Fatti e misfatti su Italia-Padova-Pescarotto, in un blog per tutti
giovedì 9 settembre 2010
sorpresa, non cambia nulla
fanno tenerzza ma anche arrabbiare, e' come vedere uno che commette sempre gli stessi errori e poi non impara e si dibatte e si muove ma ormai e' nella rete.
Si son schierati con Zano il muratore?
e cosa si aspettavano dalla sua risicata vittoria?
se si vuole cambiare bisogna aver coraggio e non affidarsi al cavallo vecchio.
tant'e'.
ci teniamo il sindaco sceriffo (???), muratore (!!!) e non cambia nulla, che sorpresa, anzi che sorpresona!!!
in questo blog son raccolti gli altri articoli, identici, con gli stessi incontri ( a diversi prefetti, questori, candidati sindaco), ma il contenuto non cambia mai.
eh... ci sono ancora sacche di dgrado, che vuol dire? che si sta come prima.
non vogliamo che cali l'attenzione sul quartiere, che vuol dire? ci state lasciando da soli come tutti gli altri anni.
l'unica novita' vera di questi anni son stati i militari, che poverini, anche loro fan quello che possono, come polizia e carabinieri, ma non si puo' tappare la falla con un dito, prima lo capiscono questi rappresentanti di comitati che si son venduti alla politica pe run piatto di lenticchie (da divider ein due oltretutto) e meglio sara'.
da gazzettino.it
(che tristezza same old story - solit avecchia storia)
(M.B.) I presidenti del comitato Stanga, Paolo Manfrin, e del comitato Manara, Gisella Scanferla, accompagnati da alcuni residenti del quartiere sono stati ricevuti martedì dal questore, Luigi Savina. Al centro dell'incontro i problemi di spaccio, prostituzione e degrado che ancora insistono nella zona, soprattutto lungo le vie Manara e Grassi, davanti alla chiesa del Pio X, e in via De Cristoforis, la prosecuzione di via Anelli. «Purtroppo abbiamo vissuto un'altra estate difficile - racconta Paolo Manfrin - in cui molte zone del nostro quartiere sono tornate a dover fare i conti con fenomeni quali lo spaccio e la prostituzione». Che evidentemente nonostante la chiusura di via Anelli non sono stati ancora debellati. «Ci sono sacche di degrado che resistono - continua il presidente del comitato Stanga - ed è per questo motivo che ci siamo rivolti al Questore, perché non vogliamo si abbassi la guardia sulle tante problematiche presenti in quartiere». E allora nei prossimi giorni i rappresentanti dei comitati stileranno, proprio su invito del Questore, delle relazioni dettagliate segnalando le situazioni di particolare difficoltà. «Inoltre - termina Paolo Manfrin - abbiamo chiesto rassicurazioni in merito alla presenza del commissariato Stanga».
giovedì 7 gennaio 2010
e i comitati?
da gazzettino.it
Giovedì 7 Gennaio 2010, Comres, Comitato Stanga, Sos Padova, Pescarotto e Comitato Manara. Per anni sono stati in prima linea nel contrastare il degrado nei loro quartieri. L’hanno fatto con fiaccolate e grigliate, ma anche con le prime ronde di rione sdoganando le passeggiate notturne dei residenti che poi per mesi hanno infiammato il dibattito politico nazionale dividendo, fino allo scontro, centrodestra e centrosinistra. Dalla richiesta del “muro” in via Anelli a quella della recinzione in via Manara proseguendo con la realizzazione della Ztl anti prostituzione al Pescarotto, fino al presidio del centro storico chiedendo l’intervento delle pattuglie dell’esercito. Tutte iniziative di cui i comitati cittadini rivendicano, chi in maniera più forte chi invece in misura più sfumata, almeno una parte di merito. Ma ad un certo punto il solo impegno civico ai residenti cominciava a stare stretto. E allora ecco le liste elettorali dello scorso giugno che però invece di compattare le “lotte” di quartiere e i loro protagonisti, hanno finito per dividerne forza e impegno. Attratti dalle sirene della politica i comitati hanno finito con l’esserne stritolati. Alcuni, vedi il Pescarotto, si sono sciolti, altri, come Sos Padova e il Comitato Stanga hanno ridotto la loro azione, mentre Comres rimane ancora alla finestra.
«Abbiamo lottato contro il degrado esponendoci sempre in prima persona e avendo, fino a un mese dalle elezioni, il sostegno dei cittadini – esordisce Maurizio Meridi, leader di Sos Padova – Che ci spingevano a continuare perché volevano cambiare questa amministrazione comunale. Bene, il risultato si è visto: al momento della scelta hanno preferito ancora Zanonato. Adesso quindi credo sia doveroso prenderci una pausa di riflessione». Più drastico Denis Menegazzo, presidente del Pescarotto: «Visto il riscontro ottenuto chi ce lo fa fare di continuare a scendere in strada di sera, con il freddo, e togliendo spazio alle nostre famiglie per disturbare l’attività di pusher e prostitute? La gente ha espresso inequivocabilmente, con il voto, il proprio pensiero. Ha preferito ridare fiducia a chi aveva contribuito in maniera determinante a far precipitare il loro quartiere nel degrado».
«Però se è questo che vogliono – termina Menegazzo – è questo che avranno. Noi abbiamo cercato di fare ben oltre il nostro dovere. Adesso basta. Comunque qualche merito ce lo prendiamo e vogliamo ci venga riconosciuto, perché se la situazione del Pescarotto è migliorata lo si deve anche alla nostra azione». Diverso è invece il pensiero di Paolo Manfrin, presidente del Comitato Stanga che ancora si batte per la riqualificazione di via Anelli: «Noi abbiamo sempre vissuto l’azione del nostro comitato come un’attività sociale. Senza avere obiettivi politici. Abbiamo creato una lista a sostegno di Flavio Zanonato perché abbiamo creduto che lui, più degli altri, abbia realmente realizzato qualcosa di concreto per contrastare il degrado nel nostro quartiere. Però indipendente dal risultato elettorale il Comitato Stanga c’è e ci sarà».
martedì 26 maggio 2009
grigliata (3)
Tante famiglie si son presentate, per mangiare un ossetto, bere un bivvhiere di vino e conoscere i candidati della lista Padova Sicura: Menegazzo, Meridi, Cesaro.
I candidati non si son sottratti alle domande della gente e han tenuto il banco per tutta la sera.
Alla fine, nonostante i mille impegni, e' arrivato anche il candidato sindaco Marin che ha improvvisato una riunione con gli alleati (eran presenti anche i rappresentanto cittadini dela lega), cercando di infondere fiducia e individuare una strategia comune.
Bel simbolo sono state le famiglie di stranieri che son venute a dimostare che la loro preoccupazione, di straniero regolare, e' la stessa nostra.
Verso l'una tutti a casa soddisfatti sia per come si e' mangiato, sia per la compagnia, sia per aver fato qualcosa di buono, infatti le offerte raccolte quella sera saranno presto devolute alla Città della Speranza del professor Zanesco.
mercoledì 18 marzo 2009
come gia' detto non ronde ma passeggiate
da tgpadova.it
17/03/2009 17:30 Il Comitato Pescarotto e la Lega Nord sono determinati a proseguire con i pattugliamenti dei privati cittadini. Nonostante il divieto del ministro alle ronde fai da te gli 'ausiliari della sicurezza' sono determinati ad andare avanti per la loro strada
Fatta la legge trovato l’inganno. O meglio, imposto il divieto trovato l’escamotage per aggirarlo. Il ministro Roberto Maroni a Venezia non ha avuto dubbi nel condannare le ronde fai da te dei privati cittadini. Ma per vietarle bisogna prima di tutto definirle, se poi viene sostituito il termine ronde con “passeggiate di normali cittadini”, pattugliamenti e sopraluoghi il gioco è fatto e il divieto è destinato a restare a lettera morta. E allora la Lega Nord e il Comitato Pescarotto di Denis Menegazzo, gli storici promotori delle ronde in salsa padovana sfidano il ministro e si dicono determinati a continuare imperterriti i loro controlli. "Le nostre sono passeggiate di privati cittadini - ha spiegato Maurizio Conte (Lega Nord) - quindi noi inviteremo a continuare in questo senso, senza fare pubblicità e senza indossare una casacca". Altre perplessità il segretario provinciale della Lega Nord le muove anche sulla proposta di una organizzazione comunale, a suo dire troppo manipolabile dal punto di vista politico. Ancora più indifferenti di fronte al divieto del ministro sono rimasti i componenti del comitato pescarotto, chi da tre anni porta avanti il progetto ronde in uno dei quartieri più problematici di tutta la città. Certo, se le linea del ministro Maroni dovesse diventare legge a tutti gli effetti anche i rondisti del comitato pescarotto sono pronti ad andare in massa in comune a registrarsi in questo ancora tutto da pianificare albo dedicato ai rondisti. Per il momento però il divieto del ministro Maroni sembra destinato a venire snobbato da molti. Dai suoi stessi compagni di partito in primis.
venerdì 20 febbraio 2009
lista dei comitati
Venerdì 20 Febbraio 2009, Per il momento sono in tre: l’Associazione Sos Padova di Maurizio Meridi, il Comitato Pescarotto di Denis Menegazzo, e l’Associazione Comres presieduta da Massimiliano Pellizzari. La civica dei comitati “Lista cittadini Padova sicura” - questo il suo nome – nasce, come tengono a precisare i fondatori, «equidistante da ogni schieramento politico». Programma e nomi di chi la comporrà sono però ancora top-secret.
«Non vogliamo dire nulla – spiega Massimiliano Pellizzari – perché ci spiacerebbe che poi alcune delle nostre idee, come tra l’altro è già accaduto nel recente passato, ci venissero copiate».
E se le proposte rimangono ancora nascoste, le promesse sono di quelle che fanno strabuzzare gli occhi.
«Se vincessimo – riprende il presidente di Comres – in trenta giorni risolveremmo il problema-spritz, quello dei parcheggi, della ztl e del degrado».
Di sicurezza parlano Denis Menegazzo e Maurizio Meridi. «Occorre ripensare alla gestione della Polizia municipale – dice Menegazzo – che deve essere più vicina al cittadino».
«E per quanto riguarda la zona-stazione – aggiunge Meridi – le Cucine economiche di via Tommaseo vanno spostate».
Tutto chiaro, ma gli altri comitati cittadini? Perché non hanno aderito al progetto della civica?
«Con gli altri comitati – risponde Pellizzari – abbiamo steso un protocollo d’intesa. Le elezioni si svolgeranno il 6 giugno, tergiversare oltre non aveva senso. La civica o si faceva ora o non si faceva più. Abbiamo cercato di posticipare il più possibile. Oltre non si poteva andare. Mica possiamo fare filosofia. Noi siamo pragmatici».
Concetto ripreso e ribadito anche dal presidente del Comitato Pescarotto: «Se gli altri hanno altre voglie e altre idee, va bene, nessun problema. Noi intanto abbiamo cominciato a proporre le nostre. Comunque sappiamo che l’intenzione di seguirci da parte di altri comitati c’è. Quindi chi vorrà unirsi a noi sa che le porte sono aperte».
M.B.
comitati in campo
I comitati
si uniscano
per le elezioni
Abbiamo accolto con grande interesse l'iniziativa di Massimiliano Pellizzari, attivissimo Presidente del Comres, di ampliare l'azione del suo Comitato portandola in campo politico. Credo che la polarizzazione dei tanti comitati di quartiere, nati nel corso degli ultimi anni, sia un valore aggiunto di notevole entità in vista delle prossime scadenze elettorali di Padova e Provincia. In modo particolare ritengo che questa decisione sia l'inequivocabile segnale dell'impazienza dei cittadini rispetto alla mancanza di programmi per delineare la Padova del futuro. L'acutizzazione dei problemi relativi alla sicurezza unitamente alla crisi del commercio sono stati posti come punti fondamentali del futuro programma politico, non possiamo che condividere questa impostazione essendo punti su cui anche ViVi Padova sta lavorando da mesi. Speriamo che tutti questi movimenti civici di padovani volenterosi sfocino in un'unica aggregazione elettorale che possa esprimere una lista forte del sostegno della gente e lontana dai nauseabondi e inconcludenti giochi politici.
Filippo Bruno di Tornaforte
Presidente di ViVi Padova
venerdì 23 gennaio 2009
un esempio
allora facciamo un esempio.
mi e' arrivata oggi comunicazione dal Comitato Stanga, che vi giro di seguito, di un cambiamento nella zona di via Anelli:
"DOPO MESI DI BATTAGLIE ALTRA VITTORIA DEL COMITATO STANGA SIAMO RIUSCITI A FAR ILLUMINARE CON POTENTI FARETTI IL PORTICO DI VIA GALLIANO.
LA SPERANZA E' QUELLA DI SCORAGGIARE LO SPACCIO DAVANTI AL NEGOZIO DEL MAROCCHINO, TUTELANDO LE UNICHE ATTIVITA' COMMERCIALI ITALIANE RIMASTE IN ZONA.
PAOLO MANFRIN"
a parte, osservo senza polemica, la distinzione tra attivita' italiane e marocchine (superflua, a me basta che sian oneste e qualsiasi attivita' mi sta bene, cosi', per inciso) questo e' un buon modo di procedere, riappropiarsi degli spazi comuni, scoraggiare il malaffare.
Altro che cancelli per chiudersi dentro, cosi' consegnando a tossici e spacciatori la strada, e magari, senza volerlo, favorirli pure, consentendo LORO di ripararsi dietro il cancello, facendo gli scambi attraverso le inferriate, cosi' che LORO siano piu' al sicuro.
Non e' difficile, ma chi dorme non lo sa.
Sveglia, sveglia!!!
speriamo bene
Dal Gazzettino di Padova
Venerdì 23 Gennaio 2009,
I Comitati cittadini escono allo scoperto, annunciando ufficialmente il progetto di presentare una lista civica autonoma ed "equidistante" alle amministrative di giugno
«Il terzo polo siamo noi, chi ci vuole ci deve ascoltare»
«I temi per cui siamo nati e ci battiamo ben difficilmente ci avvicineranno alla sinistra, ma non abbiamo chiusure»
Prima la cena, poi un consiglio-fiume che all’una di notte ha prodotto un sintetico comunicato-stampa: “La riunione dei Comitati e delle Associazioni dei cittadini di Padova ha posto le basi per una serie di futuri incontri da tenersi entro breve tempo, che porteranno alla creazione di una Lista civica che parteciperà alle prossime elezioni amministrative di giugno. I Comitati ritengono che sia giunto il momento di impegnarsi in prima persona per cambiare la situazione della città. Il programma della Lista civica sarà stilato da una commissione di esperti indicata dai Comitati. Al momento, i Comitati e le Associazioni esprimono la piena equidistanza da entrambi i principale schieramenti politici".
Insomma la tanto annunciata “Lista civica dei Comitati di Padova”, dopo ammissioni a mezza voce seguite sempre da smentite più o meno convincenti, ora è cosa fatta. Ma il passaggio fondamentale, quello che poi sta facendo dibattere le diverse anime dei comitati cittadini per la sicurezza, è fino a quando, e come, la neonata Lista civica rimarrà davvero equidistante soprattutto da uno dei due schieramenti politici, quello di centro destra?
«Se siamo nati negli ultimi due, tre anni, è stato soprattutto per combattere il degrado – spiega il presidente del comitato Pescarotto, Denis Menegazzo – quindi difficilmente il nostro interlocutore sarà quel centro sinistra che l’ha creato. Ciò non toglie che se Flavio Zanonato ci facesse i “ponti d’oro” allora potremmo anche cambiare idea. Il nostro destino comunque sta nelle mani del centro destra. Se Pdl, Lega e Udc andranno compatti noi li appoggeremo».
Più “politico” è invece il commento del leader di Sos Padova, Maurizio Meridi: «Noi presenteremo il nostro programma ai candidati-sindaco. Chi saprà darci le garanzie che chiediamo avrà il nostro appoggio, altrimenti correremo da soli».
«Il fatto storico – interviene Massimiliano Pellizzari, presidente di Comres – è che i comitati di Padova si sono uniti per creare una Lista civica. Il resto, dal programma ai candidati, compreso l’eventuale sindaco, lo stabiliremo successivamente». Chi non ha ancora sciolto la riserva è il presidente del comitato Stanga, Paolo Manfrin: «Ci riuniremo lunedì sera per decidere la nostra posizione. Il progetto comunque ci piace. Come terzo polo potremmo creare un grosso problema alla politica locale».
Matteo Bernardini
martedì 20 gennaio 2009
l'unione farebbe la forza
meditate gente, meditate.
dal Gazzettino di Padova
Martedì 20 Gennaio 2009, (M.B.) Lista civica sganciata dai due poli di centro destra e centro sinistra, e primarie. Massimiliano Pellizzari, presidente di Comres – Associazione dei Commercianti e residenti del centro storico -, rompe gli indugi e annuncia il percorso che porterà la “Lista civica dei Comitati di Padova” a scendere nella competizione politica per le prossime elezioni comunali.
«L’obiettivo è quello di creare il “terzo polo” – dichiara Pellizzari -, quello della società civile indipendente da quella politica che continua a rimbalzare tra un toto-candidato e l’altro senza ancora parlare, a meno di cinque mesi dalle elezioni amministrative per il rinnovo della giunta di palazzo Moroni, di programmi e delle esigenze dei cittadini».
E ad accompagnare la futura lista civica “svincolata”, per stabilire la priorità dei temi da inserire nel programma, e per indicare il nome del candidato sindaco “dei comitati” ci saranno le primarie.
«Quelle vere però – assicura il leader di Comres -, fatte quartiere per quartiere, tra la gente. Per ascoltare la voce dei padovani. Quelle primarie insomma, che i partiti né a destra né a sinistra, al di là delle chiacchiere vogliono fare».
Ma la svolta di Pellizzari impone una riflessione sulle scelte degli altri presidenti dei comitati cittadini: Denis Menegazzo, Maurizio Meridi, Paolo Manfrin, Gisella Scanferla, e sembra rompere quell’intesa che già aveva subito un primo duro colpo con l’uscita di Paolo Manfrin e del suo comitato Stanga.
«L’intenzione di muoverci per costruire qualcosa c’è – spiega Menegazzo – dipende cosa farà il centro destra, anche se a questo punto difficilmente lo appoggeremo. Forse è meglio pensare di realizzare un progetto per conto nostro».
«Non possiamo più stare alla finestra – interviene Maurizio Meridi – un progetto comunque lo stiamo predisponendo. Vediamo se sarà oggetto di una lista civica».
A chiudere il cerchio è Manfrin: «Mi sembra che ognuno stia andando per conto proprio. E questo frazionamento non è certo conveniente anche perché dimostriamo alle persone di non essere molto diversi dai politici di professione che reclamano sempre il posto in prima fila».
martedì 6 gennaio 2009
saldi in quartiere
Martedì 6 Gennaio 2009, «Se in centro si è aperta la stagione dei saldi invernali, da noi evidentemente sono partiti gli sconti sulla droga. Non c’è altro motivo per spiegare l’incredibile presenza di pusher e loro clienti che domenica pomeriggio hanno letteralmente invaso le strade del nostro quartiere». A parlare è il presidente del comitato Pescarotto, Denis Menegazzo, che torna a denunciare la difficile situazione in cui vive il rione a causa degli spacciatori nordafricani e di chi arriva per comperare la droga. “Clienti” che domenica pomeriggio sono stati “accolti” dai residenti con un fitto lancio di uova. «Non ne potevamo più – sbotta Menegazzo – e così dalle terrazze e dai balconi abbiamo cominciato a lanciare uova sulle persone che andavano ad acquistare la droga ai civici 15/A e 15/B di via Confalonieri. L’unico rammarico è che per colpirle abbiamo utilizzato uova sane».
Il lancio delle uova è durato dalle 19 alle 21, mentre le forze dell’ordine sono intervenute ripetutamente fermando anche alcuni extracomunitari. «Da quanto abbiamo potuto vedere ne sono stati accompagnati in questura almeno cinque. Il problema è che poi, dopo poche ore, ce li ritroviamo ancora qui, a svolgere lo stesso “lavoro” per cui erano stati presi». Al centro della denuncia dei residenti continuano comunque a rimanere i due palazzi di via Confalonieri. «Per noi rappresentano la causa di gran parte, se non di tutti, i mali della nostra zona – termina Denis Menegazzo – L’amministrazione comunale ci aveva ripetutamente promesso che sarebbe intervenuta facendo costruite delle grate e dei cancelli per chiudere l’accesso ai due condomini. Come sempre parole al vento. Noi restiamo qui, in fiduciosa attesa, con la speranza di non fare la stessa fine dei residenti di via Manara che hanno sì avuto il loro cancello, che però non è mai stato chiuso nemmeno per un giorno».
Matteo Bernardini
giovedì 11 dicembre 2008
tutto ok?
Nel rione della miseria notti gelide e squallore
Menegazzo: «E’ il risultato della politica dell’accoglienza senza limiti voluta dall’amministrazione Zanonato»
«Ecco, questo è diventato il Pescarotto». Denis Menegazzo, presidente del comitato che ha preso il nome del quartiere, allarga le braccia sconsolato e commenta in una frase la fine di un vero e proprio tour del degrado nel rione che assieme a via Manara ha sostituito il ghetto di via Anelli.
Ore 13, via Friburgo 90. Una villetta abbandonata, finestre e porte d'ingresso murate, ma al primo piano è stato creato un varco per accedere all'edificio che diviene così rifugio per alcuni dei tanti immigrati clandestini che frequentano l'area. Di fronte alla villetta c'è quello che i residenti del Pescarotto hanno ribattezzato il castello, un enorme edificio che prima di essere dismesso ospitava una fabbrica. I punti dai quali vi si può entrare sono molti e quasi tutti chiusi, ma anche qui i clandestini hanno trovato l'apertura per introdursi nello stabile. «Ieri mattina racconta Denis Menegazzo ne sono stati trovati e portati via tre da una pattuglia mista Carabinieri-Esercito». Parte della ringhiera in ferro che circonda il castello è stata piegata e una porta demolita. La stessa sorte toccata al civico 70 di via Confalonieri. Un'altra casa singola disabitata. Sul retro una finestra, murata, è stata demolita. All'interno i segni dell'ennesima miseria umana: tre letti uno dei quali senza materasso sui cui sono state gettate delle coperte e vari indumenti, un vecchio armadio di legno, scarpe sparse sul pavimento e alcuni giornali.
«Gli immigrati si sistemano nella casa per trascorrere la notte spiega il presidente del comitato Pescarotto , poi, al mattino, se ne vanno in direzione della Stanga».
L'ultima stazione del degrado sono i condomini ai civici 15/A e 15/B di via Confalonieri. Poco prima delle due del pomeriggio l'andirivieni di giovani maghrebini verso i due palazzi è incessante, mentre un nigeriano scarica dalla propria auto generi alimentari e bevande in quantità tale da riempire un ristorante. Gli edifici, che solo un paio di settimane fa sono stati oggetto di un imponente blitz da parte dei Carabinieri, hanno molti dei garage sfondati. In alcuni si sono sistemati altri immigrati che bazzicano la zona. Dormono sopra a materassi ed escrementi, nella sporcizia più assoluta. «La scorsa settimana dice il proprietario di un alloggio al 15/A abbiamo fatto una riunione straordinaria in cui abbiamo deciso di sporgere denuncia, attraverso l'amministratore condominiale, il ragioniere De Nicola, nei confronti di quei proprietari che creano degrado. E proprio al nostro amministratore lanciamo un appello perché venga a vedere di persona lo stato in cui si trovano i due immobili».
A puntare diritto verso l'amministrazione comunale è invece Denis Menegazzo: «Il nostro quartiere è stato ridotto in questa maniera grazie alla politica dell'accogliamoli tutti voluta dalla giunta-Zanonato. A cui si aggiungono le bugie propagandistiche del presidente di Circoscrizione che ha promesso lavori di miglioria per il rione che non sono mai stati ultimati e le famose barriere per sigillare proprio il 15/A e B. Tante chiacchiere come quelle sul cancello di via Manara che è ancora aperto, come prima. Come sempre».
Matteo Bernardini
e via cosi'
Chissa' ce certe notizie arirvano anche sul blog censurato (non moderato, ma censurato, veramente) del PdQ3 (presidente i quartiere 3).
Cari miei, se volete farvi venire il fegato grosso dategli un'ochiata, altro che imbonitori e venditori porta a porta, li' si' che si vede un mondo che non esiste.
Cmq, lasciamo perdere queste questioni di piccoli politicanti e veniamo al nostro solito discorso.
Nonostante per l'Amministrazione sia stato fatto tutto e il meglio, tanto da risolvere qualsiasi problema, chi abita al pescarotto vede che non e' esattamente cosi', am neppure non e' lontanamente cosi'.
Se pensate poi che in 7 giorni uno spacciatore e' stato arrestato 2 volte capite anche il grado di frustrazione delle forze dell'ordine, che continuano indefessi nel fare il loro dovere, e sempre grazie a polizia carabinieri, finanza ed esercito per quello che fanno (i vigili non li ho dimenticati, ma non li cito, vedete voi perche') e la coseguente rassegnazione che cala sui residenti che si sentono dall'amministrazione presi per i fondelli.
Purtroppo perfino certi abitanti della zona si foderano gli occhi di prosciutto e sostengono l'insostenibile, ma come fanno?
Si, vabbe', magari non escono, non si muovono, non vedono, anzi, non VOGLIONO vedere, ma come fanno proprio non lo so.
Vi rimando alla lettura dell'articolo precedente se volete leggre le solite notizie.
Forse il PdQ3 dovrebbe venire a farsi una passeggiata una sera e con lui tutti quelli che parlano senza conoscere.
giovedì 4 dicembre 2008
il mondo e' bello...
E ognuno ha il suo punto di vista.
purtroppo, conoscendo certi personaggi, viene da pensare che certe cose non siano dette in buona fede, e sto parlando del futuro ex assessore ruffini, che manipola la realta' a proprio piacimento, che in Rashomon son dei dilettanti.
Riporto una mail del comitato Stanga che ha girato tra noi residenti della zona, la delusione verso certe eprsone pare grande, e secondo me, era prevedibile.
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Ieri sera insieme a Paolo ho visto al cinema Astra il film su Via Anelli.
Devo dire che ho lasciato la sala sconsolato poiché si è tratto di un film elettorale pro-Ruffini,( PAGATO CON I NOSTRI SOLDI) dove solo un residente, penso di via De Besi, è stato intervistato ne tantomeno sono passate ns interviste ne il lavoro che abbiamo compiuto in questi anni, ed inoltre non è stato fatto cenno al lavoro posto in essere dalla commissione di via anelli istituita dal quartiere.
Il filmato ha un taglio netto verso coloro che hanno abitato le palazzine mettendo in evidenza le loro sofferenze, senza citare in alcun modo le penalizzazioni ed i danni economici che hanno subito i residenti limitrofi.
Ancora mi aspettavo un ringraziamento pubblico dalla Ruffini la quale ha ringraziato tutti tranne noi, ma la cosa più assurda che ancora una volta hanno parlato tanti soloni che hanno operato per qualche mese in zona, dimenticando il lavoro di pressione che ha fatto il Comitato per chiudere il ghetto ed il lavoro che oggi svolgiamo per chiudere questa triste vicenda .
Buona giornata
Luigi
Caro Luigi che cosa ci potevamo aspettare da una persona del genere!?
Da un assessore che non ha altro in testa che i voti degli extra comunitari, che non dialoga con i residenti (per domandare ad esempio, se siamo a favore della moschea in via Anelli), ma con solo con i colorati, non ci potevamo aspettare nulla di diverso!
Tutto sommato mi ha fatto piacere non essere presente in quel "film"/spot
Hanno fatto un'analisi della pelle, degli elefanti (gli spacciatori), analizzando il microcosmo tra pieghe della pelle, (10 extra comunitari buoni) una storia che mai abbiamo visto, quasi fantascienza!
Noi siamo scomodi per tutti perche' rappresentiamo i cittadini che vogliono un quartiere pulito tranquillo e vivibile e questo stride alle orecchiedei politicanti.
Paolo Manfrin
venerdì 28 novembre 2008
qualcosa si muove
dal Gazzettino del 28/11/2008:
Pescarotto dopo il blitz
I residenti denunciano chi affitta a spacciatori
(M.B.) Solo qualche giorno fa i condomini ai civici 15/A e 15/B di via Confalonieri, rione Pescarotto, pochi metri in linea d'aria da via Anelli, sono stati oggetto di un imponente blitz da parte di circa 200 Carabinieri. Un'azione come da tempo, alla Stanga, non se ne vedevano. Ma la situazione nei due palazzi, nonostante l'ennesimo intervento delle forze dell'ordine, non pare migliorare. E allora a scendere in campo sono gli stessi proprietari. Che ieri hanno avuto una riunione con il presidente del comitato Pescarotto, Denis Menegazzo.
«Ci siamo rivolti al comitato perché sappiamo che in zona è un punto di riferimento importante sia per i residenti che per la polizia e i carabinieri», spiega il proprietario di quattro appartamenti nei due edifici emuli ormai dei block di via Anelli.
«A questo punto riprende abbiamo deciso di denunciare quei proprietari che continuano ad affittare i loro appartamenti a persone che poi li usano come base per lo spaccio oppure la vendita di alcolici o altri prodotti alimentari. Siamo esasperati. La situazione nei nostri condomini è allucinante. I pusher nascondono la droga ovunque. Rompono tutto. Tolgono lampadine e interruttori per rimanere al buio. Di notte poi è il caos più assoluto. La gente dorme negli androni, sulle scale, dappertutto. Riescono ad entrare perché chi abita clandestinamente gli appartamenti apre loro le porte e le lascia aperte. Ormai siamo come in via Anelli, né più né meno».
«Ho acquistato i miei appartamenti (30 metri quadri l'uno) continua il piccolo proprietario di via Confalonieri nel 2003 a circa 50 mila euro. Ora, ammesso trovassi qualcuno a cui rivenderli, farei fatica a prenderne 30-35 mila».
Ma al Pescarotto torna ad acuirsi anche il problema del castello, il grande edificio in via Friburgo divenuto rifugio per numerosi immigrati clandestini e più volte murato.
«Nei giorni scorsi dice Denis Menegazzo i varchi dello stabile sono stati nuovamente violati. Ci sono persone che lo abitano. Abbiamo richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e quello del proprietario per chiuderlo».
giovedì 27 novembre 2008
aspra polemica
Ormai lo scontro e' aperto...
Continua la polemica, molto aspra, tra i comitati.
L'unione fa la forza, e queste divisioni sono un indebolimento dei comitati, pero' se qualcuno vuole andare per forza in una certa, malsana, direzione, e' inevitabile lo scorno.
Dichiarazione del Comitato pescarotto in risposta alle accuse di Manfrin
Leggo senza particolare sorpresa il delirante e squallido commento di Manfrin sulla distribuzione gratuita di generi alimentari fatta dal Comitato Comres, Sos Padova e Pescarotto e pubblicato su Il Mattino di martedì 17.
Appare evidente che l’esclusione dalle iniziative fatte da altri comitati, la scarsa considerazione che oramai gode e l’indifferenza che riscontra da parte di quest’ultimi lo stanno portando a farneticanti commenti sulle attività altrui, arrivando ad offendere le decine di persone che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione contro il caro vita ma soprattutto offendendo la dignità di centinaia di persone che da quella manifestazione hanno avuto anche un seppur piccolo vantaggio.
Ma che arrivasse a dire delle mere falsità pur di aver riscontro mediatico è il massimo ed entrando nello specifico ricordo e confermo con estrema precisione che durante l’incontro all’hotel Europa di cui lui parla, si è discusso della manifestazione che dovevamo fare davanti alla Prefettura e davanti a palazzo Moroni, come organizzarci, come posizionarci, agli striscioni, alle diciture da scrivere, all’uscita con i Vigilantes e commenti vari.
Come ridicolo è il suo tentativo di voler far credere di starsene fuori dalla politica, tutti noi (dei Comitati) sappiamo bene quali sono le sue ambizioni, come chi lo conosce sa altrettanto bene che ha indossato senza tanti scrupoli quasi tutte le casacche presenti nel panorama politico nel tentativo di avere un posto al sole.
E’ veramente strano che, pur essendo a capo di un Comitato, Manfrin non si sia accorto che occuparsi dello spaccio e delle prostitute è fare del Sociale, come occuparsi di chi sta peggio di noi è fare del Sociale, far arrestare un delinquente è fare del Sociale, far rivivere un quartiere è fare del Sociale, anche tutto questo è compito di un Comitato di Zona.
STRANO CHE L’UNICO CHE NON L’HABBIA ANCORA CAPITO SIA PROPRIO LUI !!
Menegazzo Denis
Comitato Pescarotto
mercoledì 26 novembre 2008
ahi ahi ahi. la politica...
Dico tregua armata perche' piu' volte il Comitato Pescarotto PIO X ed il comitato Stanga son arrivati ai ferri corti.
Purtroppo e' difficile credere che il comitato Stanga sia completamente scevro da interessi politici, ma finche' si e' mosso nella direzione dell'interesse del Quartiere questo e' passato in secondo piano.
Ora, oggettivamente, e' difficile non pensare che con le elezioni in arrivo non sia improbabile un indirizzamento verso qualche aspirante sindaco.
In passato poi ho notato una certa mollezza nei confronti di zanonato.
Oggi non possiamo far altro che vedere come evolvera' la cosa, certo la faccia l'han messa tutti e solo tra un po' sara' chiaro chi l'ha persa.
Per quel che vale ritengo la cena organizzata da Manfrin un errore, le possibilita' di ricucire non mancano, vedremo...
lunedì 24 novembre 2008
Una folla per la distribuzione di pasta e latte
Dal Gazzettino di Padova del 23/11
Una folla per la distribuzione di pasta e latte
In 30 minuti scorte esaurite. I comitati: «Ci siamo resi conto di quanti non riescono ad arrivare alla fine del mese»
(M.B.) Un successo letteralmente travolgente. È quello che ha contraddistinto l'iniziativa della distribuzione gratuita di latte, pasta e radicchio organizzata dall'associazione Comres e alla quale hanno partecipato anche il comitato Pescarotto e Sos Padova. In pochi minuti, dalle 9.30 alle 10, ieri mattina, sono stati "bruciati" 200 litri di latte, due quintali di pasta e oltre quattro di radicchio.
Con la consegna dei generi alimentari anticipata a causa della grande folla che già dalle otto del mattino si era radunata in piazza Insurrezione, davanti alla libreria Mondatori. Ad accorrere per ricevere gli oltre seicento sacchetti di alimenti distribuiti da Massimiliano Pellizzari (Comres), Denis Menegazzo (comitato Pescaorotto) e Maurizio Meridi (Sos Padova) sono stati soprattutto gli anziani e i pensionati; accanto a loro però anche tanti altri cittadini rappresentanti un po' tutte le estrazioni sociali.
«Sono in affitto, e ho una pensione di 800 euro al mese - raccontava la signora Nadia mentre teneva stretto il suo pacchetto di latte, pasta e radicchio -, arrivare alla quarta settimana è un'impresa. Penso che i prezzi debbano essere abbassati, perché vivere in questa maniera non si può più».
«Avevate detto che cominciavate la distribuzione alle 10.30 - fa, deluso, un anziano rivolgendosi a Massimiliano Pellizzari - adesso invece mi dite che non è rimasto più niente. Va bene, me ne vado. Ma quando tornate?». E la risposta del leader di Comres non si fa attendere: «Speriamo di poter ripetere l'iniziativa già il mese prossimo», quindi Pellizzari commenta: «È stato un successo enorme. Persino imprevedibile in queste dimensioni. Abbiamo dovuto anticipare la distribuzione perché c'erano anziani che erano arrivati alle otto del mattino. Incredibile».
«Ci siamo resti conto - aggiunge Denis Menegazzo - quante persone hanno difficoltà anche ad arrivare alla terza settimana. E la cosa triste è stato assistere ad un vero e proprio assalto non solo da parte degli anziani, ma anche di tante famiglie "normali". Qualcuno in questa città dovrebbe farsi un bel esame di coscienza».
«Abbiamo potuto vedere - conclude Maurizio Meridi - quello che la nostra amministrazione comunale forse finge non esista. Forse è poco e magari per qualcuno pure irrilevante, però noi siamo contenti di avere portato anche solo un po' di sollievo a chi è in difficoltà».
ma indovina chi si lamenta?
Insomma, nulla di nuovo sotto il fronte.
dal Gazzettino di PAdova del 23/11
Chi dice no Commercianti e Adiconsum uniti
«È come dare l'aspirina a un malato molto grave»
(E.F.) La distribuzione di latte e pasta gratis e del pane a un euro al chilo è stata accolta favorevolmente dalla cittadinanza come un'occasione per risparmiare un po' di denaro, ma non è stata, invece, ben vista dalle associazioni di categoria e dalle istituzioni. In particolare, l'operazione di Rifondazione Comunista è stata bocciata da Ascom e Confesercenti. Il presidente Fernando Zilio non vede di buon occhio questa sorta di "svendita": «Non ritengo sia un'iniziativa da prendere d'esempio, oltre a non servire a nulla, la trovo antidemocratica e antisociale. Qualsiasi persona, anche la contessa di turno, ha potuto acquistare il pane a un prezzo stracciato. Sono convinto che il nostro impegno debba andare in un'altra direzione». Anche il direttore della Confesercenti Maurizio Francescon non condivide questa forma di aiuto: «Sono iniziative che non hanno nulla a che vedere con la lotta al caro-vita e la difesa dei commercianti. Creano invece tanta confusione nella gente, che si domanderà come sia possibile acquistare il pane a questo prezzo. È come dare un'aspirina a uno che è gravemente malato. Per essere utile Rifondazione Comunista dovrebbe invece impegnarsi per restituire potere d'acquisto agli stipendi delle famiglie».
Anche l'assessore al Commercio, Ruggero Pieruz, non condivide l'iniziativa della collega Daniela Ruffini: «Il mio giudizio non può essere asettico, sono un assessore al commercio, e pertanto difendo i commercianti. Con un'iniziativa di questo genere, invece, si fa loro del male. L'iniziativa della Ruffini ha solo un significato politico, è un modo per fare proseliti. Avrà anche venduto una tonnellata di pane, ma di che pane si tratta? Bisogna distinguere il prodotto artigianale da quello industriale. Riconosco alla Ruffini di aver dato spazio per una volta anche alle periferie, ma la inviterei piuttosto a collaborare con le associazioni di categoria e con le istituzioni per abbassare i prezzi».
In linea con queste posizioni anche l'opinione del segretario provinciale di Adiconsum Roberto Nardo: «Sono manifestazioni spot che non hanno nessun effetto concreto sulla realtà. Si usa un cerotto quando bisogna invece operare. In piazza ho visto scene poco edificanti, e tra chi ha bisogno veramente di mangiare si inserisce anche chi è li solo per arraffare. A mio avviso le strade da percorrere sono altre. È necessario trovare degli accordi tra le associazioni dei consumatori, commercianti e anche operatori economici, come gli artigiani, per bloccare i prezzi a lungo termine».
mercoledì 19 novembre 2008
cena dei comitati
Dal mattino notizia
DOMENICA, 09 NOVEMBRE 2008
Pagina 23 - Cronaca
Via Tonzig. Fioccano le querele dall'assemblea dei residenti del
palazzo Green, assediati dall'illegalità e dal degrado
Pescarotto: denunciati i proprietari conniventi
E il boss del rione, il magrebino Tyson uscito dal Cpt, torna ad agire
indisturbato
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PESCAROTTO. Nel rione la misura è colma. Così i proprietari di via
Tonzig, al Pescarotto, trasformano l'assemblea di condominio in una riunione
sulla sicurezza da cui partono querele e denunce riguardanti il palazzo
Green. Lo spaccio di droga avviene negli appartamenti, a cominciare dall'interno
5 abitato dal presunto boss della droga al Pescarotto, un magrebino
soprannominato Tyson. Ma la proprietaria, Caterina Soppelsa (che vive a
Vicenza) non fa una piega.
Da un paio di giorni, Tyson è uscito dal Cpt di Milano e ha fatto
ritorno al Pescarotto. La sua fedina è costellata di reati e detenzioni.
Arrivato in Italia ha ottenuto il permesso di soggiorno sposando una
siciliana, poi il matrimonio è finito, da tunisino si è dichiarato
marocchino, di documenti neanche l'ombra. Tant'è.
«Al telefono la signora Soppelsa mi ha risposto di non disturbarla -
commenta Giuseppina Isabella Galioto, avvocato del condominio Green - E non
ha mai ritirato le raccomandate che le abbiamo inviato, necessarie come
pezze giustificative per agire nei suoi confronti». Anche il 23 è di sua
proprietà, mentre il 15 è dell'avvocato Marchetto. Entrambi sono occupati
abusivamente e rubano la corrente dai contatori. «Sono più fatti criminosi
da denunciare», sottolinea il legale «intanto chiediamo un procedimento d'urgenza
per interdire gli appartamenti occupati abusivamente». La querela è stata
presentata al commissariato Stanga e sottoscritta dai nove proprietari. Poi
ci sono i cani. Di proprietà di Tyson, taglia grossa e aggressività marcata.
«Sono pericolosi e questo comporta un aspetto penale, oltre alla violazione
del regolamento condominiale». Parte così un attacco ai proprietari
conniventi. All'assemblea interviene anche Denis Menegazzo, presidente del
comitato Pescarotto: «La colpa è di amministratori e proprietari, io non
voglio colpire nel mucchio ma chiedo a voi presenti di non affittare più a
stranieri, soprattutto se extracomunitari». Nemmeno se regolari e con
lavoro? «No, perché rischiano di diventare vittime dei connazionali
delinquenti». La sicurezza è il grande tema dei comitati. Eppure anche
Menegazzo dà forfait alla cena elettorale di Paolo Manfrin: «Nessuno detta
la nostra agenda», conclude «e non mi piace dover spiegare ai miei associati
le scelte di altri».
(Elvira Scigliano)
domenica 16 novembre 2008
dissidenti
ma stiamo scherzando?
dal gazzettino di Padova del 16 novembre
I dissidenti La dichiarazione "inopportuna" ha già creato una spaccatura
Venerdì sera, al tavolo del ristorante Da Michele in via Perosi, era impossibile non notare la loro assenza. Maurizio Meridi, presidente di Sos Padova, Massimiliano Pellizzari, leader di Comres, e Denis Menegazzo, guida del Pescarotto, sono stati i grandi assenti alla cena dei comitati organizzata da Paolo Manfrin e alla quale ha invece partecipato l'altro futuro cavaliere: Gisella Scanferla. E appare ormai chiaro come l'incontro abbia tracciato un solco profondo tra i tre assenti e gli altri presenti. Il dado insomma è stato tratto. E tornare indietro, se non impossibile, appare comunque difficile. All'indomani dell'annuncio di Paolo Manfrin, dato proprio sul nostro giornale, dell'incontro tra i comitati, le reazioni dei suoi tre (ex?) colleghi di battaglia si sono mosse lungo lo stesso comune denominatore definendo l'uscita del presidente del comitato Stanga inopportuna. Insomma l'anticipo di Manfrin ai tre non è proprio piaciuto, tanto che hanno declinato l'appuntamento alla cena di venerdì sera definendolo troppo politicizzato. Nonostante almeno due di loro abbiano già nel cassetto altrettante liste civiche pronte da sfoderare nel momento in cui i giochi elettorali entreranno nel vivo. Senza escludere che Comres, comitato Pescarotto, ed Sos Padova potrebbero puntare ad un'intesa comune, magari allargandola anche ad altri comitati che venerdì hanno disertato il summit. Intanto le prime prove generali dell'intesa a tre sono pronte ad andare in scena sabato prossimo durante la distribuzione di pane e pasta in piazza della Frutta organizzata da Comres e alla quale Sos Padova e il Pescarotto hanno già annunciato la loro adesione.