non ho parole, esce al telegiornale il risultato degli studi sull'influenza del'ilva sui tumori nel tarantino.
eh... dicono, dovevano uscire un anno fa, ma solo ora sono disponibili, guardiamo i cartelli. e nei cartelli cosa c'e' scritto? fonte 2008!!!!!
ma stiamo scherzando?
intanto i dati escono solo ora che stanno chiudendo, evidentemente finche' l'ilva produceva non era tossica,
poi escono dati di 4 anni fa? e vuol dire che son 4 anni che lo sapete e lo dite solo ora? farabutti!
Fatti e misfatti su Italia-Padova-Pescarotto, in un blog per tutti
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lunedì 22 ottobre 2012
mercoledì 17 ottobre 2012
viale del tramonto - addio (politico) al lìder maSSimo
D'alema: non mi vorrei ricandidare ma se renzi insiste...
nessuno rispose
Poi vengono raccolte preventivamente 500 firme per chiedere a dalema di restare, alla luce di cio' dalema dice : resto se me lo chiedono.
peccato che perfino le firme fossero tarocche.
allora dalema dice: resto se me lo chiede il partito.
al che bersani dice: io non domando a nessuno di rimanere.
allora dalema dice: il segretario non e' il partito.
per favore qualcuno chieda a dalema di restare senno' qua non e' piu' finita, stiamo assistendo al declino di una presunta personalita' politica.
Insomma, faceva piu' bella figura a tacere (come sempre).
nessuno rispose
Poi vengono raccolte preventivamente 500 firme per chiedere a dalema di restare, alla luce di cio' dalema dice : resto se me lo chiedono.
peccato che perfino le firme fossero tarocche.
allora dalema dice: resto se me lo chiede il partito.
al che bersani dice: io non domando a nessuno di rimanere.
allora dalema dice: il segretario non e' il partito.
per favore qualcuno chieda a dalema di restare senno' qua non e' piu' finita, stiamo assistendo al declino di una presunta personalita' politica.
Insomma, faceva piu' bella figura a tacere (come sempre).
fatta la legge trovato l'inganno
Riviste (per nulla) scientifiche
Vuoi diventare professore? Scrivi su "Suinicoltura"
leggi l'intero articolo
leggi l'intero articolo
[...]
Mettetevi dunque nei panni di un barone, baronetto o baroncino universitario alle prese col rischio di non potere più manovrare a capriccio la distribuzione dei posti: cosa fare? Ovvio: svuotare i nuovi meccanismi selettivi di ogni oggettività «scientifica». La scelta delle riviste da accettare come sedi congrue per le pubblicazioni dei candidati doveva quindi essere la più larga, strampalata e ridicola possibile.
Un sospetto inutilmente maligno? Lo capiremo meglio quando i magistrati avranno tra le mani gli atti del procedimento seguito per la prima selezione delle riviste. Dando ragione alle richieste di trasparenza di federalismi.it , il Tar del Lazio ha infatti appena ordinato all'Anvur, cioè l'Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, di mostrare le carte.
Certo è che nella prima lista, utilizzata per selezionare gli stessi commissari che poi valuteranno quanti aspirano all'abilitazione scientifica nazionale, c'erano alcune «eccentricità», diciamo così, che farebbero scoppiare in una fragorosa risata qualunque docente non solo di Harvard, Princeton o Berkeley ma anche di un qualsiasi ateneo minimamente serio dal Cile al Kamchatka.
Come denunciarono tre settimane fa i professori e i ricercatori che animano roars.it , un blog che si occupa di politica universitaria, tra le pubblicazioni «scientifiche» c'erano infatti non solo Il Sole 24 Ore ma anche Etruria oggi , Fare Futuro Web Magazine , la Rivista del clero italiano , il Mattino di Padova , Yacht capital , il settimanale diocesano La vita cattolica di Udine e poi Airon e, Barche , Nautica , «Leadership medica» e via così. Fino al periodico che più sollevò qualche ironia fra gli scienziati: Suinicoltura . Un giornale che, riccamente illustrato con maiali, scrofe, porcelli e porcellini, si propone quale «punto di riferimento imprescindibile per gli allevatori di suini, per i tecnici e per le imprese impegnate nell'indotto della filiera suinicola». Tutte pubblicazioni che non ci permetteremmo mai di liquidare come poco serie. Ci mancherebbe altro. Ma che mai potrebbero finire nel curriculum di uno studioso che aspiri a entrare a Yale.
[...]
domenica 23 settembre 2012
zano vs bakara'
non so se la notizia sia riportata in maniera corretta, ma e' verosimile, mi infomero', intanto padovaoggi.it:
leggi l'articolo
leggi l'articolo
Bakarà-Comune, dopo il braccio di ferro il locale chiude 5 giorni
Il locale di Padova nei mesi scorsi stavano inscenando una sua personalissima battaglia contro l'ingiusta, secondo il gestore, chiusura anticipata dei locali pubblici fissata a mezzanotte. La protesta costerà al locale la chiusura di quasi una settimana
giovedì 25 agosto 2011
solo a napoli
notizie estive, ricordiamoci che alla fine c'e' chi sta peggio:
da gazzettino.it
Al museo archeologico di Napoli arrivano i "ghostbuster", ossia gli acchiappafantasmi: non ci si crede ma li manda il ministero dei Beni culturali. Tutto dopo che gli operai di una ditta si sono rifiutati di lavorare causa presenze strane. Che un tecnico inviato da Roma ha fotografato, come si vede nell'immagine pubblicata dal quotidiano Il Mattino.
L'allarme fantasmi è arrivato da alcuni operai: «in questo cantiere succedono cose strane» hanno detto al responsabile dei lavori al museo, l'architetto Oreste Albarano, nominato dal ministero per i Beni Culturali. L'architetto, che non crede ai fantasmi, ha fatto alcune foto con il suo cellulare e in una appare la sagoma di una bimba. Da qui il coinvolgimento di alcuni esperti che a settembre dovrebbero arrivare a Napoli a caccia di fantasmi per far luce su una storia che ha parecchi lati oscuri.
Secondo quanto racconta il quotidiano Il Mattino, la vicenda dura già da qualche mese. A raccontarla è stato l'architetto Albarano. Lui, ai fantasmi, dice di non credere. Dopo le sollecitazioni di alcuni operai, si è recato personalmente al Museo. Ha fatto alcune foto con il suo cellulare e, da qui, la "sorpresa": sullo sfondo la sagoma di una bimba che, secondo quanto è stato accertato, non è la figlia di nessuno degli operai.
da gazzettino.it
Al museo archeologico di Napoli arrivano i "ghostbuster", ossia gli acchiappafantasmi: non ci si crede ma li manda il ministero dei Beni culturali. Tutto dopo che gli operai di una ditta si sono rifiutati di lavorare causa presenze strane. Che un tecnico inviato da Roma ha fotografato, come si vede nell'immagine pubblicata dal quotidiano Il Mattino.
L'allarme fantasmi è arrivato da alcuni operai: «in questo cantiere succedono cose strane» hanno detto al responsabile dei lavori al museo, l'architetto Oreste Albarano, nominato dal ministero per i Beni Culturali. L'architetto, che non crede ai fantasmi, ha fatto alcune foto con il suo cellulare e in una appare la sagoma di una bimba. Da qui il coinvolgimento di alcuni esperti che a settembre dovrebbero arrivare a Napoli a caccia di fantasmi per far luce su una storia che ha parecchi lati oscuri.
Secondo quanto racconta il quotidiano Il Mattino, la vicenda dura già da qualche mese. A raccontarla è stato l'architetto Albarano. Lui, ai fantasmi, dice di non credere. Dopo le sollecitazioni di alcuni operai, si è recato personalmente al Museo. Ha fatto alcune foto con il suo cellulare e, da qui, la "sorpresa": sullo sfondo la sagoma di una bimba che, secondo quanto è stato accertato, non è la figlia di nessuno degli operai.
giovedì 3 marzo 2011
la ztl notturna funziona... (???)
la ztl notturna al Pescarotto (purtroppo non solo da noi) funziona... funziona sui giornali del'amministarzione, funziona per gli amici del sindaco muratore e qualche cieco che preferisce lo spaccio pomeridiano alla prostituzione serale (bel dilemma in effetti).
niente da fare, continua il degrado tra la fiera e la stanga.
strano, ci sono ztl, cancellate e muri a chiuderlo "fuori".
gia', noi dentro, al sicuro, secondo il sindaco sedicente sceriffo, loro fuori a scorrazzare pel nostro quartiere.
suona male messa cosi' vero? eppure c'e' chi e' contento.
tra questi non credo ci sia don Sergio di cui parla l'articolo del gazzettino riportato piu' sotto.
Spacciatori, tossicodipendenti e ladri di biciclette. Un mix esplosivo di microcriminalità e degrado, capace di tenere sotto scacco, ormai da anni, l’intera parrocchia del Pio X alla Stanga. Don Giuseppe arrivato nella comunità, di quasi 5 mila anime, da meno di un anno ha già provveduto a preservare, in parte, la tranquillità dei fedeli. Si è inventato una sorta di ronda anti pusher, drogati e predoni. Così ogni sera, intorno alle 18 quando inizia l’attività della criminalità locale alla Stanga, "sguinzaglia" il vice parroco don Sergio. Un uomo minuto, con grandi occhiali da vista, ma dallo sguardo intenso.
«All’imbrunire quando vicino al patronato si posizionano i tossicodipendenti - racconta don Giuseppe - il vice parroco don Sergio esce. Gira, controlla la situazione e se lo ritiene opportuno interviene. Allontana tutte le persone che disturbano o possono recare danno alla nostra comunità. Allontana anche i ragazzini che vengono a fumare nel patronato». Don Sergio non ha paura di nessuno. Affronta pure gli spacciatori e i bulletti del quartiere, spesso violenti. Ma il prete-rondista non è l’unica soluzione al problema della microcriminalità al Pio X.
«Negli ultimi mesi - prosegue don Giuseppe - si sono registrati dei furti di biciclette. Nulla di allarmante, ma sono episodi spiacevoli. Così a breve farò installare vicino all’entrata della canonica una telecamere. Inoltre ho già detto ai parrocchiani di lasciare le bici all’interno del patronato e posteggiate proprio nel punto dove verrà sistemata la videocamera».
Il sistema di videosorveglianza sarà interamente pagato dalla parrocchia e ha avuto l’approvazione dell’intera comunità.
«La telecamera - sottolinea don Giuseppe - sarà acquistata e installata a nostre spese. Resta il fatto che continueremo ad avere un ottimo rapporto con polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine infatti proseguono i controlli sul nostro territorio e questo giova anche alla mia parrocchia. I problemi ci sono e vanno affrontati - termina don Giuseppe -, ma non bisogna mai esagerare».
Già un anno fa, alla fine di marzo, la chiesa del Pio X aveva adottato un dispositivo anti spacciatori. Sono stati donati alla parrocchia da parte dell’amministrazione comunale, una decina di paracarri con tanto di catenelle in ferro. Il problema era stato sollevato dagli stessi fedeli che hanno contattato il Consiglio pastorale e il commissariato Stanga. Paracarri e catenelle, tuttora presenti, impediscono il parcheggio selvaggio davanti al sagrato della chiesa e nello stesso tempo le poche auto posteggiate non sono più una barriera metallica utilizzata da spacciatori e tossicodipendenti per nascondersi.
niente da fare, continua il degrado tra la fiera e la stanga.
strano, ci sono ztl, cancellate e muri a chiuderlo "fuori".
gia', noi dentro, al sicuro, secondo il sindaco sedicente sceriffo, loro fuori a scorrazzare pel nostro quartiere.
suona male messa cosi' vero? eppure c'e' chi e' contento.
tra questi non credo ci sia don Sergio di cui parla l'articolo del gazzettino riportato piu' sotto.
Spacciatori, tossicodipendenti e ladri di biciclette. Un mix esplosivo di microcriminalità e degrado, capace di tenere sotto scacco, ormai da anni, l’intera parrocchia del Pio X alla Stanga. Don Giuseppe arrivato nella comunità, di quasi 5 mila anime, da meno di un anno ha già provveduto a preservare, in parte, la tranquillità dei fedeli. Si è inventato una sorta di ronda anti pusher, drogati e predoni. Così ogni sera, intorno alle 18 quando inizia l’attività della criminalità locale alla Stanga, "sguinzaglia" il vice parroco don Sergio. Un uomo minuto, con grandi occhiali da vista, ma dallo sguardo intenso.
«All’imbrunire quando vicino al patronato si posizionano i tossicodipendenti - racconta don Giuseppe - il vice parroco don Sergio esce. Gira, controlla la situazione e se lo ritiene opportuno interviene. Allontana tutte le persone che disturbano o possono recare danno alla nostra comunità. Allontana anche i ragazzini che vengono a fumare nel patronato». Don Sergio non ha paura di nessuno. Affronta pure gli spacciatori e i bulletti del quartiere, spesso violenti. Ma il prete-rondista non è l’unica soluzione al problema della microcriminalità al Pio X.
«Negli ultimi mesi - prosegue don Giuseppe - si sono registrati dei furti di biciclette. Nulla di allarmante, ma sono episodi spiacevoli. Così a breve farò installare vicino all’entrata della canonica una telecamere. Inoltre ho già detto ai parrocchiani di lasciare le bici all’interno del patronato e posteggiate proprio nel punto dove verrà sistemata la videocamera».
Il sistema di videosorveglianza sarà interamente pagato dalla parrocchia e ha avuto l’approvazione dell’intera comunità.
«La telecamera - sottolinea don Giuseppe - sarà acquistata e installata a nostre spese. Resta il fatto che continueremo ad avere un ottimo rapporto con polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine infatti proseguono i controlli sul nostro territorio e questo giova anche alla mia parrocchia. I problemi ci sono e vanno affrontati - termina don Giuseppe -, ma non bisogna mai esagerare».
Già un anno fa, alla fine di marzo, la chiesa del Pio X aveva adottato un dispositivo anti spacciatori. Sono stati donati alla parrocchia da parte dell’amministrazione comunale, una decina di paracarri con tanto di catenelle in ferro. Il problema era stato sollevato dagli stessi fedeli che hanno contattato il Consiglio pastorale e il commissariato Stanga. Paracarri e catenelle, tuttora presenti, impediscono il parcheggio selvaggio davanti al sagrato della chiesa e nello stesso tempo le poche auto posteggiate non sono più una barriera metallica utilizzata da spacciatori e tossicodipendenti per nascondersi.
venerdì 4 febbraio 2011
povera scuola
povera scuola se questi son gli insegnanti (il 68 continua a far danni):
leggo e inoltro da gazzettino.it
IN STAZIONE
IL CONTROLLO
DI POLIZIA
"Sono della polizia, mi mostri i documenti", mi fa un tizio in borghese, esibendo un distintivo (che per quanto ne so può essere anche quello dell'esercito sovietico o della nazionale di calcio finlandese), mentre, alle 13.20, dall'atrio della stazione di Padova sto raggiungendo l'antistante piazzale per prendere la corriera che dovrebbe riportarmi a casa dopo una mattina di scuola. Tra una corriera e l'altra ho comprato i giornali, rinnovato l'abbonamento e dato un'occhiata alla libreria acquistando tre volumi. Seccato dal contrattempo e nel timore di perdere l'autobus, taglio corto ed esibisco la carta d'identità, non nascondendo però il mio stupore e il mio disappunto. "Mi segua, prego", aggiunge secco il tizio, dopo aver telefonato le mie generalità a un collega. "Mi vuol dire perché mi vuol fermare?", domando sempre più seccato e anche assai contrariato dal fatto di dover seguire un poliziotto nella stazione gremita di gente. Per tutta risposta il tizio mi domanda a bruciapelo: "Precedenti?" "Precedenti di che?" sbotto stizzito. "Precedenti", ripete impassibile. "Ripeto, precedenti di che?" rispondo mentre la corriera se ne va. Bene o male si arriva al posto di polizia ferroviaria e lì mi fa aprire la borsa e svuotare il contenuto. Ci sono libri, giornali, quaderni di miei studenti, Manca la forse sospirata cocaina. Solo a questo punto devono rendersi conto del granchio preso: "Bene, adesso può andare", mi fanno. "Come, "bene adesso può andare": posso almeno sapere che cosa sospettavate e perché mi avete fatto perdere una corriera?". "Per un controllo". "Sì, ma perché tra tanta gente avete controllato proprio per me?" "Perché io la vedo sempre girare qui in stazione". "E' un reato? Ho un intervallo tra due corriere". Nessuna risposta. Nessun accenno di scuse. Chiedo per ben tre volte le generalità del gentiluomo che mi ha fermato, senza ottenere risposta. Allora, rimettendo gli oggetti in borsa, comincio a brontolare e mi lascio andare a qualche apprezzamento pesante. E' un errore, certo. E infatti il tizio mi risponde per le rime, prima mettendo in dubbio la mia onestà, poi dandomi del "minchione". Non ci vedo più e gli do del "figlio di p.". Su quello mi arriva una manata e nel contempo sbarrano la porta: meglio così, altrimenti penso che non avrei saputo controllarmi e gli avrei messo le mani addosso anch'io. Domando se si tratta di un episodio normale e se la polizia può fermare un onesto cittadino che se ne va per i fatti suoi, facendogli perder tempo, mettendo in dubbio la sua onestà e trattandolo alla stregua di un delinquente solo in base a chissà quale assurdo "sospetto" di un agente evidentemente privo di cose più importanti da fare. La cosa pià grave ritengo peraltro che sia la totale assenza di scuse.
Franco Damiani
docente di lettere al liceo scientifico "I. Newton" di Camposampiero
leggo e inoltro da gazzettino.it
IN STAZIONE
IL CONTROLLO
DI POLIZIA
"Sono della polizia, mi mostri i documenti", mi fa un tizio in borghese, esibendo un distintivo (che per quanto ne so può essere anche quello dell'esercito sovietico o della nazionale di calcio finlandese), mentre, alle 13.20, dall'atrio della stazione di Padova sto raggiungendo l'antistante piazzale per prendere la corriera che dovrebbe riportarmi a casa dopo una mattina di scuola. Tra una corriera e l'altra ho comprato i giornali, rinnovato l'abbonamento e dato un'occhiata alla libreria acquistando tre volumi. Seccato dal contrattempo e nel timore di perdere l'autobus, taglio corto ed esibisco la carta d'identità, non nascondendo però il mio stupore e il mio disappunto. "Mi segua, prego", aggiunge secco il tizio, dopo aver telefonato le mie generalità a un collega. "Mi vuol dire perché mi vuol fermare?", domando sempre più seccato e anche assai contrariato dal fatto di dover seguire un poliziotto nella stazione gremita di gente. Per tutta risposta il tizio mi domanda a bruciapelo: "Precedenti?" "Precedenti di che?" sbotto stizzito. "Precedenti", ripete impassibile. "Ripeto, precedenti di che?" rispondo mentre la corriera se ne va. Bene o male si arriva al posto di polizia ferroviaria e lì mi fa aprire la borsa e svuotare il contenuto. Ci sono libri, giornali, quaderni di miei studenti, Manca la forse sospirata cocaina. Solo a questo punto devono rendersi conto del granchio preso: "Bene, adesso può andare", mi fanno. "Come, "bene adesso può andare": posso almeno sapere che cosa sospettavate e perché mi avete fatto perdere una corriera?". "Per un controllo". "Sì, ma perché tra tanta gente avete controllato proprio per me?" "Perché io la vedo sempre girare qui in stazione". "E' un reato? Ho un intervallo tra due corriere". Nessuna risposta. Nessun accenno di scuse. Chiedo per ben tre volte le generalità del gentiluomo che mi ha fermato, senza ottenere risposta. Allora, rimettendo gli oggetti in borsa, comincio a brontolare e mi lascio andare a qualche apprezzamento pesante. E' un errore, certo. E infatti il tizio mi risponde per le rime, prima mettendo in dubbio la mia onestà, poi dandomi del "minchione". Non ci vedo più e gli do del "figlio di p.". Su quello mi arriva una manata e nel contempo sbarrano la porta: meglio così, altrimenti penso che non avrei saputo controllarmi e gli avrei messo le mani addosso anch'io. Domando se si tratta di un episodio normale e se la polizia può fermare un onesto cittadino che se ne va per i fatti suoi, facendogli perder tempo, mettendo in dubbio la sua onestà e trattandolo alla stregua di un delinquente solo in base a chissà quale assurdo "sospetto" di un agente evidentemente privo di cose più importanti da fare. La cosa pià grave ritengo peraltro che sia la totale assenza di scuse.
Franco Damiani
docente di lettere al liceo scientifico "I. Newton" di Camposampiero
lunedì 20 dicembre 2010
neve e polemiche
non perde occasione l'assessore alla manutenzione di elargire preziosi consigli alla comunita'.
Molto meglio che lavorare verrebbe da dire.
ebbene, sabato mattina sono stato in centro, via Sarpi, completamente innevata, i portici di corso Milano ghiacciati, i marciapiedi di tutte le strade colmi di neve, qualche privato che armato di pala e buona volonta' provvedeva a liberarne una parte, ma mezzi del comune completamente assenti.
in 3 ore ho contato un mezzo della portezione civile con 2 operai, pale e sale, per il resto il nulla.
certo, avremo 800 km di strade, ma qualcuna passera' pur per il centro citta'?
Le uniche vie libere erano quelle con intenso traffico per cui si formavano le rotaie con le macchine che passando sciglievano agni volta un po' di piu' la neve, ma in molte zone le strade erano lastre di ghiacccio.
in via Orlandini (taccio del Pescarotto o della mia via, vie troppo piccole per interessare il comune) un cm di ghiaccio era il compagno per gli sventurati atuomobilisti ed autobus che dovevano passar di la'.
pensate che domenica fosse sparito? certo che no.
Per fortuna si sono alzate le temperature e la neve ed il ghiaccio si stanno sciogliendo, mi dicono sia un intervento coordinato di micalizzi e zanonato, grazie, ragazzi.
da gazzettino.it
Dopo la neve il ghiaccio. L'assessore alle Manutenzioni Andrea Micalizzi invita chi si mette in strada alla massima prudenza e respinge al mittente le polemiche sulla paralisi del traffico di venerdì, in primis quelle sullo scarso salgemma che sarebbe stato distribuito lungo la rete stradale. «Sono oltre 2600 i quintali di sale già distribuiti. Da giovedì notte hanno lavorato ininterrottamente 10 mezzi spargisale di giorno e 7 di notte. Si è lavorato senza sosta per la salatura delle tangenziali, delle strade di accesso alla città, per quelle secondarie, per le rotonde, per i cavalcavia e i sottopassi». «Ricordo - dice ancora l'esponente del Pd - che a Padova abbiamo oltre 800 chilometri di strade. I rallentamenti del traffico sono fisiologici e dovuti all'andatura che gli automobilisti sono stati costretti a mantenere. Comunque, già dopo le prime ore di nevicata, le strade principali erano agibili».
Dal Pdl fioccano invece le critiche. Stefano Grigoletto: «Vergognosa la gestione della nevicata di venerdì e che Micalizzi non abbia trovato di meglio che suggerire ai padovani di lasciare a casa la macchina. In centro storico non si è visto nessuno a ripulire i marciapiedi».
Per tutta la giornata di ieri sono rimasti in azione 8 mezzi per le operazioni di salatura delle strade e lo continueranno, se ce ne sarà bisogno, nei prossimi giorni. Già dalle prime ore dell'alba tre squadre della protezione civile si sono dedicate alle zone sensibili: ospedale, stazione ferroviaria, edifici pubblici. Aps ha impegnato gli operatori nello spazzamento delle principali fermate di autobus, tram e delle aree vicino alle scuole.
A Pontevigodarzere una raffica di incidenti si è verifica nello stesso punto e cioè all'incrocio tra le vie Correr e Favaretto. Le auto e i camioncini che arrivavano in curva, inevitabilmente sbandavano sul ghiaccio e gli autisti si vedevano il mezzo sfuggire di mano e finire inesorabilmente contro il famigerato paletto. Una scena che si è ripetuta non una, ma almeno sei o sette volte, nell'arco di tre ore circa. Verso sera gli operai del comune hanno tolto di mezzo il palo, tutto storto e ammaccato, responsabile dei danni.
Strade come lastre di ghiaccio a Borgoricco. «È una vergogna - ha detto L.F., una cittadina - nessuno è passato a renderle sicure e impossibile è stato contattare qualcuno dell'amministrazione che intervenisse. L'anno scorso è accaduta la stessa cosa». La situazione ha messo in difficoltà la viabilità.
Una decina le persone che nel Cittadellese tra il venerdì pomeriggio e il sabato sono cadute riportando fratture a braccia e polsi, anche se la neve, abbondantemente preannunciata, non ha preso di sorpresa Cittadella. Già dal mattino gli operai del comune erano al lavoro spargendo sale e ghiaia lungo le strade principali, e hanno continuato per tutta la giornata. Piano neve operativo alla perfezione con vari mezzi impegnati per liberare dalla neve anche strade secondarie.
A Villa del Conte, al passaggio a livello di via Vittorio Veneto, ieri verso le 13 un'auto ha perso il controllo sul fondo scivoloso, finendo lungo il muro che costeggia le sbarre. Lievemente contuso il conducente. Sostanzialemente pronti all'emergenza tutti i comuni anche se con modalità differenti.
(Alberto Rodighiero, Daniela Borgato, Michelangelo Cecchetto, Lorena Levorato)
Molto meglio che lavorare verrebbe da dire.
ebbene, sabato mattina sono stato in centro, via Sarpi, completamente innevata, i portici di corso Milano ghiacciati, i marciapiedi di tutte le strade colmi di neve, qualche privato che armato di pala e buona volonta' provvedeva a liberarne una parte, ma mezzi del comune completamente assenti.
in 3 ore ho contato un mezzo della portezione civile con 2 operai, pale e sale, per il resto il nulla.
certo, avremo 800 km di strade, ma qualcuna passera' pur per il centro citta'?
Le uniche vie libere erano quelle con intenso traffico per cui si formavano le rotaie con le macchine che passando sciglievano agni volta un po' di piu' la neve, ma in molte zone le strade erano lastre di ghiacccio.
in via Orlandini (taccio del Pescarotto o della mia via, vie troppo piccole per interessare il comune) un cm di ghiaccio era il compagno per gli sventurati atuomobilisti ed autobus che dovevano passar di la'.
pensate che domenica fosse sparito? certo che no.
Per fortuna si sono alzate le temperature e la neve ed il ghiaccio si stanno sciogliendo, mi dicono sia un intervento coordinato di micalizzi e zanonato, grazie, ragazzi.
da gazzettino.it
Dopo la neve il ghiaccio. L'assessore alle Manutenzioni Andrea Micalizzi invita chi si mette in strada alla massima prudenza e respinge al mittente le polemiche sulla paralisi del traffico di venerdì, in primis quelle sullo scarso salgemma che sarebbe stato distribuito lungo la rete stradale. «Sono oltre 2600 i quintali di sale già distribuiti. Da giovedì notte hanno lavorato ininterrottamente 10 mezzi spargisale di giorno e 7 di notte. Si è lavorato senza sosta per la salatura delle tangenziali, delle strade di accesso alla città, per quelle secondarie, per le rotonde, per i cavalcavia e i sottopassi». «Ricordo - dice ancora l'esponente del Pd - che a Padova abbiamo oltre 800 chilometri di strade. I rallentamenti del traffico sono fisiologici e dovuti all'andatura che gli automobilisti sono stati costretti a mantenere. Comunque, già dopo le prime ore di nevicata, le strade principali erano agibili».
Dal Pdl fioccano invece le critiche. Stefano Grigoletto: «Vergognosa la gestione della nevicata di venerdì e che Micalizzi non abbia trovato di meglio che suggerire ai padovani di lasciare a casa la macchina. In centro storico non si è visto nessuno a ripulire i marciapiedi».
Per tutta la giornata di ieri sono rimasti in azione 8 mezzi per le operazioni di salatura delle strade e lo continueranno, se ce ne sarà bisogno, nei prossimi giorni. Già dalle prime ore dell'alba tre squadre della protezione civile si sono dedicate alle zone sensibili: ospedale, stazione ferroviaria, edifici pubblici. Aps ha impegnato gli operatori nello spazzamento delle principali fermate di autobus, tram e delle aree vicino alle scuole.
A Pontevigodarzere una raffica di incidenti si è verifica nello stesso punto e cioè all'incrocio tra le vie Correr e Favaretto. Le auto e i camioncini che arrivavano in curva, inevitabilmente sbandavano sul ghiaccio e gli autisti si vedevano il mezzo sfuggire di mano e finire inesorabilmente contro il famigerato paletto. Una scena che si è ripetuta non una, ma almeno sei o sette volte, nell'arco di tre ore circa. Verso sera gli operai del comune hanno tolto di mezzo il palo, tutto storto e ammaccato, responsabile dei danni.
Strade come lastre di ghiaccio a Borgoricco. «È una vergogna - ha detto L.F., una cittadina - nessuno è passato a renderle sicure e impossibile è stato contattare qualcuno dell'amministrazione che intervenisse. L'anno scorso è accaduta la stessa cosa». La situazione ha messo in difficoltà la viabilità.
Una decina le persone che nel Cittadellese tra il venerdì pomeriggio e il sabato sono cadute riportando fratture a braccia e polsi, anche se la neve, abbondantemente preannunciata, non ha preso di sorpresa Cittadella. Già dal mattino gli operai del comune erano al lavoro spargendo sale e ghiaia lungo le strade principali, e hanno continuato per tutta la giornata. Piano neve operativo alla perfezione con vari mezzi impegnati per liberare dalla neve anche strade secondarie.
A Villa del Conte, al passaggio a livello di via Vittorio Veneto, ieri verso le 13 un'auto ha perso il controllo sul fondo scivoloso, finendo lungo il muro che costeggia le sbarre. Lievemente contuso il conducente. Sostanzialemente pronti all'emergenza tutti i comuni anche se con modalità differenti.
(Alberto Rodighiero, Daniela Borgato, Michelangelo Cecchetto, Lorena Levorato)
martedì 16 novembre 2010
l'ennesima uscita di zanonato
leggo condivido ed inoltro
da gazzettino.it
ALLUVIONE/1
ZANONATO SMENTITO
DAI FATTI
Non meravigliano più di tanto le “ingenerose” dichiarazioni del solito Sindaco Zanonato sulla stampa cittadina, nel definire le promesse di aiuti alle popolazioni alluvionate del Veneto, circa 300 milioni di euro, quale primo intervento immediato, del Presidente del Consiglio in visita a Padova. Polemica sterile e di stampo “stalinista”, smentita dai fatti in quanto la promessa è stata recepita dal Consiglio dei Ministri e, se il pimpante Fini non farà cadere il Governo, inserita nella Legge di stabilità licenziata dalla commissione competente della Camera dei Deputati. Il Sindaco Zanonato non è nuovo a tali uscite e sdegna il fatto che esprime quasi sempre falsità mista a livore politico e dietrologia. Il Sindaco, invece, in questi momenti delicati, dove tutta la popolazione collabora con vero senso di solidarietà non comune altrove,dovrebbe lui stesso invocare senso di responsabilità. Mi auguro anche che riduca i contributi di “comodo” alle associazioni a lui obbedienti specie se elargite per rappresentazioni “teatrali” da veri teatrini della politica nei vari Quartieri di Padova.
E non sono semplici contributi ma somme importanti.
Per poi tuonare che il Governo taglia fondi per il sociale e per il territorio.
Cominci da questi avvenimenti il Sindaco e poi parli di “chiacchiere” del Presidente del Consiglio.
Michele Russi
Capogruppo PDL C.d.Q. n 3 Est
da gazzettino.it
ALLUVIONE/1
ZANONATO SMENTITO
DAI FATTI
Non meravigliano più di tanto le “ingenerose” dichiarazioni del solito Sindaco Zanonato sulla stampa cittadina, nel definire le promesse di aiuti alle popolazioni alluvionate del Veneto, circa 300 milioni di euro, quale primo intervento immediato, del Presidente del Consiglio in visita a Padova. Polemica sterile e di stampo “stalinista”, smentita dai fatti in quanto la promessa è stata recepita dal Consiglio dei Ministri e, se il pimpante Fini non farà cadere il Governo, inserita nella Legge di stabilità licenziata dalla commissione competente della Camera dei Deputati. Il Sindaco Zanonato non è nuovo a tali uscite e sdegna il fatto che esprime quasi sempre falsità mista a livore politico e dietrologia. Il Sindaco, invece, in questi momenti delicati, dove tutta la popolazione collabora con vero senso di solidarietà non comune altrove,dovrebbe lui stesso invocare senso di responsabilità. Mi auguro anche che riduca i contributi di “comodo” alle associazioni a lui obbedienti specie se elargite per rappresentazioni “teatrali” da veri teatrini della politica nei vari Quartieri di Padova.
E non sono semplici contributi ma somme importanti.
Per poi tuonare che il Governo taglia fondi per il sociale e per il territorio.
Cominci da questi avvenimenti il Sindaco e poi parli di “chiacchiere” del Presidente del Consiglio.
Michele Russi
Capogruppo PDL C.d.Q. n 3 Est
sciocchezze studentesche
mahhh....
manifestazioni pacifiche e polizia violenta, mmmm, mi pare di averla gia' sentita....
se volete la lettera degli studenti "pacifici"
leggi
manifestazioni pacifiche e polizia violenta, mmmm, mi pare di averla gia' sentita....
se volete la lettera degli studenti "pacifici"
leggi
un punto al comune
una buona notizia, finalmente.
poca cosa ma un bel segno.
se non sbaglio la betella e' quella finita su striscia la notizia, chiedo conferma, in ogni caso secondo me non merita il reintegro, se poi fosse quella di striscia, meno che meno,
da gazzettino.it
(Al.Rod.) Nuovo round in favore di Palazzo Moroni sull'affaire «licenziamento Anna Bettella». Si riducono al lumicino le sperante della sindacalista licenziata quasi due anni fa dall'ammirazione comunale di riavere il suo posto di lavoro. Un licenziamento motivato all'epoca con il fatto che la Bettella, del sindacato Filas, avrebbe usufruito, senza averne titolo, di un distacco sindacale. «Ho il piacere di comunicarVi - ha scritto in una missiva all'assessore alla Polizia municipale Marco Carrai l'avvocato Francesco Rossi - che il Tribunale di Padova con sentenza del 4 novembre, ha respinto il ricorso della signora Anna Bettella relativo all'impugnazione della sospensione dal lavoro per la durata di mesi 6, condannando la stessa alla refusione delle spese nella misura di 5mila euro, oltre alle spese generali (iva, Cpa) in totale euro 7.020 euro». Spese che si sommerebbero ad altri provvedimenti per un totale di oltre 11mila e 700 euro.
«Per l'amministrazione si tratta sicuramente di una buona notizia - commenta Carrai - Una notizia che conferma la bontà del nostro provvedimento».
«Che i giudici abbiano respinto il ricorso contro la sospensione di 6 mesi dal lavoro, fa ben sperare che possano fare altrettanto contro il ricorso relativo al licenziamento» dice ancora l'esponente del Partito democratico che poi conclude: «In tutti i casi, questa sentenza conferma la strumentalità delle polemiche che hanno fatto da sfondo a tutta questa vicenda. Polemiche funzionali alla lotta politica che, di fatto, non hanno portato da nessuna parte. Alla fine a contare sono solo i fatti e i fatti ci hanno dato ragione».
poca cosa ma un bel segno.
se non sbaglio la betella e' quella finita su striscia la notizia, chiedo conferma, in ogni caso secondo me non merita il reintegro, se poi fosse quella di striscia, meno che meno,
da gazzettino.it
(Al.Rod.) Nuovo round in favore di Palazzo Moroni sull'affaire «licenziamento Anna Bettella». Si riducono al lumicino le sperante della sindacalista licenziata quasi due anni fa dall'ammirazione comunale di riavere il suo posto di lavoro. Un licenziamento motivato all'epoca con il fatto che la Bettella, del sindacato Filas, avrebbe usufruito, senza averne titolo, di un distacco sindacale. «Ho il piacere di comunicarVi - ha scritto in una missiva all'assessore alla Polizia municipale Marco Carrai l'avvocato Francesco Rossi - che il Tribunale di Padova con sentenza del 4 novembre, ha respinto il ricorso della signora Anna Bettella relativo all'impugnazione della sospensione dal lavoro per la durata di mesi 6, condannando la stessa alla refusione delle spese nella misura di 5mila euro, oltre alle spese generali (iva, Cpa) in totale euro 7.020 euro». Spese che si sommerebbero ad altri provvedimenti per un totale di oltre 11mila e 700 euro.
«Per l'amministrazione si tratta sicuramente di una buona notizia - commenta Carrai - Una notizia che conferma la bontà del nostro provvedimento».
«Che i giudici abbiano respinto il ricorso contro la sospensione di 6 mesi dal lavoro, fa ben sperare che possano fare altrettanto contro il ricorso relativo al licenziamento» dice ancora l'esponente del Partito democratico che poi conclude: «In tutti i casi, questa sentenza conferma la strumentalità delle polemiche che hanno fatto da sfondo a tutta questa vicenda. Polemiche funzionali alla lotta politica che, di fatto, non hanno portato da nessuna parte. Alla fine a contare sono solo i fatti e i fatti ci hanno dato ragione».
venerdì 12 novembre 2010
degrado in centro
sempre piu' numerose le osservazioni relative al degrado del centro storico, a due passi dal Comune, da carrai e da zano.
leggo dal gazzettino, condivido e percio' inoltro
CENTRO STORICO
IL DEGRADO
CHE NESSUNO VEDE
Da un paio di settimane si assiste davanti al Palazzo del Bo’ a delle scene inaudite e che nulla hanno a che fare con la tradizione universitaria. Ogni mattina, a partire dalle 9.30, un gruppo di persone (erano 2 ora ben 6), di nazionalità straniera e simil zingari, si posiziona con stabilità talvolta anche bivaccando, sotto i portici del Bo’ fino al tardo pomeriggio aspettando l’uscita dei neolaureati. Questo gruppo oramai diventato orchestrina con 2 trombe e 3 filarmoniche (che abbandona biciclette biciclette e cassette sotto il portico), inizia uno stringato repertorio di musica e canti e continua per tutto il giorno, incurante dei disturbi che arreca. Consapevoli di quello che oramai è diventato il loro "territorio", proprio perchè molto redditizio, queste persone arrivano a rincorrere ed importunare i parenti dei festeggiati per pretendere il prezzo del loro servizio (non richiesto e scurrile), arrivando a minacciare chiunque faccia osservazioni di sorta. La gente che entra nei nostri negozi, ci segnala questo fatto e ci chiede come si possa permettere una tale situazione... L’incasso della giornata è consistente e tutto avviene nella completa illegalità, alla luce del sole, mentre le regolari attività commerciali sono invece soggette a tutto. Malgrado la sede del Comune sia vicinissima, nessuno interviene per scoraggiare tali comportamenti! Queste persone sono prive di qualsiasi autorizzazione e non rientrano fra i mestieri girovaghi! I negozianti della zona assistono con preoccupazione a questo ulteriore degrado del pieno cuore cittadino, che condiziona le attività commerciali ed offre ai numerosi turisti del Liston un’immagine da terzo mondo della nostra città. Ci domandiamo: Possibile che nessuno veda? Possibile che nessuno intervenga? Dove sono i controlli? Dove sono i vigili urbani? Evidentemente qualcuno è garante di questa illegalità diffusa.
Gruppo Esercenti
Attività del Liston
leggo dal gazzettino, condivido e percio' inoltro
CENTRO STORICO
IL DEGRADO
CHE NESSUNO VEDE
Da un paio di settimane si assiste davanti al Palazzo del Bo’ a delle scene inaudite e che nulla hanno a che fare con la tradizione universitaria. Ogni mattina, a partire dalle 9.30, un gruppo di persone (erano 2 ora ben 6), di nazionalità straniera e simil zingari, si posiziona con stabilità talvolta anche bivaccando, sotto i portici del Bo’ fino al tardo pomeriggio aspettando l’uscita dei neolaureati. Questo gruppo oramai diventato orchestrina con 2 trombe e 3 filarmoniche (che abbandona biciclette biciclette e cassette sotto il portico), inizia uno stringato repertorio di musica e canti e continua per tutto il giorno, incurante dei disturbi che arreca. Consapevoli di quello che oramai è diventato il loro "territorio", proprio perchè molto redditizio, queste persone arrivano a rincorrere ed importunare i parenti dei festeggiati per pretendere il prezzo del loro servizio (non richiesto e scurrile), arrivando a minacciare chiunque faccia osservazioni di sorta. La gente che entra nei nostri negozi, ci segnala questo fatto e ci chiede come si possa permettere una tale situazione... L’incasso della giornata è consistente e tutto avviene nella completa illegalità, alla luce del sole, mentre le regolari attività commerciali sono invece soggette a tutto. Malgrado la sede del Comune sia vicinissima, nessuno interviene per scoraggiare tali comportamenti! Queste persone sono prive di qualsiasi autorizzazione e non rientrano fra i mestieri girovaghi! I negozianti della zona assistono con preoccupazione a questo ulteriore degrado del pieno cuore cittadino, che condiziona le attività commerciali ed offre ai numerosi turisti del Liston un’immagine da terzo mondo della nostra città. Ci domandiamo: Possibile che nessuno veda? Possibile che nessuno intervenga? Dove sono i controlli? Dove sono i vigili urbani? Evidentemente qualcuno è garante di questa illegalità diffusa.
Gruppo Esercenti
Attività del Liston
alluvione e polemiche
leggo condivido inoltro.
Aggiungo a zano e rossi anche il giovane fenomeno assessore mantenutentore micalizzi che non avra' avuto ancora tempo di agire, ma di andare sui giornali non perde occasione
da gazzettino.it
Sono trascorsi solo pochi giorni dall’immane disastro causato dalle alluvioni che hanno colpito molti comuni della provincia di Padova, causando ingenti ed irreparabili danni ad abitazioni, fabbriche, negozi e purtroppo causando anche alcune vittime di civili, oltre che minato non si sa per quanto tempo la vita sociale e civile di migliaia di persone. In questi momenti di tensione, preoccupazione e scoramento, ho notato che nei giornali locali ci sono continue interviste ai politici locali, in particolare al Sindaco di Padova Zanonato ed al suo Vice Ivo Rossi, che se vogliamo sono coinvolti in modo marginale dalla tragedia provinciale, i quali non trovano di meglio che continuare con la litania delle critiche a questo Governo nazionale. Zanonato ha governato e governa Padova da quindici anni degli ultimi venti, ed ogni anno, più volte, molte strade di Padova città, sistematicamente e puntualmente in ogni occasione di particolari acquazzoni vanno sotto acqua. Chi, se non il Sindaco decide e programma quali interventi da fare per risolvere questi problemi, per cui prima di criticare ed incolpare altri, sarebbe forse opportuno produrre fatti e non parole inutili oltre che polemiche. Riguardo ad Ivo Rossi è quantomeno chiaro ed evidente che i suoi interventi spesso maldestri, che non hanno mai prodotto forte soluzioni ai problemi cittadini, sono rivolti ad un’esposizione mediatica volta a cercare consensi utili per una sua prossima candidatura a Sindaco di Padova in sostituzione di Zanonato che a sua volta si sta preparando per un possibile prossimo trasferimento nelle sedi romane. Credo che alle popolazioni colpite dall’alluvione interessino meno di niente le sparate di Zanonato e Rossi.
Giuseppe Cagnin
Aggiungo a zano e rossi anche il giovane fenomeno assessore mantenutentore micalizzi che non avra' avuto ancora tempo di agire, ma di andare sui giornali non perde occasione
da gazzettino.it
Sono trascorsi solo pochi giorni dall’immane disastro causato dalle alluvioni che hanno colpito molti comuni della provincia di Padova, causando ingenti ed irreparabili danni ad abitazioni, fabbriche, negozi e purtroppo causando anche alcune vittime di civili, oltre che minato non si sa per quanto tempo la vita sociale e civile di migliaia di persone. In questi momenti di tensione, preoccupazione e scoramento, ho notato che nei giornali locali ci sono continue interviste ai politici locali, in particolare al Sindaco di Padova Zanonato ed al suo Vice Ivo Rossi, che se vogliamo sono coinvolti in modo marginale dalla tragedia provinciale, i quali non trovano di meglio che continuare con la litania delle critiche a questo Governo nazionale. Zanonato ha governato e governa Padova da quindici anni degli ultimi venti, ed ogni anno, più volte, molte strade di Padova città, sistematicamente e puntualmente in ogni occasione di particolari acquazzoni vanno sotto acqua. Chi, se non il Sindaco decide e programma quali interventi da fare per risolvere questi problemi, per cui prima di criticare ed incolpare altri, sarebbe forse opportuno produrre fatti e non parole inutili oltre che polemiche. Riguardo ad Ivo Rossi è quantomeno chiaro ed evidente che i suoi interventi spesso maldestri, che non hanno mai prodotto forte soluzioni ai problemi cittadini, sono rivolti ad un’esposizione mediatica volta a cercare consensi utili per una sua prossima candidatura a Sindaco di Padova in sostituzione di Zanonato che a sua volta si sta preparando per un possibile prossimo trasferimento nelle sedi romane. Credo che alle popolazioni colpite dall’alluvione interessino meno di niente le sparate di Zanonato e Rossi.
Giuseppe Cagnin
martedì 9 novembre 2010
zano e napolitano sull'alluvione
beh insomma, guardo il tg3 e vedo il sindaco muratore che parla della visita di berlusconi e bossi, una kermesse, l'ha definita, inutile, solo chiacchiere, sara', l'esperto e' lui e se lo dice quasi ci credo.
rimane il dubbio di un duce egocentrico e arrogante che non ha incontrato il ministro dell'interno perche' non gli ha portato il dovuto (?) rispetto.
poi sento napoletano, dice che non puo' bastare un po' di pioggia per mandare sott'acqua mezzo Veneto, dice anche di pompei, anzi lo mete prima, ma si sa... e' napoletano!
oh! Presidente, e' caduta in 3 giorni meta' dell'acqua che cade in un anno, sveglia!
questo per dire che quando le persone si son dimostrate arroganti (o assopite nel caso del Presidente) per lungo tempo e' difficile sperare che cambino.
per fortuna zano il muratore difficilmente rimarra' ancora, certo, ha ancora troppi anni da sindaco avanti a se', ma non e' certo colpa mia.
rimane il dubbio di un duce egocentrico e arrogante che non ha incontrato il ministro dell'interno perche' non gli ha portato il dovuto (?) rispetto.
poi sento napoletano, dice che non puo' bastare un po' di pioggia per mandare sott'acqua mezzo Veneto, dice anche di pompei, anzi lo mete prima, ma si sa... e' napoletano!
oh! Presidente, e' caduta in 3 giorni meta' dell'acqua che cade in un anno, sveglia!
questo per dire che quando le persone si son dimostrate arroganti (o assopite nel caso del Presidente) per lungo tempo e' difficile sperare che cambino.
per fortuna zano il muratore difficilmente rimarra' ancora, certo, ha ancora troppi anni da sindaco avanti a se', ma non e' certo colpa mia.
domenica 7 novembre 2010
quali fini
grande show di fini.
coraggioso, esplicito e chiaro... o no?
a ben vedere, NO!
ma almeno tra i suoi ormai e' tutto chiaro? e invece NO!
allora, fini dice che berlusconi deve dimetersi, ma scusa non esiste uno strumento chiaro e consolidato per mandare a casa un governo? la sfiducia, ebbene, si voti una mozione.
ma c'e' un problema, la sfiducia da nome e cognome a chi sostiene o fa cadere il governo, troppo peso per l'esile fini?
no, ci spega bocchino, deve andare berlusconi a dimettersi perche' e' il popolo che sceglie.
cosa non torna in questa frase? che il popolo ha scelto gia', se si vuole che scelga si vada votare, ma non si dica poi che bisogna fare un governo tecnico, che il popolo non sceglie.
la costituzione da al Presidente della Repubblica il titolo per incaricare un premier o sciogliere le camere, sempre, non nei giorni pari, tantomeno solo nei gionri in cui parla fini, allora se e' il popoolo che sii voti se e' il Napolitano che si sfiduci il governo e ci si affidi a Napolitano, non si puo' fare un po' e un po'.
ma i piu' belli sono i perini, i granati o i ronchi, ebbene questi sono stufi di essere burattini e vogliono essere liberi, ma si sentono liberi solo sotto padrone, infatti seguono fini fuori dal msi, dentro in an, poi dentro il pdl, fuori il pdl, ovunque, con grande o piccolo entusiasmo ma sempre fedeli, come tanti bei cagnolini dietro al pranzo, o meglio, topolini dietro il pifferajo.
[...]
leggi tutto
coraggioso, esplicito e chiaro... o no?
a ben vedere, NO!
ma almeno tra i suoi ormai e' tutto chiaro? e invece NO!
allora, fini dice che berlusconi deve dimetersi, ma scusa non esiste uno strumento chiaro e consolidato per mandare a casa un governo? la sfiducia, ebbene, si voti una mozione.
ma c'e' un problema, la sfiducia da nome e cognome a chi sostiene o fa cadere il governo, troppo peso per l'esile fini?
no, ci spega bocchino, deve andare berlusconi a dimettersi perche' e' il popolo che sceglie.
cosa non torna in questa frase? che il popolo ha scelto gia', se si vuole che scelga si vada votare, ma non si dica poi che bisogna fare un governo tecnico, che il popolo non sceglie.
la costituzione da al Presidente della Repubblica il titolo per incaricare un premier o sciogliere le camere, sempre, non nei giorni pari, tantomeno solo nei gionri in cui parla fini, allora se e' il popoolo che sii voti se e' il Napolitano che si sfiduci il governo e ci si affidi a Napolitano, non si puo' fare un po' e un po'.
ma i piu' belli sono i perini, i granati o i ronchi, ebbene questi sono stufi di essere burattini e vogliono essere liberi, ma si sentono liberi solo sotto padrone, infatti seguono fini fuori dal msi, dentro in an, poi dentro il pdl, fuori il pdl, ovunque, con grande o piccolo entusiasmo ma sempre fedeli, come tanti bei cagnolini dietro al pranzo, o meglio, topolini dietro il pifferajo.
[...]
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martedì 2 novembre 2010
lo scaricabarile
a nessuno e' sfuggito il disagio provocato dalle copiose piogge di questi giorni,
in particolare oggi molti ragazzi stanno a casa da scuola, qualcuno non riesce a raggiungere il posto di lavoro e addirittura qualcuno verra' sfollato.
Oggi un mio collega e' arrivato nel pomeriggio a lavorare, causa le numerose deviazioni dovute alla pioggia.
La questione che m'ha sottoposto e' piuttosto logica:"come faccio io ad avere informazioni per sapere se casa mia andra' sott'acqua o meno?"
Ovviamente il sito del comune non dice nulla, i vigili non gli han detto nulla.
Di conseguenza, giustamente innervosito, ha scritto al nostro caro sindaco, che pero' e' muratore, non idraulico, allora il sindaco l'ha dirottato all'assessore "competente", la nostra vecchia conoscenza micalizzi, e non si scherza, il quale l'ha dirottato ai vigili....
ooops, il mio collega s'e' trovato al punto di partenza.
Tipico.
in particolare oggi molti ragazzi stanno a casa da scuola, qualcuno non riesce a raggiungere il posto di lavoro e addirittura qualcuno verra' sfollato.
Oggi un mio collega e' arrivato nel pomeriggio a lavorare, causa le numerose deviazioni dovute alla pioggia.
La questione che m'ha sottoposto e' piuttosto logica:"come faccio io ad avere informazioni per sapere se casa mia andra' sott'acqua o meno?"
Ovviamente il sito del comune non dice nulla, i vigili non gli han detto nulla.
Di conseguenza, giustamente innervosito, ha scritto al nostro caro sindaco, che pero' e' muratore, non idraulico, allora il sindaco l'ha dirottato all'assessore "competente", la nostra vecchia conoscenza micalizzi, e non si scherza, il quale l'ha dirottato ai vigili....
ooops, il mio collega s'e' trovato al punto di partenza.
Tipico.
venerdì 29 ottobre 2010
200 multe
e poi magari ci si domanda come mai la fiera di padova venga piano piano sempre piu' messa da parte a favore della fiera di verona, anche questo aiuta!
da gazzettino.it
Oltre 200 multe. Nonostante il piano parcheggi approntato dal Comune e da PadovaFiere che aveva messo disposizione dei visitatori di Auto e Moto d'Epoca l'area di sosta Nord dietro la Fiera (1200 posti a pagamento), il parcheggio della Cittadella alla Stanga e altri 500 posti al park San Lazzaro di via San Marco, anche domenica non sono mancate le macchine abbandonate un po’ come capita attorno al quartiere fieristico. Una circostanza che ha comportato un super lavoro per la Polizia municipale. In tutto, tra sabato e domenica sono state così elevate 200 ammende. Oltre alle aree di sosta canoniche, palazzo Moroni aveva dato il via libera anche al parcheggio su viale della Pace, ma anche questo evidentemente non è bastato. «Davanti a comportamenti di questo tipo - commenta l'assessore alla Polizia municipale Marco Carrai - Noi non possiamo fare altro che sanzionare». «Le regole devono valere per tutti - aggiunge - Chi parcheggia la propria auto dove è vietato, deve metter nel conto che può venir sanzionato». Tra venerdì e domenica si calcola che le presenze in fiera abbiano superato quota 60mila.
da gazzettino.it
Oltre 200 multe. Nonostante il piano parcheggi approntato dal Comune e da PadovaFiere che aveva messo disposizione dei visitatori di Auto e Moto d'Epoca l'area di sosta Nord dietro la Fiera (1200 posti a pagamento), il parcheggio della Cittadella alla Stanga e altri 500 posti al park San Lazzaro di via San Marco, anche domenica non sono mancate le macchine abbandonate un po’ come capita attorno al quartiere fieristico. Una circostanza che ha comportato un super lavoro per la Polizia municipale. In tutto, tra sabato e domenica sono state così elevate 200 ammende. Oltre alle aree di sosta canoniche, palazzo Moroni aveva dato il via libera anche al parcheggio su viale della Pace, ma anche questo evidentemente non è bastato. «Davanti a comportamenti di questo tipo - commenta l'assessore alla Polizia municipale Marco Carrai - Noi non possiamo fare altro che sanzionare». «Le regole devono valere per tutti - aggiunge - Chi parcheggia la propria auto dove è vietato, deve metter nel conto che può venir sanzionato». Tra venerdì e domenica si calcola che le presenze in fiera abbiano superato quota 60mila.
giovedì 9 settembre 2010
squadrismo e contestazione
riflessione (attenzione per il contenuto si consiglia la lettura ad un solo pubblico adulto)
autisti aps
colgo lo spunto dalla vicenda incresciosa dell'avviso agli autisti aps di non bere perche' li controlleranno (non perche' e' vietato e pericoloso) per ricordare che non sarebbe la prima volta che un autista viene beccato a lavorare brillo e che basta fermarsi alla curva via del pescarotto / via orlandini per verificare quanto incoscienti siano certi autisti che affrontano la curva come una sfida da superare alla maggiore velocita' possibile, ogni volta che vedo uno di questi "piloti" spero sempre che non arrivi nessuno dall'alta parte, l'incidente sarebbe inevitabile, finora i miei desideri son stati esauditi, speriamo continui cosi'.
lunedì 2 agosto 2010
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