secondo esempio di stampa serva, in pochi giorni.
temo ce ne saranno altri.
sono andato sul sito del quotidiano padovano, il mattino, e vedo sfoggio di efficienza per la questione delle buche: sistemate in una sola giornata una 50ina di tratti, mamma mia che spettacolo.
E quali? nessun problema, il solerte quotidiano ci rende facilmente accessibile un link all'elenco di tutti questi strepitosi interventi.
clicco e... si apre la pagina del buon micalizi.
cioe' questo persoanggio ha scritto un foglio excel di 50 righe, forma scarsa, contenuto scarno per quanto efficace, direbbe la mia ex maestra, che vanta le sue gesta, e il mattino, sempre piu' minuscolo, lo propone come fonte di infromazione e ci schiaffa il link sul sito.
bella pubblicita', per il buon micalizzi, e certamente a basso costo, chissa' quanto veritiera, non rimane che andare in giro e contare le buche.
Fatti e misfatti su Italia-Padova-Pescarotto, in un blog per tutti
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mercoledì 3 aprile 2013
giovedì 24 gennaio 2013
la giunta PD (Poco Democratica) di Zano
come sia o non sia il nostro caro leader zanonato non perde occasione per dimostrarsi per quel che e':
dal Mattino:
Negata al Movimento 5 Stelle Piazza dei Signori per il comizio di Beppe Grillo in calendario per l’inizio di febbraio: il cuore di Padova e del suo centro storico avrebbe dovuto essere una delle tappe fondamentali del suo “Tsunami Tour”.
L’Ufficio elettorale del Comune di Padova ha però comunicato telefonicamente ai responsabili del Movimento che Piazza dei Signori non è disponibile: una delibera di Giunta del 15 gennaio avrebbe stabilito quali spazi pubblici e quali piazze padovane possono ospitare i comizi elettorali. E tra queste sarebbe esclusa proprio Piazza dei Signori.
Gli esponenti padovani del Movimento 5 Stelle hanno accolto con grande amarezza il “niet” dell’Ufficio elettorale. «La domanda al Comune per Piazza dei Signori», spiegano, «noi l’avevamo presentata prima del 15 gennaio».
dal Mattino:
Negata al Movimento 5 Stelle Piazza dei Signori per il comizio di Beppe Grillo in calendario per l’inizio di febbraio: il cuore di Padova e del suo centro storico avrebbe dovuto essere una delle tappe fondamentali del suo “Tsunami Tour”.
L’Ufficio elettorale del Comune di Padova ha però comunicato telefonicamente ai responsabili del Movimento che Piazza dei Signori non è disponibile: una delibera di Giunta del 15 gennaio avrebbe stabilito quali spazi pubblici e quali piazze padovane possono ospitare i comizi elettorali. E tra queste sarebbe esclusa proprio Piazza dei Signori.
Gli esponenti padovani del Movimento 5 Stelle hanno accolto con grande amarezza il “niet” dell’Ufficio elettorale. «La domanda al Comune per Piazza dei Signori», spiegano, «noi l’avevamo presentata prima del 15 gennaio».
giovedì 25 novembre 2010
manifestanti NON autorizzati
mi chiedo a sto punto se ci saranno conseguenze, ma la domanda e' retorica, perche' la risposta e' certamente no.
sti 4 sbandati possono fare e disfare, tanto paga Pantalone (o al piu' paga papa').
sfaticati rompiscatole.
2 giovani feriti... verrebbe quasi da dire: pchi.
Invece andrebbero fermati, questi arroganti prepotenti ignoranti.
da gazzettino.it
Città bloccata per larga parte della mattina e traffico in tilt. La manifestazione spontanea degli studenti, impegnati in vari presidi di protesta sul Ddl Gelmini, ha complicato non poco la viabilità cittadina fino alle prime ore del pomeriggio di ieri. Dalle 9 erano partite le iniziative in diverse facoltà (Scienze, Lettere e filosofia, Scienze Politiche, Psicologia) in occasione della discussione del decreto di riforma dell'Università alla Camera. Attorno alle 11 oltre 800 studenti si sono mossi spontaneamente verso la stazione ferroviaria, bloccando l'ingresso e il piazzale per circa un'ora. Gli uomini della Digos, coordinati da Lucio Pifferi, hanno denunciato i manifestanti per interruzione di pubblico servizio, manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale.
«Si tratta di un giornata fondamentale per mostrare che una generazione non si arrende - ha sottolineato Sebastian Kohlscheen, tra i leader della protesta - che non si fa imporre un modello di comportamento. Una protesta non organizzata e non prevista, flessibile contro la precarietà che ci vogliono imporre». La manifestazione padovana è stata strettamente collegata con quanto accadeva a Roma, dove era presente una delegazione dei collettivi universitari di Padova e Venezia (che oggi saranno raggiunti anche dai rappresentanti dei ricercatori).
Dopo aver bloccato il piazzale della stazione il corteo si è portato verso cavalcavia Borgomagno, dove è stato fermato il transito del tram nei due sensi di marcia. Poi è stata coinvolta la circonvallazione esterna, via Sarpi, via Bronzetti, corso Milano e il cavalcavia di via Vicenza.
Una volta raggiunta la sommità del cavalcavia la manifestazione è stata fermata dagli uomini del secondo reparto Mobile, per evitare che la protesta, e i conseguenti blocchi, si spostassero nella tangenziale, con ovvi rischi anche per l'incolumità delle persone coinvolte. Qui è partita una carica che ha respinto il corteo. Nell'episodio due studenti sono rimasti feriti.
La manifestazione non si è però dispersa è ha raggiunto la Specola, dove era in corso un presidio dei ricercatori. Nell'ambito dell'iniziativa "Portiamo in alto l'Università" erano stati issati sulle mura dello storico osservatorio, simbolo del metodo scientifico, due striscioni: "Ricerca=Futuro" e "Ddl Gelmini=Macerie". La protesta si è conclusa attorno alle 14.30 davanti al palazzo del Bo dove i manifestanti si sono dati appuntamento nelle facoltà dove oggi proseguiranno le iniziative.
sti 4 sbandati possono fare e disfare, tanto paga Pantalone (o al piu' paga papa').
sfaticati rompiscatole.
2 giovani feriti... verrebbe quasi da dire: pchi.
Invece andrebbero fermati, questi arroganti prepotenti ignoranti.
da gazzettino.it
Città bloccata per larga parte della mattina e traffico in tilt. La manifestazione spontanea degli studenti, impegnati in vari presidi di protesta sul Ddl Gelmini, ha complicato non poco la viabilità cittadina fino alle prime ore del pomeriggio di ieri. Dalle 9 erano partite le iniziative in diverse facoltà (Scienze, Lettere e filosofia, Scienze Politiche, Psicologia) in occasione della discussione del decreto di riforma dell'Università alla Camera. Attorno alle 11 oltre 800 studenti si sono mossi spontaneamente verso la stazione ferroviaria, bloccando l'ingresso e il piazzale per circa un'ora. Gli uomini della Digos, coordinati da Lucio Pifferi, hanno denunciato i manifestanti per interruzione di pubblico servizio, manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale.
«Si tratta di un giornata fondamentale per mostrare che una generazione non si arrende - ha sottolineato Sebastian Kohlscheen, tra i leader della protesta - che non si fa imporre un modello di comportamento. Una protesta non organizzata e non prevista, flessibile contro la precarietà che ci vogliono imporre». La manifestazione padovana è stata strettamente collegata con quanto accadeva a Roma, dove era presente una delegazione dei collettivi universitari di Padova e Venezia (che oggi saranno raggiunti anche dai rappresentanti dei ricercatori).
Dopo aver bloccato il piazzale della stazione il corteo si è portato verso cavalcavia Borgomagno, dove è stato fermato il transito del tram nei due sensi di marcia. Poi è stata coinvolta la circonvallazione esterna, via Sarpi, via Bronzetti, corso Milano e il cavalcavia di via Vicenza.
Una volta raggiunta la sommità del cavalcavia la manifestazione è stata fermata dagli uomini del secondo reparto Mobile, per evitare che la protesta, e i conseguenti blocchi, si spostassero nella tangenziale, con ovvi rischi anche per l'incolumità delle persone coinvolte. Qui è partita una carica che ha respinto il corteo. Nell'episodio due studenti sono rimasti feriti.
La manifestazione non si è però dispersa è ha raggiunto la Specola, dove era in corso un presidio dei ricercatori. Nell'ambito dell'iniziativa "Portiamo in alto l'Università" erano stati issati sulle mura dello storico osservatorio, simbolo del metodo scientifico, due striscioni: "Ricerca=Futuro" e "Ddl Gelmini=Macerie". La protesta si è conclusa attorno alle 14.30 davanti al palazzo del Bo dove i manifestanti si sono dati appuntamento nelle facoltà dove oggi proseguiranno le iniziative.
martedì 16 novembre 2010
sciocchezze studentesche
mahhh....
manifestazioni pacifiche e polizia violenta, mmmm, mi pare di averla gia' sentita....
se volete la lettera degli studenti "pacifici"
leggi
manifestazioni pacifiche e polizia violenta, mmmm, mi pare di averla gia' sentita....
se volete la lettera degli studenti "pacifici"
leggi
lunedì 11 ottobre 2010
soliti "compagni" di scuola
per "fortuna" certe cose non cambiano mai, in fondo abbaimo bisogno di alcuni punti di riferimento, uno interessante e' la certezza che gli studenti in sciopero a difendere una scuola che non educa, che promuove tutti, che imbarbarisce sono semplicemtne dei casinisti, dei maleducati prepotenti.
Se ci pensate bene e' comunque una cosa buona, almeno si puo' contare su di loro a dimostrare per quanto questa scuola sia un fallimento educativo prima di tutto.
Poi c'e' che studenti e insegnanti siano dalla stessa parte, precari ingiustamente inseriti in organico che pretendono il mantenimento del loro inutile ed ingiusto livello occupativo.
Io protesterei per avere insegnati validi non precari che suggono le mammelle dell'amministrazione senza dar nulla in cambio.
ma tant'e'.
Percio', grazie ragazzi, che ci ricordate quanto incivili siate diventati, sia in massa che singoli (tacciamo di chi approfitta dello sciopero per far eun po' troppa festa e finisce in ospedale con troppoa clo in corpo, alla fine questi alemno non fanno male a nessuno).
da gazzettino.it
Imbrattata di scritte-spray piazza Garibaldi, lordato il listòn, lanciato un fumogeno. È stata tutt'altro che una protesta pacifica quella andata in scena ieri mattina. Per colpa di pochi facinorosi, la manifestazione promossa dalla Rete degli Studenti contro il decreto Gelmini ha travalicato le regole del civile dissenso. Seimila gli studenti scesi in piazza, che hanno lasciato vuoti i banchi nei licei Tito Livio, Cornaro, Curiel, Fermi, Nievo, gli istituti Calvi, Einaudi, Duca d'Aosta, il polo di via Cave, il Marconi, il Belzoni e il Natta. «Rinforzi» sono giunti anche dagli istituti superiori di Piazzola sul Brenta, Camposampiero, Conselve. «Non riusciamo più a sostenere l'indifferenza del Governo - illustrava in apertura del corteo che attraversato il centro storico Margherita Colonnello, portavoce della Rete di Padova - rispetto alla situazione disastrosa che i tagli stanno provocando nelle scuole. Il ministro Gelmini continua ad ostentare sufficienza nei confronti del nostro movimento: ha dichiarato che quelli degli studenti sono soltanto vecchi slogan, sostenendo che il movimento sia pilotato da forze che vogliono usare la didattica come luogo di indottrinamento politico della sinistra. Nulla di più falso: la nostra è una protesta apartitica e trasversale, propositiva e innovativa». Sulle teste dei manifestanti sono spuntati i caschetti gialli, simbolo della volontà di «ricostruire una scuola che deve essere gratuita, laica, multiculturale, con professori motivati, preparati e una didattica innovativa». Accanto agli studenti medi ha manifestato anche una rappresentanza di universitari dell'Udu, nonché dei docenti della Flc e degli operai della Fiom, a dimostrazione che non è solo la scuola superiore che deve essere riformata. «Teniamo a sottolineare che la Rete prende le distanze e condanna fortemente gli atti di vandalismo operati da qualche estremista in fondo al corteo. In quanto sostenitori di una protesta pacifica e legale siamo contrari - puntualizzava Colonnello al termine della manifestazione - a questo modo di protestare che fornisce alla società un'immagine sbagliata del movimento e lo danneggia». Lotta studentesca Padova, l'organizzazione vicina a Forza Nuova, ha affiso al Marconi lo striscione «La Gelmini taglia il nostro futuro, non taglierà i nostri sogni».
Se ci pensate bene e' comunque una cosa buona, almeno si puo' contare su di loro a dimostrare per quanto questa scuola sia un fallimento educativo prima di tutto.
Poi c'e' che studenti e insegnanti siano dalla stessa parte, precari ingiustamente inseriti in organico che pretendono il mantenimento del loro inutile ed ingiusto livello occupativo.
Io protesterei per avere insegnati validi non precari che suggono le mammelle dell'amministrazione senza dar nulla in cambio.
ma tant'e'.
Percio', grazie ragazzi, che ci ricordate quanto incivili siate diventati, sia in massa che singoli (tacciamo di chi approfitta dello sciopero per far eun po' troppa festa e finisce in ospedale con troppoa clo in corpo, alla fine questi alemno non fanno male a nessuno).
da gazzettino.it
Imbrattata di scritte-spray piazza Garibaldi, lordato il listòn, lanciato un fumogeno. È stata tutt'altro che una protesta pacifica quella andata in scena ieri mattina. Per colpa di pochi facinorosi, la manifestazione promossa dalla Rete degli Studenti contro il decreto Gelmini ha travalicato le regole del civile dissenso. Seimila gli studenti scesi in piazza, che hanno lasciato vuoti i banchi nei licei Tito Livio, Cornaro, Curiel, Fermi, Nievo, gli istituti Calvi, Einaudi, Duca d'Aosta, il polo di via Cave, il Marconi, il Belzoni e il Natta. «Rinforzi» sono giunti anche dagli istituti superiori di Piazzola sul Brenta, Camposampiero, Conselve. «Non riusciamo più a sostenere l'indifferenza del Governo - illustrava in apertura del corteo che attraversato il centro storico Margherita Colonnello, portavoce della Rete di Padova - rispetto alla situazione disastrosa che i tagli stanno provocando nelle scuole. Il ministro Gelmini continua ad ostentare sufficienza nei confronti del nostro movimento: ha dichiarato che quelli degli studenti sono soltanto vecchi slogan, sostenendo che il movimento sia pilotato da forze che vogliono usare la didattica come luogo di indottrinamento politico della sinistra. Nulla di più falso: la nostra è una protesta apartitica e trasversale, propositiva e innovativa». Sulle teste dei manifestanti sono spuntati i caschetti gialli, simbolo della volontà di «ricostruire una scuola che deve essere gratuita, laica, multiculturale, con professori motivati, preparati e una didattica innovativa». Accanto agli studenti medi ha manifestato anche una rappresentanza di universitari dell'Udu, nonché dei docenti della Flc e degli operai della Fiom, a dimostrazione che non è solo la scuola superiore che deve essere riformata. «Teniamo a sottolineare che la Rete prende le distanze e condanna fortemente gli atti di vandalismo operati da qualche estremista in fondo al corteo. In quanto sostenitori di una protesta pacifica e legale siamo contrari - puntualizzava Colonnello al termine della manifestazione - a questo modo di protestare che fornisce alla società un'immagine sbagliata del movimento e lo danneggia». Lotta studentesca Padova, l'organizzazione vicina a Forza Nuova, ha affiso al Marconi lo striscione «La Gelmini taglia il nostro futuro, non taglierà i nostri sogni».
martedì 6 luglio 2010
boicottaggio H&M
veramente, che dire?
il gramigna accusa H&M di essere vicina al governo israeliano, fosse vero! magari gli mandassero un benvenuto israeliano a quelli del gramigna...
da gazzettino.it
BOICOTTAGGIO
Blitz ai danni
del negozio H&M
(c. arc.) Sigillata con il silicone la serratura del negozio di abbigliamento H&M in piazzetta Garzeria. Il giorno prima, sempre da H&M, alcuni esponenti dell'ex Gramigna avevano appeso uno striscione di protesta contro il nuovo esercizio commerciale, sostenendo che si tratti di una catena commerciale vicina al governo israeliano.
il gramigna accusa H&M di essere vicina al governo israeliano, fosse vero! magari gli mandassero un benvenuto israeliano a quelli del gramigna...
da gazzettino.it
BOICOTTAGGIO
Blitz ai danni
del negozio H&M
(c. arc.) Sigillata con il silicone la serratura del negozio di abbigliamento H&M in piazzetta Garzeria. Il giorno prima, sempre da H&M, alcuni esponenti dell'ex Gramigna avevano appeso uno striscione di protesta contro il nuovo esercizio commerciale, sostenendo che si tratti di una catena commerciale vicina al governo israeliano.
venerdì 11 dicembre 2009
mercoledì 8 luglio 2009
prendiamo posizione
si chiede all'universita' di prendere posizione riguardo gli esponenti dei centri asociali arrestati.
si, figurarsi se il nuovo rettore riesce.
cmq la mia idea e' questa: link
si, figurarsi se il nuovo rettore riesce.
cmq la mia idea e' questa: link
venerdì 8 agosto 2008
Un'interrogazione sui viaggi in Afghanistan dell'associazione Rahma
Per il centrodestra, nella moschea di via Anelli, ci sono quelli che definiscono terroristi. Il servizio trasmesso ieri mattina da Al Jazeera non ha risparmiato nemmeno l'affaire-moschea, ed è seguito alle dichiarazioni rilasciante, il giorno prima, dal vice direttore del Corriera della Sera,Magdi Allam. Frasi in cui il giornalista egiziano convertito al cristianesimo oltre a porre dei dubbi sulla legittimità dell'imam che gestisce l'associazione Rahma e quindi la comunità islamica di via Anelli, si era anche chiesto cosa sia andato a fare, tempo fa, questo presunto imam in Afghanistan.
Domanda che solleva dubbi pesanti come macigni e che getta ombre inquietanti, alimentate anche dalle dichiarazioni del segretario cittadino della Lega Nord,Leandro Comacchio: «Non siamo assolutamente sorpresi dalle parole di Magdi Allam, perché certe voci in città si rincorrevano da tempo. Da varie fonti, poi, sapevamo anche noi che alcuni rappresentanti dell'associazione Rahma erano stati in Afghanistan o in Pakistan. E proprio per questo stavamo facendo delle verifiche».
Ma il segretario cittadino del Carroccio aggiunge un particolare che affiancato alle affermazioni del vice direttore del Corriere della Sera potrebbe rendere la vicenda ancora più inquietante.
«Da quanto conosciamo continua Comacchio le persone delle quali stiamo parlando si sarebbero recate nei due Paesi dell'Estremo oriente nel 2001. Chi solo per un breve periodo, ritornando in estate. Chi invece, solo alcuni mesi dopo, tra ottobre e novembre, attraverso la frontiera indiana. Ripeto, sono informazioni che stiamo verificando».
E a muoversi è anche il parlamentare leghista, Massimo Bitonci: «Mi stavo già interessando alla questione dopo l'intervista che la giovane donna marocchina, Halima, aveva rilasciato un paio di settimane fa proprio al Gazzettino, ma alla luce di quanto ha dichiarato Magdi Allam, chiederò ulteriori informazioni. E appena riprende l'attività parlamentare promuoverò un'interrogazione al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sull'associazione Rahma, per capire meglio chi sono i suoi rappresentanti e da dove provengono».
Chi rifiuta di scendere sul terreno di quelle che ritiene provocazioni e accuse senza fondamento è invece il vice sindaco,Claudio Sinigaglia: «Adesso credo sia davvero arrivato il momento di smetterla. Basta creare sospetti e alimentare paure. È un atteggiamento che fa male a tutta la città. Se qualcuno sa qualcosa lo denunci alle forze dell'ordine o alla Magistratura. Esca allo scoperto con dei documenti, delle prove, ma non con voci o per sentito dire. Non possiamo seguire e rincorrere tutto questo».
«In questa maniera continua il vice sindaco si alimenta un altro integralismo, che è quello della Lega, e che io rifiuto. E poi vorrei sapere cosa significa affermare, come ha fatto Magdi Allam, che un imam si è auto proclamato tale. Forse doveva seguire il seminario minore? Si sa che ogni religione segue il proprio percorso e ha le proprie regole. L'associazione Rahma sta agendo nella massima trasparenza, perché invece bisogna continuare ad usare certi toni? E comunque credo che Magdi Allam dicendo certe cose, senza portare alcuna prova, sia stato scorretto nei confronti della nostra città».
Contrario è invece il pensiero del consigliere di Forza Italia,Domenico Menorello: «Gli interrogativi di Magdi Allam sulla moschea comunale dimostrano la pericolosità dell'amministrazione padovana di sinistra».
«In Consiglio comunale riprende il consigliere forzista l'opposizione aveva infatti proposto specifici emendamenti che avrebbero imposto verifiche sulla rappresentatività dell'associazione Rahma e sui titoli dei suoi presunti imam. Come, del resto, aveva chiesto la Curia. Ma la maggioranza di sinistra li ha voluti bocciare. Tutti. E ora Padova rischia».
M.B.
Domanda che solleva dubbi pesanti come macigni e che getta ombre inquietanti, alimentate anche dalle dichiarazioni del segretario cittadino della Lega Nord,Leandro Comacchio: «Non siamo assolutamente sorpresi dalle parole di Magdi Allam, perché certe voci in città si rincorrevano da tempo. Da varie fonti, poi, sapevamo anche noi che alcuni rappresentanti dell'associazione Rahma erano stati in Afghanistan o in Pakistan. E proprio per questo stavamo facendo delle verifiche».
Ma il segretario cittadino del Carroccio aggiunge un particolare che affiancato alle affermazioni del vice direttore del Corriere della Sera potrebbe rendere la vicenda ancora più inquietante.
«Da quanto conosciamo continua Comacchio le persone delle quali stiamo parlando si sarebbero recate nei due Paesi dell'Estremo oriente nel 2001. Chi solo per un breve periodo, ritornando in estate. Chi invece, solo alcuni mesi dopo, tra ottobre e novembre, attraverso la frontiera indiana. Ripeto, sono informazioni che stiamo verificando».
E a muoversi è anche il parlamentare leghista, Massimo Bitonci: «Mi stavo già interessando alla questione dopo l'intervista che la giovane donna marocchina, Halima, aveva rilasciato un paio di settimane fa proprio al Gazzettino, ma alla luce di quanto ha dichiarato Magdi Allam, chiederò ulteriori informazioni. E appena riprende l'attività parlamentare promuoverò un'interrogazione al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sull'associazione Rahma, per capire meglio chi sono i suoi rappresentanti e da dove provengono».
Chi rifiuta di scendere sul terreno di quelle che ritiene provocazioni e accuse senza fondamento è invece il vice sindaco,Claudio Sinigaglia: «Adesso credo sia davvero arrivato il momento di smetterla. Basta creare sospetti e alimentare paure. È un atteggiamento che fa male a tutta la città. Se qualcuno sa qualcosa lo denunci alle forze dell'ordine o alla Magistratura. Esca allo scoperto con dei documenti, delle prove, ma non con voci o per sentito dire. Non possiamo seguire e rincorrere tutto questo».
«In questa maniera continua il vice sindaco si alimenta un altro integralismo, che è quello della Lega, e che io rifiuto. E poi vorrei sapere cosa significa affermare, come ha fatto Magdi Allam, che un imam si è auto proclamato tale. Forse doveva seguire il seminario minore? Si sa che ogni religione segue il proprio percorso e ha le proprie regole. L'associazione Rahma sta agendo nella massima trasparenza, perché invece bisogna continuare ad usare certi toni? E comunque credo che Magdi Allam dicendo certe cose, senza portare alcuna prova, sia stato scorretto nei confronti della nostra città».
Contrario è invece il pensiero del consigliere di Forza Italia,Domenico Menorello: «Gli interrogativi di Magdi Allam sulla moschea comunale dimostrano la pericolosità dell'amministrazione padovana di sinistra».
«In Consiglio comunale riprende il consigliere forzista l'opposizione aveva infatti proposto specifici emendamenti che avrebbero imposto verifiche sulla rappresentatività dell'associazione Rahma e sui titoli dei suoi presunti imam. Come, del resto, aveva chiesto la Curia. Ma la maggioranza di sinistra li ha voluti bocciare. Tutti. E ora Padova rischia».
M.B.
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