà nelle piazze con un questionario per sapere come si sentono i cittadini e da lì partirà una petizione per avere finalmente più sicurezza».
È questo il grido di battaglia che il consigliere del Pdl Rocco Bordin, il più votato alle ultime elezioni, ha lanciato ieri con accanto una folta rappresentanza di simpatizzanti e consiglieri di quartiere. Tra di loro c’erano anche due immigrati, Faith Innoyeze e Youssef Trouche che abitano al numero 15b di via Confalonieri. Le loro testimonianze di "regolari" che hanno voglia solo di lavorare e vivere in pace sono particolarmente indicative. «Da quando "via Anelli 1" è chiusa, è cominciata "via Anelli 2" - dice Faith - io lavoro tutto il giorno e ho due bambine. Quando torno a casa alla sera loro mi dicono che hanno paura ad entrare in casa. Ci sono solo brutte facce in giro. E di notte poi non ne parliamo. Ci sono rumori sono continui fino alle 5 di mattina. Che cosa succeda non lo so. Io mi barrico in casa». Yuossef insiste: «Polizia e carabinieri passano in continuazione ma non riescono a fare niente. La mia ragazza quando va al lavoro è molestata continuamente da un gruppo di tunisini. Nei due bar della via succede di tutto, gridano e si accoltellano».
Se questa è la situazione più difficile non è che in altre zone della città vada meglio. Mario Forzan consigliere al Cdq2: «Vorremmo risposte sul campo nomadi. Ce n’è uno di abusivo e il sindaco non lo sposta». Alessandro Andò, consigliere del Quartiere 1, presente con Rosario Patanè: «La zona fra la stazione e piazza de Gasperi è l’esempio di una prevenzione mancata. In piazzetta Conciapelli siamo riusciti noi con un’azione di guardiania in collaborazione coi Vigili ad ottenere risultati. Perché non si fa in tutta la città?». Silvio Rossi è nel consiglio del Quartiere 6 «Da via Lagrange alla parrocchia di Santo Stefano ci sono stati episodi legati a bande di ragazzi dell’est, la parrocchia delle Cave è stata aggredita e alla caserma Romagnoli dismessa continuano le intrusioni». Orazio Marcon del Comitato del Quartiere 2 insiste: «Sui nomadi di via Ferrero perché il sindaco non applica l’ordinanza di sgombero per motivi igienici come ha fatto il suo collega di S. Angelo di Piove? E le prostitute? Milano ha risolto multando anche loro di 500 euro. Sono diminuite di due terzi». Zena Giacomelli parla del Quartiere 5. «I furti sono quotidiani alla Sacra Famiglia. In via Urbino hanno fatto tutti gli appartamenti».
È Rocco Bordin a raccogliere il testimone. «Visto che in consiglio comunale, mero esecutore dei voleri della giunta queste cose non si possono discutere, ne parleremo con la gente. Da sabato sotto il Volto della Corda e poi nei quartieri con un banchetto porremo dieci domande sulla sicurezza alla gente. E faremo le nostre proposte: vigili urbani in strada e meno negli uffici: almeno 15 vigili di quartiere che oggi non ci sono. Presidi multi-forza nelle zone a rischio; controlli mirati nelle serate dello spritz; sgombero delle aree occupate dai nomadi illegalmente».

venerdì 15 ottobre 2010

zanonato: che brutta figura!

l'arroganza del sindaco muratore (sedicente sceriffo) non ha piu' confini, smepre piu' isolato nella personale convinzione di essere il deus ex machina di Padova inanella una serie di figuracce dietro la'ltra, l'ultima nell'incontro da lui richiesta, con Maroni e dal sindaco disertato, per, dice, una mancanza di rispetto del ministro.
Andiamo, zano, dai...
ma che figure mi fai?
volente o, soprattutto, nolente, sei anche il mio sindaco e ti offendi perche' uan perosan ben piu' importante di te non ti porta il meritato (solo secondo te pero') rispetto?
e tu che rispetto hai dimostarto?

da gazzettino.it

È un ossimoro perfetto. Arriva il ministro dell’Interno per parlare della sicurezza a Padova e il sindaco-sceriffo, quello delle mille ordinanze, non si fa vedere. Eppure una spiegazione c’è per questo cortocircuito istituzionale che ha fatto perdere una grossa occasione alla città, se non fosse che alcuni onorevoli padovani e la presidente della Provincia erano comunque presenti alla riunione. Che Zanonato, colui che aveva chiesto l’incontro all’indomani dell’omicidio dei due magrebini non ci andasse, nessuno infatti se lo sarebbe aspettato.
Il problema è che anche in politica conta molto il "territorio". Se fosse stato quello del Comune il sindaco avrebbe giocato in casa incassando il sostegno di un’alta carica dello stato a cui appellarsi successivamente per ogni guaio. In Prefettura sarebbe stato semplicemente suo "ospite".
Sembra quasi un romanzo la cronaca, minuto per minuto, del mancato incontro tra il ministero degli Interni con il sindaco.
Maroni ne dà notizia ai giornalisti uscendo dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, poco prima di mezzogiorno. Insieme a lui ci sono il prefetto Ennio Sodano, il presidente della Regione, Luca Zaia e quello della Provincia, Barbara Degani.
Ecco le sue parole: «Accanto a me ci sono i rappresentanti delle forze dell’ordine, della Regione e della Provincia. Non c’è Zanonato in rappresentanza del Comune. Esprimo il mio rammarico per questa assenza polemica di cui non ho ben compreso i motivi. Posso solo dire che incontri di questo tipo ne faccio tanti e li faccio sempre in Prefettura, soprattutto quando sono presenti rappresentanti istituzionali di vari enti. Martedì ho chiamato il sindaco Zanonato per concordare con lui proprio l’incontro in Prefettura alle 10 e lui ha detto: sono d’accordo. Gli ho solo detto vengo qualche minuto prima da te, essendo lui responsabile nazionale Anci per la sicurezza, per un paio di questioni relative ai permessi di soggiorno e che non riguardano Padova ma il nostro rapporto. Poi, venendo qui stamattina ed avendo incontrato traffico, l’ho chiamato per dirgli: arriverò alle dieci e un quarto ci vediamo in prefettura e poi parliamo. E questo ha scatenato una per me incomprensibile reazione, perché avevamo concordato con lui che l’incontro si facesse lì. Per è uno spiacevole incidente, ma è chiuso».
La faccenda però un po’ più complicata. Alle 15.02 di mercoledì un dispaccio Ansa ribattuto su una nota del Viminale informava che: "il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, domani alle 10 sarà in prefettura a Padova per un incontro con le autorità locali, i vertici delle forze dell'ordine e i parlamentari del collegio circoscrizionale".
A quel punto negli ambienti politici era già chiara la situazione. Il ministro non sarebbe passato per il Comune. Qualcosa si era "impadronito" della visita. I primi avvisi del resto li avevamo riportati almeno da una settimana, quando il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, aveva dichiarato sul Gazzettino che il ministro Maroni non era «a disposizione» del sindaco e che sarebbe venuto quando poteva «e non certo su invito di Zanonato».
Il sindaco però ci spera fino all’ultimo. Alle 9.30 di ieri mattina al Bar Antille, sotto il Municipio, colloquiano fitto fitto Giampiero Beltotto, il consulente per la comunicazione del presidente della Regione Luca Zaia, Ivo Rossi e Flavio Zanonato. Quest’ultimo, al termine esce paonazzo. Cos’è successo? Beltotto ha informato il sindaco che Zaia non avrebbe accompagnato Maroni in Comune. Era il segnale che nemmeno il ministro ci sarebbe passato. Possiamo tentare un’interpretazione: in Comune, per far bello Zanonato? Mai. E poi il ministro dell’Interno da che mondo è mondo arriva in Questura e in Prefettura, la "casa" dello Stato sul territorio. Se il sindaco vuole lo raggiunga lì. Questo si pensa nel retrobottega della politica. Davanti invece c’è il ministro che alle 10.12 in punto esce da una delle cinque macchine di scorta, sale in Prefettura e ci trova tutti meno che Zanonato. Allora lo richiama al telefono, e si sente rispondere in modo piccato che così non si fa. «Ti convoco a Roma» gli dice seccato il ministro. E l’altro: «Non prendo ordini da te». Ne riparleranno senza dubbio, ma la città ha perso un’occasione.

lunedì 4 ottobre 2010

ancora ztl (3)

continua la scellerata demagogia di chiedere chiusure.
Chiudiamoci dentro per tener fuori gli pacciatori.
no, e' sbagliato, lasciamo lo spaccio libero in certe zone perche' non lo vediamo?
e quando Padova sara' tutta una ztl e nessuno potra' piu' muoversi perche' rischia di attraversare una ztl e conseguente multa? allora che faremo? guarderemo Padova dalle webcam, chiusi in casa, con gli spacciatori liberi e indisturbati perche' tanto non passa nessuno?
scellerata e sciocca richiesta, inutile, dannosa perfino quella della ztl notturna.
significa spostati da davanti che mi fa schifo vederti, am se ti nascondi o te ne vai dove non vedo allora continua pure.
cosi' si chiude via anelli e vengono al Pescarotto, si chiude il pescarotto e si spostano in via Manar,a si chiude via Manara e si spostano a Mortise (500 metri alla volta se notate), si chiude Mortise e se ne vanno in una laterale di via D'Avanzo, ora si e' chiusa una laterale di via D'Avanzo e tra poco vedremo sdove se ne andranno... probabilmente in via D'?vanzo, per forza, quella non si puo' chiudere, epro' dai, ci son delle zone dove non ci sono abitazioni, allora li' si possono mettere tanto non li vede nessuno e tutti possono dormire sogni tranquilli epr aver debellato, nella propria via, il fenomeno.
ridicoli!!!

Una zona a traffico limitato notturna, contro gli spacciatori, al Portello. È la richiesta che arriva dal Consiglio di quartiere del Centro storico dopo avere ricevuto, ieri mattina, un gruppo di residenti del rione «universitario».
«Chiediamo, ancora una volta, un maggior controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine - dicono in coro il presidente della Circoscrizione1, Filippo Frattina, e il coordinatore della Commissione sicurezza, Pierfilippo Pavanini - ma anche l'istituzione di una ztl, dalle 20 alle 8 del mattino, sull'esempio di quanto già avvenuto al Pescorotto, e più recentemente a Mortise per contrastare fenomeni quali spaccio e prostituzione». Nell'incontro di ieri i residenti hanno poi ripresentato ai due responsabili del Cdq la raccolta firme presentata all'Amministrazione comunale lo scorso marzo.
«Gli abitanti del Portello - riprendono Frattina e Pavanini - avevano raccolto 840 firme inviate sia al sindaco Zanonato, sia all'assessore alla Polizia municipale Marco Carrai. Un documento in cui chiedevano fossero predisposte nuove misure per debellare la situazione di degrado, legata soprattutto allo spaccio di droga, che ormai da troppo tempo insiste nel loro quartiere. La sottoscrizione è però rimasta lettera morta». Ma oltre che sullo spaccio, il presidente del Quartiere centro, del Pdl, e il coordinatore leghista della Commissione sicurezza puntano l'attenzione in particolare sugli esercizi commerciali presenti in zona e gestiti da extracomunitari.
«Vorremmo ci fosse una maggiore responsabilizzazione degli esercenti - concludono - e l'emanazione, per quelli di loro che non rispettano le regole, di ordinanze di chiusura anticipata o, se del caso, di provvedimenti di sospensione o revoca della licenza».

venerdì 3 settembre 2010

una volta che son d'accordo con la Fiamma

una volta che son d'accordo con la Fiamma mi tocca pubblicare l'intervento sul gazzettino di oggi.

SICUREZZA
CARRAI E ZANONATO
DOVE VIVONO?
Quando qualcuno , qualche mese fa, si era "permesso" di confutare i trionfali dati che venivano pontificati dal ministero degli interni e dalle sue ramificazioni locali (questure e prefetture) relativi alla situazione della criminalità nel Veneto,definita nettamente in calo rispetto al passato, era stato additato come un irresponsabile catastrofista, un populista manipolatore di informazioni, un falso distorsore di verità perfettamente accertabili e testimoniate dalle più affidabili agenzia di ricerca.
Noi della Fiamma Tricolore, in effetti ,qualche dubbio l’avevamo espresso, dettato non da pregiudiziali alchimie dissacratorie a prescindere, ma da un’attento esame del contesto in qualità di cittadini che vivono nel territorio e che monitorano , con la loro azione politica, la quotidiana vivibilità dello stesso. Se in alcune province, come Treviso e Belluno , nell’ultimo anno è migliorato il senso di sicurezza dei cittadini, non altrettanto si può dire di Verona e Padova, nelle quali si registrano ancora frustranti contraddizioni.
In particolare nella città del Santo, il dato fornito dall’istituto Panel Data, osserva che più del 52% dei padovani si ritiene poco o niente sicuro nella zona in cui vive. Tra spaccio di droga in continuo aumento, aggressioni sessuali anche in pieno giorno, taccheggi, furti negli appartamenti, scippi e rapine ai piccoli esercizi commerciali, la misura è veramente colma.
Quando poi l’assessore alla polizia municipale Carrai ha la faccia tosta di affermare che l’aumento dell’insicurezza è legato al massiccio afflusso di stranieri in città, con la conseguente difficoltà di inserimento sociale e la prospettiva di non lavoro per larghi strati di immigrati, vorremmo chiedergli a chi dovrebbero rendere conto i padovani di queste insidie se non a lui, responsabile del settore sicurezza da più di 6 anni o ai suoi colleghi Zanonato e Ruffini,principali assertori di una forzata integrazione e del facile ed indiscriminato accesso a tutte le strutture cittadine, a scapito dei cittadini locali ed in barba ai loro più elementari diritti.
Permetteci di concludere questa riflessione commentando, con amara ironia, d’altronde non ci resta altro da fare, le parole del questore Savina, in una recente intervista apparso orgoglioso di risultati che, bontà sua, vede solo lui e del capo dei vigili urbani che giura sulla presenza capillare dei suoi uomini in tutte le zone comunali, quando noi e tutti i padovani li vediamo solo, numerosi e solerti, pronti ad infliggere multe nella Ztl e negli angoli più remoti della città, senza garantire un minimo di presenza nel pattugliamento delle periferie e nell’intervento a sostegno delle categorie a rischio, specie in questo periodo estivo.
Una parola la lasciamo anche all’assessore alla scuola Piron (anche se non capiamo la sua competenza in merito): "Padova non è il Bronx, anche se , per le sue problematiche, sta assumendo le caratteristiche delle metropoli con le più gravi criticità"... E se lo dice lui, c’è ben motivo di credergli e trarne le dovute riflessioni.