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mercoledì 16 febbraio 2011

blocco del traffico

il 20 febbrajo previsto il blocco, oggi e' il 16, notizia: lo spostiamo.
Vorrei una volta di piu' esternare il mio totale disaccordo sulla politica dei blocchi del traffico che sta facendo l'amministrazione di Padova.
Considerata l'inutilita' ai fini della riduzione dell'inquinamento del blocco domenicale, considerato che puo' essere solo di stimolo a pensare di utilizzare in maniera piu' "pulita" e intelligente l'auto, trovo oltremodo sciatto e arrogante il fatto di stabilire delle date e poi cambiarle pochi giorni prima.
La domenica e' il giorno della famiglia, ci si organizza per il pranzo, per una gita fuori porta, per una visita agli amici, si tiene conto dell'inutile blocco e poi... poi ci cambiano le date?
"eh ma piove" e' la giustificazione... e allora? togli il blocco, tanto e' inutile, o lascialo, per mantenere viva la questione del rispetto della natura, e invece no, "loro" lo spostano, tanto se "loro" devono muoversi, "loro" possono organizzarsi come meglio credono.
" e comunque e' meglio accordarsi coi comuni limitrofi per agire tutti assieme" aggiungono, e mi chiedo, non potevano farlo prima? se ne rendono conto quando mancano 3 giorni al blocco?
quanta poca professionalita', che disorganizzazione, potrei dire quasi "dilettanti allo sbaraglio"!

venerdì 4 febbraio 2011

assurde limitazioni al traffico (2)

leggo condivio e inoltro dal gazzettino.it

TRAFFICO LIMITATO
LA MIA EURO 2
E TANTI DUBBI
Possiedo (ahimè) un’auto diesel Euro2 del 1999 e avevo sentito dell’ordinanza sulla limitazione del traffico, ma non mi era chiaro se i veicoli diesel Euro2 ne fossero o meno effettivamente interessati dal 10 gennaio. Consulto il sito internet del Comune, poi telefono alla polizia locale per sapere se fossero prevalenti le informazioni del sito internet, oppure se vi fosse stato un nuovo accordo tra categorie economiche e Comune.
Pur con estrema gentilezza e cortesia l’interlocutore della polizia locale mi ha riferito che la norma deve essere applicata così come approvata in Consiglio Comunale. Sono un ingegnere libero professionista, con competenze nel settore ambientale e per la mia automobile pago ogni anno il “bollino blu” di conformità degli scarichi, mi rifornisco esclusivamente di gasolio blu-diesel a ridotto impatto ambientale, effettuo con diligenza i tagliandi periodici, ma la mia carta di circolazione è datata 1999! Nel gennaio 2007 mi fu sostituito il motore con uno nuovo a seguito del noto allagamento di Piazzale Stazione del dicembre 2006, per la rottura di un tubo dell’acquedotto: ma ancora peggio!
Pur con un nuovo motore classificabile Euro4, scopro di dover aggiornare la carta di circolazione, perché ho appreso di avere un’automobile, pur con un miglioramento tecnico, ma modificata rispetto ai documenti originari, quindi non conforme e passibile di sanzione!
Gli orari della limitazione sono molto critici: come faranno i liberi professionisti, che non svolgono un lavoro sedentario in studio e devono muoversi per recarsi dai propri clienti, come farà chi deve spostarsi per necessità pur senza un’auto nuova, come faranno i genitori ad accompagnare a scuola i propri figli al mattino e ad andarli a riprendere al pomeriggio?
Non è assolutamente sostenibile utilizzare sempre i mezzi pubblici per tutti gli spostamenti! Quanti conoscono (es. chi viene da fuori Città) i dettagli di tali limitazioni e quanti sanno con certezza (es. gli anziani) se la propria auto diesel è Euro2?
Non è pensabile che le famiglie di Padova o chi transita per Padova abbiano la disponibilità economica per l’acquisto di auto nuove, peraltro in tempi di crisi economica! Comprendo la necessità di risolvere i problemi dell’inquinamento atmosferico, ma si devono considerare gli inquinanti degli impianti di riscaldamento a combustibile liquido o solido e dell’anello autostradale e di tangenziali che accerchia Padova.

mercoledì 2 febbraio 2011

assurde limitazioni al traffico

da un po' chi ha un auto vecchia, ovvero chi non puo' permettersi di cambiare auto, rischia la multa ogni volta che viene a padova.
io, per mia fortuna, ho un'auto a benzina del '99, quindi per quest'anno me la cavo, ma come avrei fatto ad accontantare il grazioso sindaco che vorrebbe che io la cambiassi visto che giro con la mia 1300 senza climatizzatore non per vezzo ma per venali questioni economiche?
vi pare giusto che io che ho il bollino blu, attraverso la citta' in andata e ritorno, faccio 15 km con un litro di verde, inquino molto meno di un suv che magari fa il giro dei negozi del centro, debba essere COSTRETTO a lasciare l'auto in garage?
mentre magari se vai al comune, all'anagrafe, o peggio, all'archivio di stato, bisogna che sia vestito a cipolla per poter toglierti qualche maglione e non scoppiare dal caldo?
possibile che sia la mia auto il problema delle polveri sottili?
e se non ho denaro per cambiare l'auto con un euro 4, magari mi accontanto di un euor 3, chi mi dice che l'anno prossimo non siamo punto e a capo?
parliamo dei mezzi pubblici?
provate a scegliere una zona di Padova a caso e far finta di venire alla ZIP in autobus, al 90% dovrete prendere 2 autobus e perdere 40 minuti, piu' altri 10 a piedi tra andare alla fermata e poi dalla fermata al lavoro.
e ilo sindaco mi viene a dire che io non posso circolare? che tanto lui abita in centro e c'ha pure l'auto blu, lo capisco, che interessa al grazioso sindaco di noi poveri sudditi, e attenzione a non farlo arrabbiare senno' intorno all'auto ti costruisce un muro, sai per separare il bene dal male...

lunedì 31 gennaio 2011

ponte EX verde

come tante promesse neppure quella del ponte verde si potra' dire completamente mantenuta, ma, bisogna dire, se riuscissero per una volta a mentenere fede agli impegni sui tempi non sarebbe male, da che mi ricordi siamo un po' in tritardo, ma nulla di grave, vedremo, buon lavoro intanto.

da gazzettino.it

Procede a una "velocità" di dieci metri l’ora. Lentissimo, in teoria. Ma velocissimo, se rapportato alla sua mole. Da ieri, in virtù proprio di questo spostamento, il ponte della Fiera, ha iniziato il percorso che lo porterà alla collocazione definitiva, sopra il fascio di binari ferroviari che corrono paralleli a via Avanzo.
Già in mattinata si poteva vedere che "sporgeva" di una quindicina di metri nella direzione appunto della Fiera: la struttura che si sta varando pesa 1680 tonnellate e per spostarla vengono utilizzati degli speciali martinetti. Il manufatto unirà proprio via Avanzo a via Goldoni, la strada situata dietro la Fiera dove verrà costruito il nuovo parcheggio che l’amministrazione intende collegare alla Stazione con una linea di tram.
I tecnici comunali ieri hanno effettuato un sopralluogo per valutare come procedevano i lavori e stabilire il cronoprogramma delle prossime giornate. Alla fine hanno accertato che al termine della settimana prossima il varo sarà completato, mentre l’inaugurazione del cosiddetto "ponte verde" si può ipotizzare per aprile, una volta conclusi i collaudi e le prove statiche. Serve anche l’okay da parte delle Ferrovie, visto che sotto al manufatto passano i treni
Il nuovo cavalcavia è lungo 102 metri 2 largo 28; le corsie per la auto sono due e in mezzo ci sono sia una fascia dove verranno messe a dimora delle piante a basso fusto e con poche radici, sia la pista ciclopedonale. È formato da due rampe, realizzate su strutture metalliche, una lunga 120 metri e l’altra 130.
Una volta che il ponte sarà sistemato sui piloni di sostegno bisognerà risolvere il problema della discesa della pista per le bici, che deve coprire un dislivello di dieci metri in poco spazio per non invadere l’area destinata appunto al nuovo park. Nei giorni scorsi a Palazzo Moroni era stata ventilata l’ipotesi di realizzare un ascensore proprio per le bici. Ovviamente la costruzione di un ascensore avrebbe costi notevolmente inferiori rispetto all’alternativa costituita da un tortuoso percorso elicoidale. Il "ponte verde", successivamente ribattezzato "ponte Fiera" era partito originariamente come una struttura che avrebbe dovuto essere caratterizzata dalla presenza di alberi, ma strada facendo è emersa l’impossibilità di procedere in questo senso: ospiterà al massimo delle siepi.

domenica 3 ottobre 2010

passerella ciclabile alla stanga

dopo solo un anno dalla posa della passerella, all'improvviso, inaspettatamente... c'e' ancora da aspettare....

che sorpresona!

da gazzettino.it
Ivo Rossi: «Entro
due settimane
passerella aperta»
Sabato 2 Ottobre 2010,
(Al.Rod.) «Entro una quindicina di giorni dovremo essere in grado di aprire la passerella della Stanga». Risponde così Ivo Rossi alla polemica del capogruppo del Pdl Alberto Salmaso sui ritardi al'apertura del «ponte ciclabile» che andrà ad unire l'argine del Piovego con il Parco d'Europa. «Sulla questione sono piuttosto ottimista, la struttura praticamente è pronta e potrebbe essere inaugurata già tra qualche giorno» aggiunge il vice sindaco. E allora perché attendere una ancora un paio di settimane? «Diciamo che l'impresa che ha realizzato i lavori sta passando un momento di difficoltà» aggiunge l'assessore alla Mobilità. L'azienda è la Martinelli di Maniago con la quale l'amministrazione comunale avrebbe in atto un contenzioso. «Ho già avuto dei contatti con la proprietà e credo non sarà difficile arrivare ad un accordo - continua - se a prevalere sarà il buon senso, si potrà arrivare ad un onorevole compromesso, soddisfacente per tutte e due le parti». Potrebbe dunque essere aperta ai pedoni e ai ciclisti entro la fine del mese un'opera su cui molto ha scommesso negli ultimi anni l'amministrazione Zanonato per la bonifica della Stanga.

martedì 18 maggio 2010

nuove occupazioni

parheggiatori abusivi... nel parcheggio di piazza insurrezione, parcheggio a pagamento.
ma cosa volete i vigili son troppo impegnati per poter vedere cosa accade cosi' lontano da palazzo della ragione, gia' da li' fan fatica a vedere che accade nelle piazze limitrofe, figurarsi in piazza insurrezione

da gazzettino.it

(M.B.) Ad un certo punto, sabato pomeriggio, nel parcheggio di piazza Insurrezione, alcune persone arrivate in città per fare shopping, ne hanno contati almeno una decina. Tanti infatti erano i rom che stazionavano nell’area. Alcuni, sistemati proprio accanto alle casse, attendevano che gli automobilisti pagassero il ticket per poi chiedere loro qualche spicciolo.
Altri invece si sono trasformati in veri e propri posteggiatori, naturalmente abusivi, indicando a chi entrava nel park gli spazi auto liberi accompagnandoli manovra dopo manovra. Impegno non esattamente no-profit, visto che quando l’automobilista di turno scendeva dal veicolo veniva immediatamente avvicinato e tallonato dal rom che insistentemente chiedeva un "riconoscimento" per il suo operato.
«Una cosa indegna – ha commentato più di un utente del parcheggio – Non è possibile che il sabato pomeriggio, in pieno centro storico, ci siano zone come piazza Insurrezione, invase da decine di rom che molestano e assillano con le loro richieste di elemosina le persone che parcheggiano la loro auto».
In soccorso agli automobilisti di piazza Insurrezione sono arrivati anche i rappresentanti dell’associazione di Comres di Massimiliano Pellizzari: «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini che, arrivati a parcheggiare la loro auto, si sono ritrovati accerchiati dai rom-posteggiatori».
«Verificata la situazione – ha concluso Pellizzari – ci siamo rivolti alla Polizia per chiedere un intervento».

martedì 20 aprile 2010

sarpi dalmazia in manutenzione

ebbene si', a pochi mesi dall'apertura, il cavalcavia Sarpi-Dalmazia e' in manutenzione.
Se devo dir la verita' e' da un pezzo che sostengo che soprattutto la discesa in Arcella fosse pericolosa per le giunte scivolose proprio a meta' curva, col bagnato perfino in macchina si sente il mezzo spostarsi mentre ci si passa sopra.
Quindi la vera questione non e' se sia presto per manuntenere il cavalcavia, ma come sia stato posibile farlo cosi', con tutto quel che e' costato oltretutto.

dal gazzettino.it

Chiuso per manutenzioni. È accaduto dalle 8 di domenica alle 6.30 di ieri. E non a un palazzo pericolante oppure a una strada dissestata da tempo in disuso e abbandonata, ma all’opera pubblica fiore all’occhiello dell’amministrazione Zanonato ter: il cavalcaferrovia Sarpi-Dalmazia. Inaugurato lo scorso novembre e costato la bellezza di oltre 23milioni di euro. E per cui l’impresa costruttrice aveva persino ricevuto il premio di accelerazione per i lavori consegnati prima della scadenza contrattuale pattuita. Il blocco della circolazione sul cavalcavia è stato reso necessario per “irruvidire” i giunti di collegamento delle rampe del viadotto. Che erano scivolose e portavano le ruote posteriori dei mezzi a slittare sull’asfalto soprattutto in caso di pioggia o neve. Un “lifting” che non ha mancato di sollevare l’attenzione dei consiglieri comunali della Lega Nord Luca Littamè e Mario Venuleo e dell’auditore della V commissione Urbanistica l’ingegner Luigi Zeno.
«Il Sarpi Dalmazia – attaccano i leghisti – non smette mai di sorprendere. Già era destinato a passare agli annali per la spropositata lievitazione del suo prezzo di costruzione rispetto a quello d’appalto. A questo si era poi aggiunta la spesa di circa 100mila euro di una commissione per un “accordo bonario” mai raggiunto, visto che abbiamo saputo si aprirà un contenzioso giudiziario, con l’impresa riguardo al prezzo di nuove riserve iscritte in corso d’opera. Non bastasse questo ora c’è l’ulteriore sorpresa rappresentata dalla sistemazione dei giunti».
«Dobbiamo, per questo, aspettarci una nuova perizia suppletiva? – concludono i tre esponenti del Carroccio – O siamo invece ancora in “garanzia”? Speriamo bene, e di non dover sborsare altri soldi pubblici oltre a quelli già spesi per un’opera che tra l’altro non è ancora stata completamente terminata».
(Martedì 20 Aprile 2010)

mercoledì 27 gennaio 2010

ponte verde (memo)

facciamo un nodo al fazzoletto, e speriamo che stavolta si ricordino che le rampe in uscita sono tanto importanti quanto quelle in ingresso (non come al Sarpi, per intenderci).

gazzetino.it

Mercoledì 27 Gennaio 2010, (M.B.)Gennaio 2011. E’ questa la data prevista per la realizzazione e la consegna del Ponte Verde o Ponte della Fiera, il viadotto che collegherà l’Arcella alla zona fieristica. Il progetto del nuovo cavalcaferrovia è stato messo a bilancio per un costo complessivo di 17milioni di euro (14.509.000 euro è l’importo dei lavori a base d’asta e 12.818.000 euro quello del contratto). L’infrastruttura sarà lunga circa 100 metri e larga 28 per una superficie complessiva di 2.800 metri quadri che comprenderà anche la realizzazione di nuove strade per 1,5 chilometri. Il peso del ponte sarà di circa 2.200 tonnellate; almeno mille sono previste per il ferro dell’arcata che servirà ad unire la collinetta artificiale, posta a nord della ferrovia, su via Avanzo, con via Rismondo. Un percorso che permetterà di collegare rapidamente i flussi di traffico provenienti dall’autostrada, dalla tangenziale nord e da quella sud con il quartiere degli istituti universitari, del tribunale e della fiera, alleggerendo via Venezia. «Con la realizzazione di questo viadotto – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Luisa Boldrin – completiamo l’ultimo tratto che ci consente di chiudere l’Arco di Giano per concentrarci quindi sul Grande raccordo anulare». «Siamo già arrivati oltre al 15% dei lavori previsti – aggiunge l’assessore alla Mobilità, Ivo Rossi – Questo ponte renderà più fluido il collegamento con l’Arcella».

mercoledì 6 gennaio 2010

un giorno su 3

gia', un giorno su 3 con i pm10 oltre soglia, e questo nonostante i drastici e tempestivi interventi del sindaco muratore

da gazzettino.it

Pm10: a Padova nel 2009
oltre cento "sforamenti"

Lunedì 4 Gennaio 2010,
L’anno scorso ben 102 superamenti del limite di Pm10 a Padova, 104 a Verona, 92 a Venezia. «Il Pm10 resta ancora pericolosamente al di là dei limiti consentiti - dice Lucio Passi di Legambiente -. Infatti per legge il limite giornaliero non deve essere superato più di 35 volte l’anno. I raffronti non lasciano dubbi: la maggior parte dei capoluoghi è molto al di sopra di tali limiti. Lontano dal rientrare nei limiti previsti dall’Europa e recepiti dall’Italia, il Veneto è sanzionabile dall’UE».

venerdì 11 dicembre 2009

il tram d'oro

5 milioni e mezzo di euro l'anno.
tanto costa il tram, gia' pagato 100.000.000 (100 milioni di euro).
costa 13 euro per ogni km che percorre (fonte il mattino di Padova).
Oltre 15.000 euro al giorno!!!!!
Se non corre sempre pieno ci rimette ad ogni corsa.
E non corre sempre pieno.
Mah..... tanto paga pantalone no?

leggi il commento originale

lunedì 7 dicembre 2009

cavalcavia Sarpi: rock?

ben, ho provato finalmente il nuovo carissimo cavalcavia.
Un po' deluso alla fine, non ho voltuo fare il conto di quanto sia costato al metro, molto caro, molto breve.
Mi sembra che pero' purche' si potesse dire di averlo inaugurato nel 2009 (ricordate il sindaco muratore in campagna elettorale che inaugurava il ponte cui mancavano ancora le rampe? follie della propaganda), dicevo, pur di inaugurarlo nell'anno delle elezioni (e pur sian passati 6 mesi) hanno"dimenticato" alcuni insignificanti particolari, tipo che non e' percorribile in entrambi i sensi.
MAH... e' veramente stupefacente.
E chissa' quanto rimarra' cosi', perche' tanto ormai e' ufficialmente aperto, poco conta che manchino collegamenti e un senso di marcia.
Ma la cosa piu' bella sono i cartelli "percorso rock".
Ma che cavolo significa?
Ivo Rossi (per Rossi si possono ancora usare le majuscole) ma che l'e' saltato in mente?
Ma scrivi percorso consigliato, percorso rapido, che significa percorso rock?
che al termine c'e' un concerto? un evento rock? un piccolo sondaggio senza scopo scientifico tra i miei conoscenti m'ha confermato che nessuno l'aveva inteso col significato corretto.
E ci sfido pure.
A votle per essere "gggiovani" quando giovani non s'e', si rischia di fare una piccola sciocchezza, mi sa che una e' questa.

lunedì 30 novembre 2009

mi sembran tanti soldi

mah... in sto caso vermaente la ragione e' difficile da capire, le cifre son cosi' alte pe rpochi metri di cavalcavia, le giustificazioni tengono?

da gazzettino.it

(M.G.) Le parti sono molto distanti, adesso sappiamo anche che la cifra è ancora più alta di quanto pensavamo. Conteggiando anche le ultime spese il Consorzio Consta ha chiesto al Comune 27 milioni di euro in più per maggiori costi nella costruzione del cavalcavia Sarpi-Dalmazia. Più ancora dei 23 che si sapeva essere la richiesta fino a qualche giorno fa.
Il cavalcavia era costato fino ad oggi 16 milioni di euro e mai, nella storia recente degli appalti, una ditta si era vista costretta ad alzare il prezzo finale per una cifra così alta. Una cifra che è il frutto di un lavoro straordinario di bonifica sia nella zona intorno al cavalcavia che nella struttura stessa, contando anche una palificazione sofisticata che non andasse a intaccare le falde sotterranee. Le "impreviste gravi difficoltà" incontrate per l’altissimo inquinamento del terreno hanno richiesto infatti pali speciali di fondazione per impedire che si diffondesse durante la costruzione.
Insomma, per il Consorzio le spese ci sono tutte. Sappiamo com’è andata. È stata nominata una speciale commissione fatta da tre esperti, uno del comune, uno della ditta e uno "terzo" per cercare un accordo che era stato trovato, anche se al momento della firma dell’atto il rappresentante dell’amministrazione non aveva firmato.
Oggi possiamo dirvi che la somma prevista era 5milioni e 684mila euro, una cifra del tutto in linea con lo "storico" di queste situazioni dove di solito la ditta costruttrice porta a casa il 20 per cento di quello che chiede.
Ebbene, da quanto abbiamo appreso in Comune, l’amministrazione non ha intenzione di pagare nemmeno un soldo. Non si capisce allora come mai abbia avvalorato la presenza di un suo rappresentante nella Commissione e dunque garantito che alla fine ne avrebbe rispettato il responso. Nella Commissione infatti sono state illustrate e valutate tutte le prove tecniche che stanno alla base delle richieste.
La circostanza interessante è che al momento attuale siamo nella situazione che, sia la Giunta che la ditta, devono fare propria la proposta emersa dalla commissione entro un tempo preciso, circa 30 giorni. Al termine non ci sarà altra strada che procedere attraverso una causa. Il Comune nei confronti della ditta e questa nei confronti del Comune.
Una situazione intricata che è cominciata in un momento preciso. I rapporti si sono avvelenati quando il Comune tempo fa ha bocciato la proposta del secondo aumento di prezzo, giustificato per i costi della bonifica del terreno, dicendo all’azienda: ti dò un milione di euro in più e basta. E "ordinando" nel contempo al Consorzio di procedere.

percorsi rock

dai, era meglio rock e lento, che ghepardo e tartaruga.
Ma la parte ridicola e' che sono seri quando fanno queste elucubrazioni.
Poi pero' individuano 3 percorsi "alternativi" ma se leggi son solo due, infatti il primo e il terzo sono lo stesso.
poi leggi bene e, insomma, si capisce che e' solo fumo negli occhi.

da gazzettino.it

Sabato 28 Novembre 2009, In attesa che scatti l’ora X fissata per le sette di sabato 5 dicembre, il settore Mobilità corre ai ripari. Conscio che lo sbarco all’Arcella del tram potrebbe creare non pochi problemi alla viabilità, il vice sindaco Ivo Rossi in questi giorni ha passato moltissime ore con i tecnici del suo settore per individuare alcune modifiche alla circolazione. Per questo l’assessore alla Mobilità e il suo staff stanno lavorando su due fronti: da una parte alcune modifiche "strutturali" sul nodo via Toti, via Annibale da Bassano e via Buonarroti, dall’altro la creazione di alcuni percorsi alternativi che inducano gli automobilisti in arrivo da Pontevigodarzere a non attraversare via Reni e via Aspetti per raggiungere il centro. A breve poi nelle aree attorno al Borgomagno, al Sarpi-Dalmazia e al capolinea nord del tram, faranno la loro comparsa alcuni manifesti: con l’immagine del ghepardo si indicheranno i percorsi più rapidi, mentre con quella della tartaruga i tragitti a rischio traffico (inizialmente si erano ipotizzati percorsi rock e lenti).
«Per agevolare il traffico che dalla rotonda del Borgomagno è diretto verso via Annibale Da Bassano, verrà eliminato il semaforo tra via Toti e via Buonarroti - spiega Rossi – Da via Avanzo e da via Da Bassano non sarà invece più possibile accedere al Borgomagno. Questo potrà avvenire grazie alla creazione di una corsia preferenziale che dall’incrocio con via Buonarroti arriverà fino alla rotonda ai piedi dei cavalcavia».
Tre sono invece i percorsi ideati per decongestionare l’asse Aspetti- Reni. Il primo prevede che dalla rotonda di Pontevigodarzere si raggiunga via del Plebiscito, si arrivi al cavalcavia di via Grassi, s’imbocchi via Gramsci per poi arrivare in viale della Pace. La seconda ipotesi suggerisce sempre la partenza dal rondò di Pontevigodarzere per poi salire sulla tangenziale nord, arrivare in corso Australia, infilarsi in via Po, immettersi sul cavalcavia Camerini, per sbucare infine sul Dalmazia- Sarpi. Il percorso numero tre è rivolto agli utilizzatori della tangenziale Nord che possono così raggiungere, attraverso corso Australia e via Po, il cavalcavia Camerini per poi imboccare via Annibale da Bassano, arrivare in via Avanzo, salire sul cavalcavia Grassi e, attraverso via Gramsci, arrivare in fiera.

mercoledì 31 dicembre 2008

padova sicura (?)

checche ne dicano ruffini zanonato carrai e altri ameni sinistri personaggi ci son delle cose che viste da una distanza maggiore, quindi leggermente piu' obiettive, son quelle che a volte pajono.
Solo qualcuno che ha piu' paraocchi dei cavalli che trainano i turisti puo' dissentire, e ce n'e', cari i miei due lettori.
ebbene a volte qualcuno dice delle cose, ma poi, il sindaco tanto non ci crede, ne' quando ne parlan bene, ne quando, pou' spesso, ne parlan male, cosi' almeno dice l'interessato sindaco, ebbene, dicevo, a volte capita che qualcuno osservi le cose con un punto di vista piu' oggettivo e dica cose che ruffini carrai e co neghino con forza, ma loro lo faran sempre, se la Ruffini per esempio fosse venuta la Pescarotto recentemente, dopo essersi fatta fotografare alla serenissima (ma solo dopo che e' stata bonificata), forse avrebbe visto gli spacciatori, il degrado che si denuncia da anni, se carrai tenesse un occhio veramente sui vigili osserverebbe che son completamente assenti in zona, che e' ZTL, da presidiar da parte dei vigili.
insomma, ce n'e' per tutti, marocchini bianchi che tiran su muri peggio di un muratore bergamasco, ex leghisti convertiti e che riescon facilmente a negare l'evidenza, ex comunisti, o ridicolmente attualmente comunisti, che si fregian del danno recato alla zona, ce n'e' proprio per tutti, per rimanere all'attualita' del Pescarotto mi piace farvi notare questo:

dal gazzettino di Padova

Martedì 30 Dicembre 2008,
La provincia di Padova risulta essere una delle più insicure d’Italia? La causa per il segretario provinciale della Lega Nord, Maurizio Conte, ha un responsabile ben preciso: il sindaco Flavio Zanonato. «È chiaro che sui dati pubblicati dal Sole24ore in riferimento ai problemi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza – attacca Conte – pesa in maniera determinante il ruolo della città, che con i suoi oltre 200 mila abitanti rappresenta un quarto dell’intero territorio provinciale. La provincia quindi risulta essere insicura perché lo è il suo capoluogo». E allora l’attacco al sindaco è frontale: «Nonostante i proclami dello sceriffo-Zanonato restano allarmanti i problemi legati allo spaccio e alla prostituzione. E ora a confermare che quello della Lega non era certo allarmismo quando parlavamo di emergenza-sicurezza in città, arrivano i dati e i numeri che grazie alla fallimentare politica del centro-sinistra si riflettono su tutta la Provincia».
Che però adesso, secondo il segretario leghista, dovrebbe rispondere a tono: «Sulla sicurezza il ruolo dell’amministrazione provinciale dovrà essere più incisivo. E bisognerà anche chiarire le competenze e le funzioni di enti come le Prefetture. Servono solo per accogliere il Presidente della Repubblica o anche per azioni di prevenzione contro la criminalità?». «Va detto subito il Sole 24 Ore - dichiara il presidente dell’Ascom Fernando Zilio - fotografa una situazione pregressa che, in qualche misura, è già superata. L’impegno delle forze dell’ordine, negli ultimi mesi, ha dato ottimi risultati che, con ogni probabilità, troveremo certificati nella ricerca del prossimo anno. In ogni caso, borseggi furti e rapine fanno di Padova una città penalizzata, al pari dei grandi centri urbani, pur non avendone le dimensioni, dai reati. Pertanto è su questo fronte che dovremo continuare a concentrare la nostra attenzione in modo tale da ridurre l’impatto negativo che una criminalità diffusa genera non solo nei cittadini, ma soprattutto nei turisti che dovrebbero rappresentare una variabile importante sotto il profilo economico. A ben guardare - aggiunge Zilio - questo significa che non è il caso di drammatizzare. Le classifiche di questo tipo trovano il tempo che trovano proprio perché analizzano indici che si presentano a letture diverse e non sempre univoche. Resta però il fatto che una criminalità diffusa, una presenza costante ed insistente di questuanti, un’insicurezza in parte alimentata dai clandestini, contribuiscono a limitare le potenzialità di una città e di una provincia che, per contro, potrebbero competere ai massimi livelli».

Martedì 30 Dicembre 2008,
La provincia di Padova risulta essere una delle più insicure d’Italia? La causa per il segretario provinciale della Lega Nord, Maurizio Conte, ha un responsabile ben preciso: il sindaco Flavio Zanonato. «È chiaro che sui dati pubblicati dal Sole24ore in riferimento ai problemi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza – attacca Conte – pesa in maniera determinante il ruolo della città, che con i suoi oltre 200 mila abitanti rappresenta un quarto dell’intero territorio provinciale. La provincia quindi risulta essere insicura perché lo è il suo capoluogo». E allora l’attacco al sindaco è frontale: «Nonostante i proclami dello sceriffo-Zanonato restano allarmanti i problemi legati allo spaccio e alla prostituzione. E ora a confermare che quello della Lega non era certo allarmismo quando parlavamo di emergenza-sicurezza in città, arrivano i dati e i numeri che grazie alla fallimentare politica del centro-sinistra si riflettono su tutta la Provincia».
Che però adesso, secondo il segretario leghista, dovrebbe rispondere a tono: «Sulla sicurezza il ruolo dell’amministrazione provinciale dovrà essere più incisivo. E bisognerà anche chiarire le competenze e le funzioni di enti come le Prefetture. Servono solo per accogliere il Presidente della Repubblica o anche per azioni di prevenzione contro la criminalità?». «Va detto subito il Sole 24 Ore - dichiara il presidente dell’Ascom Fernando Zilio - fotografa una situazione pregressa che, in qualche misura, è già superata. L’impegno delle forze dell’ordine, negli ultimi mesi, ha dato ottimi risultati che, con ogni probabilità, troveremo certificati nella ricerca del prossimo anno. In ogni caso, borseggi furti e rapine fanno di Padova una città penalizzata, al pari dei grandi centri urbani, pur non avendone le dimensioni, dai reati. Pertanto è su questo fronte che dovremo continuare a concentrare la nostra attenzione in modo tale da ridurre l’impatto negativo che una criminalità diffusa genera non solo nei cittadini, ma soprattutto nei turisti che dovrebbero rappresentare una variabile importante sotto il profilo economico. A ben guardare - aggiunge Zilio - questo significa che non è il caso di drammatizzare. Le classifiche di questo tipo trovano il tempo che trovano proprio perché analizzano indici che si presentano a letture diverse e non sempre univoche. Resta però il fatto che una criminalità diffusa, una presenza costante ed insistente di questuanti, un’insicurezza in parte alimentata dai clandestini, contribuiscono a limitare le potenzialità di una città e di una provincia che, per contro, potrebbero competere ai massimi livelli».

lunedì 29 dicembre 2008

incredibile ma vero

chissa' se lo fanno per tenerci di buonumore durante le feste?
certo buonumore che ti rovini se pero' ti trovi al semaforo rosso per far passare il tram fantasma.

dal gazzettino di Padova:
Domenica 28 Dicembre 2008,
La riunione della Commissione Sicurezza è in calendario per la metà di gennaio. Solo allora si saprà quando il tram potrà correre all’Arcella con i passeggeri a bordo.
Nel frattempo, però, tutto è stato assestato come se il convoglio blu della Lohr fosse in servizio effettivo: per esempio i semafori che disciplinano la viabilità dell’Arcella funzionano come se ci fosse il metrobus. In questi giorni, quindi, si sono verificate situazioni al limite dell’assurdo con la gente furibonda perché doveva rimanere ferma davanti al semaforo rosso, in quanto era verde quello che dava via al libera al tram che però non era in funzione.
«Appena finite le vacanze - ha spiegato Ivo Rossi, assessore alla Mobilità - valuteremo la situazione e cercheremo di capire come intervenire. Ormai il sistema è completamente tarato e quindi penso che l’unica strada percorribile sia quella di mettere in funzione le luci lampeggianti, in maniera che la circolazione torni a essere normale».
«D’altro canto - ha aggiunto - ci serviva avere a disposizione per i test dei veicoli una situazione perfettamente uguale a quella che ci sarà quando il convoglio entrerà in funzione a tutti gli effetti, cioè con i semafori che si regolano a seconda del passaggio del mezzo della Translohr in modo che quest’ultimo abbia sempre il verde a disposizione. Comunque in questa fase ci troviamo ad affrontare problemi banali a cui sicuramente troveremo una soluzione adeguata».
Per quanto riguarda i ritardi sui giri di prova con i viaggiatori a bordo del veicolo, Rossi ha spiegato che il neo presidente della Commissione vuole valutare di persona e nei dettagli gli esiti delle prove fin qui effettuate. Non è detto, comunque, che a metà gennaio arrivi il via libera; potrebbe anche darsi che il responso sia quello di prescrivere degli ulteriori giri di prova.
«A questo punto - ha detto ancora l’assessore - non faccio più previsioni su quando il tram potrà girare con la gente. Aspettiamo il verdetto della Commissione e poi decideremo. Comunque sia, trattandosi di giri sperimentali, saranno limitati ai fine settimana, cioè nelle giornate in cui c’è meno traffico, perché la presenza del metrobus, almeno fino a quando non sarà pronto il ponte Sarpi-Dalmazia, indubbiamente crea delle situazioni critiche dal punto di vista viabilistico. Importante è che tutto il sistema sia stato completato e che risponda alle esigenze del mezzo».
Il cavalcavia alternativo al Borgomagno dovrebbe essere percorribile nella prossima primavera e servirà da secondo collegamento con l’Arcella. Solo in quel momento la metà del Borgomagno verrà dedicata al transito del tram, mentre sull’altra porzione correranno solamente gli altri autoveicoli, compresi i mezzi pubblici.
Intanto dal primo gennaio va in pensione Antonio Conte, direttore di esercizio del tram: lo sostituirà l’ingegner Alberto Cavallini.
Nicoletta Cozza

giovedì 16 ottobre 2008

sempre vigili

beh... insomma, alla fine ce l'han fatta.
ci han impiegato un bel po', ma alla fine c el'han fatta.
Per chi non si ricordasse l'origine della balzana zona a traffico limitato del Pescarotto in breve posso ricordare che senza dir nulla, da un giorno all'altro, prima che i residenti venissero chiamati a decidere, vennero piantati i pali dei sensi unici e della ZTL.
Poi dopo lunghe, e a volte surreali, discussioni, ma il buon senso pare non abitare nel presidente del quartiere 3, siamo riusciti ad inserire tra gli autorizzati ad entrare nella ZTL anche i domiciliati (incredibile che fossero stati esclusi, sembra ovvio, ma non lo e' stato) e a far si che chi si recasse da parenti e amici non dovesse incorrere in vigili ottusi e solerti nell'elevare contravvenzioni sciocche.
Ebbene, pare che, pur avendo resistito tutto questo tempo, siano riusciti a multare qualcuno che per sua sfortuna deve lavorare ad ore in cui i vigili preferiscono dormire, e probabilmente stavano dormendo quando hanno preso in mano il blocchetto delle multe.
A me e' capitato di dover spiegare che abito in via Campioni, ebbene, non e' cosi' semplice, non basta autocertificare, avere il contratto di locazione a se intestato, farsi venire a rpendere dai compagni di apaprtamento o avere le chiavi di casa, non son prove sufficienti per i signori (?) vigili.
Altri miei amici son stati costretti a parchegiare fuori dalla ZTL, vicino ai travestiti , sempre per il fatto di essere domiciliati, un altro che si recava dalla madre pure e' stato costretto a lasciar la macchina fuori dalla ZTL, vicino alle signorine pero' questa volta.
A parte il fatto che i signori vigili sono sempre i benvenuti quando si presentano agli accessi del Pescarotto, che comunque, nonostante la scarsa autorevolezza, sono sempre un buon deterrente nei confronti di sbandati e tossici, a parte il fatto che son stati latitanti per un anno dalla zona, ora, che si avvicinano le elezioni, son piu' presenti, a parte tutto insomma era solo questione di tempo che la cosa saltasse fuori, certo e' stupefacente come possono essere prevedibili le sciocchezze di certi.

giovedì 17 gennaio 2008

Pescarotto 36 - rinfreschiamoci la memoria

Ormai la maggioranza dei residenti del Pescarotto o comunque della zona Stanga sono concordi che creare barriere e' solo una dimostrazione di incapacita' da parte dell'amministrazione.
forse non sara' un male se riporto qui una lettera vecchia di 20 mesi che mandammo al sindaco:
Mesi fa suggerimmo al Nostro Signor Sindaco di costruire un muro intorno al Pescarotto come soluzione ai problemi del Nostro Rione, non pensavamo certo che saremmo stati, con quella provocazione, ispirazione dell'Amministrazione nell'affrontare la questione di via Anelli.
Certo, posta così, potrebbe sembrare la decisione di un'Amministrazione allo sbando, che rinuncia ad azioni concrete, ma siamo sicuri che una motivazione ci sia per quanto sta accadendo, anche se le giustificazioni finora addotte non sempre pajono esaustive.
Vi immaginate una decisione simile presa da una maggioranza sostenuta da altri colori?
Peraltro, per quanto si vede scritto sui mezzi di informazione, l'idea di venire inglobati in una ZTL notturna agli abitanti delle vie oltre via Grassi non pare suscitare entusiasmo, leggo espressioni del tipo: Non vogliamo fare la fine di quelli del Pescarotto. Non vogliamo il divieto d'accesso al Quartiere. Non vogliamo essere imprigionati per colpa dei delinquenti.
Diranno i soliti noti che si tratta di voci di una minoranza, e qualcuno, poco gentile, come e' già successo a me e ad altri malcapitati che hanno avuto l'ardire di mettere in dubbio l'utilità della ZTL notturna, insinuerà che si tratta di persone di malaffare, che fanno affari poco leciti (già e' successo proprio questo a me e ai miei amici).
In ogni caso credo di poter dire che non siamo gli unici a ritenere sciocca, se non dannosa, la ZTL notturna, a ritenere che esistano soluzioni più efficaci e meno lesive della privacy e della libertà individuale per risolvere determinati problemi e, magari, ajutare la tanto citata e sbandierata integrazione.
Se si vuole l'integrazione in via Anelli una buona spinta potrebbe darla il togliere dalla strada gli spacciatori, non spostare la brava gente, ma spostare certe persone in luoghi adeguati, presso i quali recentemente e' stato creato spazio (come le celle per esempio), fare in modo che si possa passare per la via senza venire importunati o infastiditi. Questo farebbe molto di più che non isolare il ghetto.
Anzi, forse, sarebbe stato meglio non creare il ghetto, ma del senno di poi…
Però, ora, si può imparare dagli errori del passato, e si può cercare di non sbagliare ancora, nello stesso modo.
Tra l'altro è curioso che per spiegare le intenzioni della Nostra Amministrazione si usi il termine "spalmare" il fenomeno, termine che fa bene il pajo con "diluire" la prostituzione usato dal Comune nell'occasione dell'istituzione della ZTL al Pescarotto.
Son termini che non fanno balzare alla mente l'immagine di una lotta, di una battaglia; anzi fanno pensare più a rassegnazione, al "mal comune mezzo gaudio": ognuno se ne prende un po' del "fenomeno" e nessuno se ne lamenti più.
Qui al Pescarotto sono mesi che si parla di riqualificazione, ma prima di qualsiasi cosa, se mai qualcos'altro verrà, ci han chiuso dentro, limitandoci nella libertà di ricevere visite, mentre gli spacciatori si muovono tranquilli, da soli o in gruppo, diffondendo insicurezza.
Anche tra i sostenitori più accaniti della ZTL sembra serpeggiare un certo disorientamento; han chiuso il Pescarotto per salvarci e ora che chiudono via Anelli si trovano invasi dal malaffare (c'e' pure chi si e' accorto solo ora, meglio tardi che mai, che si spaccia nei giardini vicino via Tonzig) e non san più che altro fare, quella era la loro soluzione e ora? Le Ronde armate? Proporranno di chiudere anche gli altri quartieri, prima dalla Fiera al Giotto. Poi tutta la Stanga, Mortise, il Portello… e poi? il coprifuoco in tutta la città?
Spero che l'Amministrazione non pensi davvero di istituire tanti "ghetti" quanti sono i rioni di Padova credendo poi di poter sbandierare un rinato Ordine nella città.
In mezzo a questo cancan ci sono anche fantasiose (ingenue?) soluzioni, articolate in diversi punti, 7 almeno, certamente ispirate da nobili intenti e portate avanti in buona fede, che però disorientano, spostano l'attenzione su altri piani e di cui, per molte di queste, si può facilmente dubitare degli esiti. Bisogna smetterla con le pezze, è ora di affrontare con calma ma in modo incisivo una situazione che, in mia opinione, sta sfuggendo di mano.

sabato 3 novembre 2007

Pescarotto 32 bis - Risultati della ZTL

L'avevamo detto subito, che non serviva, che era la via sbagliata, che era una resa dell'Amministrazione.
Ora se ne accorgono anche i giornali.
Il gazzettino del 3 novembre pubblica un resoconto dei risultati ottenuti dal nostro sindaco sceriffo (?!?!?).
Per quanto riguarda il Pescarotto dimentica forse lo spaccio conseguenza della ZTL, della depressione ed isolamento in cui e' stato gettato il quartiere in seguito all'ordinanza del sindaco voltua fortemente dal presidente di quartiere che si e' prodigato all'epoca di farci sapere ina nticipo dell'istituzione di questa ztl prima che il quartiere l'approvasse.
Un breve cenno all'ordinanza che vieta di trattare prestazioni sessuali dall'auto, ma non il trattare il prezzo di una dose... dimenticanza?
E ora????
Altri muri forse, altre ammissioni di impotenza da parte dell'Amministrazione.

Pescarotto 32 - Risultati della ZTL

Dal Gazzettino di Padova del 3 novembre 2007

Gli interventi: il muro, la ztl, l'ordinanza anti-lucciole
Muri, telecamere, cancelli, ordinanze "ad hoc", e Ztl. A Padova il degrado urbano si combatte anche così.

Inverno 2005: quartierePescarotto, zona Stanga. Le lucciole, molte delle quali straniere ed extracomunitarie si affacciano dalle finestre dei loro appartamenti per richiamare i clienti. Luce rossa appartamento occupato, luce verde: via libera. La notte, lungo le strade del rione, per i residenti non c'è pace. È un andirivieni continuo di clienti, dal tramonto all'alba. Padova per la prima volta finisce sui rotocalchi televisivi di tutta Italia e il Pescarotto diventa il quartiere del sesso, l'Amburgo all'italiana, meglio, alla padovana. Si costituisce anche un comitato di cittadini per chiedere che l'amministrazione intervenga a loro tutela. Da palazzo Moroni viene istituita, nell'area, una Zona a traffico limitato, che un paio d'anni dopo, oggi, non sembra però avere sortito gli effetti desiderati perché l'attività delle "belle di notte" nel quartiere a due passi dalla Fiera, continua, intensa più o meno come e quanto prima.

Trascorre la primavera che porta dritta dritta ad una delle estati più "calde", non certo climaticamente, della storia di Padova. E' il 26 luglio 2006: la data della grande rivolta divia Anelli che poi avrà un seguito l'indomani. Passa qualche giorno e ai confini del Serenissima spunta il muro. Padova è scaraventata sui quotidiani e le tv di tutto il pianeta, e "the wall" diventa persino un'attrazione turistica, quasi come i capolavori di Giotto e palazzo della Ragione. Il sindaco diessino Flavio Zanonato mediaticamente conquista la stella di sceriffo. Un appellativo che a lui non piace, ma che con il passare del tempo e dei provvedimenti che firma, si attacca alla pelle come un tatuaggio.

Aprile 2007, è il tempo dell'ordinanza anti-lucciole. I clienti delle prostitute che esercitano sul marciapiede se colti a contrattare la prestazione verranno multati. Si leva l'ennesima sollevazione mediatica. Tv e cronisti da tutto il mondo ripiombano a Padova: le "belle di notte" sfilano in corteo: dalla stazione ferroviaria a palazzo Moroni. Il sindaco però non si cura e prosegue per la sua strada.

Luglio 2007. Il clima vacanziero non sembra toccare la giunta comunale, che all'alba di un mattino d'estate sgombera il Centro popolare occupato Gramigna.

Dopo un agosto relativamente tranquillo che porta alla definitiva chiusura del ghetto di via Anelli, si propone il problema di quella che nel frattempo ne ha preso l'eredità:via Luciano Manara. Il nuovo centro del degrado risiede lì, ai civici 37 e 39 che per molti sono già la copia dei block del Serenissima. Comune e Consiglio di quartiere, dopo le continue richieste dei residenti, decidono di adottare uno speciale "pacchetto-sicurezza" che blindi la strada: cancelli, muretta, telecamere e recinzione. In via Manara si chiude così come si era deciso, con un altro cancello, di fare sul retro del Centro Giotto dove spaccio e consumo di stupefacenti avvenivano a cielo aperto.

Matteo Bernardini

venerdì 2 novembre 2007

Pescarotto 31 - lavori di riqualificazione

son passati 15 gg dalla grigliata che si e' fatta in via Confalonieri, allora si fecero vedere un po' tutti, tutti coinvolti e convinti della lotta all'insicurezza che si deve combattere in quartiere.
pochi giorni prima l'on. Ascierto, insieme con un nostro vicino aveva sistemato una buca in strada, un gesto simbolico, provocatorio, che voleva sottolineare come i lavori i milioni di euro stanziati dall'amministrazione e promessi dal presidente di quartiere (pdq) non si siano ancora visti.
La sera della grigliata il pdq disse che per un inghippo burocratico o di furbizie, non ha importanza, i lavori sarebbero paritti ormai in ritardo di mesi, ma di li' ad una settimana avremmo visto i cantieri, non abbiamo visto i tecnici del comune ma perche' son scesi in strada in incognito, mascherati da comuni cittadini, chissa' perche'...
Ebbene siamo in attesa di vedere gli effetti dell'indefesso lavoro della nostra amministrazione.
magari i cantieri ci sono ma sono in icognito pur'essi...