lunedì 24 maggio 2010

ciao ciao pdq3

finalmente s'e' tolto dal quartiere, ci sarebbe da festeggiare se non fosse che non e' che se ne va a lavorare, ma rimane a succhiare il sangue dei contribuenti, solo che ora lo fara' in comune.
speriamo bene per le manutenzioni della citta'.
diciamo che l'impavido pdq3 micalizzi non e' che abbia dimostrato altro che essere un fedele soldato dell'armata di zano, motivo per cui e' stato chiamato in comune immagino.
speriamo solo che riceva ordini meno dannosi di quanto ha potuto dimostrare in quartiere, ignorando pervicacemente il confronto coi cittadini, ascoltando solo chi gli dava ragione ed eseguendo pedissequo gli ordini del capo muratore zano.
in bocca al lupo finalmente ex pdq, se farai bene sara' una gradita novita' per tutti.
ciao ciao,

da gazzettino.it

Umberto Zampieri perde la delega alle Manutenzioni e Claudio Piron si vede negare lo Sport. La partita del rimpasto di giunta si chiude con una sorpresa finale. Fermo restando che i nomi rimangono gli stessi della settimana scorsa – Fabio Verlato al posto di Claudio Sinigaglia, Giovanni Battista Di Masi in sostituzione di Antonio Pipitone e Andrea Micalizzi alla poltrona detenuta fino ad un pio di settimane fa da Mauro Bortoli - il colpo di teatro arriva però dal rimescolamento delle competenze voluto dal sindaco. Zampieri così, dopo un anno in cui aveva dato prova di sé districandosi tra allagamenti e nevicate, si vede sfilare le Manutenzioni che vanno a Micalizzi che si occuperà anche di Provveditorato, Ciclo integrato dell’acqua, Verde e Parchi urbani, Arredo urbano e Acque fluviali (gli ultimi tre referati erano in mano fino a venerdì a Ivo Rossi). A sorpresa poi lo Sport, lasciato in eredità da Sinigaglia, andrà proprio a Zampieri che si terrà anche i Tributi. Rimane così a bocca asciutta Piron che fino a ieri dava quasi per scontato il nuovo incarico. «Assegnando a Micalizzi le competente, ho cercato di individuare degli ambiti che avessero una cerata omogeneità» ha spiegato ieri mattina il Sindaco Flavio Zanonato. «Credo che con questa nomina si sia premiato l’impegno mio e dei miei collaboratori» ha commentato a caldo l’ex presidente del Cdq 3 che il prossimo 3 giugno verrà sostituito alla guida della circoscrizione dalla democratica Gloria Pagano. Come annunciato da tempo invece, dell’Urbanistica si farà carico Rossi che continuerà ad occuparsi di Mobilità, Città metropolitana, Comunicazione e Politiche dell’innovazione. «Marta Dalla Vecchia, oltre che del Commercio d’ora in poi sarà responsabile del Patrimonio e delle Partecipazioni» ha aggiunto Zanonato che, sempre nella speranza di allargare la maggioranza all’Udc, sarebbe intenzionato a proporre al capogruppo centrista Oreste Terranova la guida della Commissione Sanità. «Questo non è un rimpasto di Giunta, ma una resa dei conti politica – tuona il capogruppo pidiellino Alberto Salmaso - l’impressione è quella che Zanonato abbia fatto pagare a Zampieri l’appoggio alle ultime regionali a Bortoli, uomo di Naccarato. Allo stesso tempo ha rifilato a Micalizzi, della stessa corrente nel Pd, una delega a rischio come le Manutenzioni giusto per rendergli la vita difficile. Il sindaco dovrebbe poi spiegarci quali sono le competenze della Dalla Vecchia rispetto alle partecipate del Comune».

soliti compagni

che dire? stupiti? neanche per idea, soliti compagni, soliti comportamenti infami,

da gazzettino.it

Un minuto. Sessanta secondi possono fare molta differenza. Soprattutto se è il tempo della memoria e del silenzio, tributato ai militari italiani morti la settimana scorsa in Afghanistan. E se quel minuto non viene rispettato per motivi politici. Come è accaduto nel consiglio comunale atestino di mercoledì, quando l’esponente di Rifondazione comunista Gaudenzio Checco Candeo ha deciso di uscire dalla sala per non partecipare alla commemorazione dei due caduti. La decisione ha causato una levata di scudi politica da parte di molti esponenti dei partiti del centro destra.
«Il consigliere e Rifondazione comunista dimostrano con questi metodi - taglia corto l’onorevole leghista Paola Goisis - di essere staccati dal territorio e dai fatti concreti che toccano realmente da vicino le persone. Predicano sempre molto bene e parlano di valori, ma quando arriva il momento di commemorare la morte di due giovani si dissociano e danno vita a queste dimostrazioni».
Senza mezzi termini pure Filippo Ascierto, deputato e coordinatore padovano del Popolo della libertà, che attacca duramente il partito di Candeo. «Purtroppo - spiega il parlamentare - c'è ancora in giro qualche comunista che è fuori dalla storia e che ragiona con categorie vecchie di decenni». «Si tratta di una minoranza di ipocriti e irresponsabili che, con il loro atteggiamento, diventano fiancheggiatori di Al Qaeda e dei Talebani - accusa Ascierto - un atteggiamento che offende quei ragazzi che, con una scelta di vita coraggiosa, hanno deciso di affiancare le popolazioni che da anni soffrono le conseguenze della guerra».
«L’unico ad intervenire in consiglio comunale contro Candeo sono stato io - sottolinea quindi Gianfranco Fornasiero, protagonista di un battibecco con il consigliere di Rc proprio in quel frangente - mi meraviglio che il presidente del consiglio Boris Sartori non abbia preso posizione. La scelta di Candeo è ignobile, una cosa gravissima che va a ledere l’impegno dei nostri militari nelle missioni di pace».
E sulla questione torna anche Gaudenzio Candeo, detto Checco. «Credo fermamente - ribadisce l’esponente di Rc - che gli italiani non possano più fare il gesto ipocrita del minuto di silenzio in queste occasioni. Cercano una soluzione? La soluzione c’è ed è pure a portata di mano, basterà richiamare immediatamente le truppe». Candeo respinge le accuse di cinismo e spiega la distinzione fra dolore politico e dolore privato. «Non stiamo qui tanto a parlare di dolore - dice - quello che provano i famigliari di quei ragazzi non può provarlo proprio nessuno. Né io, né il presidente della Repubblica e neppure i componenti del consiglio comunale di Este, perché non stiamo parlando di dolore, ma di un gesto politico. Ripeto, la soluzione è ritirare subito i nostri soldati, così risolviamo tutto».
(Lunedì 24 Maggio 2010)

martedì 18 maggio 2010

nuove occupazioni

parheggiatori abusivi... nel parcheggio di piazza insurrezione, parcheggio a pagamento.
ma cosa volete i vigili son troppo impegnati per poter vedere cosa accade cosi' lontano da palazzo della ragione, gia' da li' fan fatica a vedere che accade nelle piazze limitrofe, figurarsi in piazza insurrezione

da gazzettino.it

(M.B.) Ad un certo punto, sabato pomeriggio, nel parcheggio di piazza Insurrezione, alcune persone arrivate in città per fare shopping, ne hanno contati almeno una decina. Tanti infatti erano i rom che stazionavano nell’area. Alcuni, sistemati proprio accanto alle casse, attendevano che gli automobilisti pagassero il ticket per poi chiedere loro qualche spicciolo.
Altri invece si sono trasformati in veri e propri posteggiatori, naturalmente abusivi, indicando a chi entrava nel park gli spazi auto liberi accompagnandoli manovra dopo manovra. Impegno non esattamente no-profit, visto che quando l’automobilista di turno scendeva dal veicolo veniva immediatamente avvicinato e tallonato dal rom che insistentemente chiedeva un "riconoscimento" per il suo operato.
«Una cosa indegna – ha commentato più di un utente del parcheggio – Non è possibile che il sabato pomeriggio, in pieno centro storico, ci siano zone come piazza Insurrezione, invase da decine di rom che molestano e assillano con le loro richieste di elemosina le persone che parcheggiano la loro auto».
In soccorso agli automobilisti di piazza Insurrezione sono arrivati anche i rappresentanti dell’associazione di Comres di Massimiliano Pellizzari: «Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di cittadini che, arrivati a parcheggiare la loro auto, si sono ritrovati accerchiati dai rom-posteggiatori».
«Verificata la situazione – ha concluso Pellizzari – ci siamo rivolti alla Polizia per chiedere un intervento».

via cairoli (2)

come sempre il piu' debole ci rimette due volte in assenza di regole

da gazzettino.it

Ahmed ha 32 anni, e abita in via Cairoli da otto mesi. È pakistano e vive in Italia, regolarmente, dal 1998. Parla l’italiano fluentemente, e prima dell’esplosione dell’ultima fase della crisi economica lavorava in un’azienda padovana che ora l’ha inserito nel lungo elenco dei cassintegrati. Ha la pelle olivastra e i capelli scuri come molti degli extracomunitari che popolano il crocevia del degrado, tra via Bixio e via Cairoli, a pochi metri dal piazzale della stazione. Come loro parla l’arabo, ed è di religione musulmana.
Ma le affinità si fermano qui. Perché poi inizia un altro modo di intendere e vivere la vita. Un’altra concezione dell’essere immigrato. Il diverso approccio con un Paese che ti ha accolto e con le sue regole.
«Una situazione come via Cairoli in vita mia non l’avevo mai vista prima – comincia nel suo racconto Ahmed – Quelli che frequentano questa zona sono degli animali. Animali veri. E per noi stranieri che cerchiamo di vivere giorno dopo giorno, onestamente, facendo tanti sacrifici per tirare avanti, rappresentano una vergogna. Una vera vergogna».
In via Cairoli, dove agli angoli dei palazzi, dopo l’ennesima notte di urla, risse, e spaccio, sono rimaste una accanto all’altra le bottiglie di vetro della birra consumata, Ahmed è arrivato con l’intermediazione di un’agenzia immobiliare.
«Mi hanno mostrato la casa al mattino. Era spaziosa e vicino alla stazione, per me l’ideale. Non pareva ci fossero così tanti problemi». E invece... «Invece qui i padroni sono i tunisini e i nigeriani – riprende Ahmed – gestiscono lo spaccio e provocano tutto questo casino. Vendono la droga sulla strada, come se niente fosse. Se ne fregano di tutto e di tutti. Della polizia hanno paura solo quando arriva con i cani. Altrimenti si mettono a ridere, offendono, e se ne vanno per un po’, poi ritornano. E fanno quello che vogliono. Da mezzogiorno a mezzanotte qui è casa loro, non mia».
Infatti le finestre del suo appartamento, Ahmed le deve tenere sempre rigorosamente chiuse. «Altrimenti – dice – la notte è impossibile dormire e durante il giorno anche ascoltare la televisione e persino parlare. Le voci vengono soverchiate dalle urla della strada. È una cosa assurda. Un comportamento che queste persone nei paesi dai quali provengono non si sognerebbero di tenere nemmeno lontanamente. Sono tunisini, e musulmani. Ma anch’io sono musulmano e se bevo e spaccio droga, la mia religione, che è poi anche la loro, mi condanna».
Appena si gira l’angolo dell’incrocio con via Bixio, inizia la Chinatown padovana.
Ma anche qui, tra i negozi, le agenzie, e gli appartamenti gestiti e abitati dai cinesi, l’equilibrio che mantiene la convivenza con le altre etnie è appeso ad un filo sempre più sottile.
«Maghrebini e nigeriani per lo spaccio, e ora anche le persone dell’Est che arrivano per ubriacarsi, stanno rendendo la vita di questa zona impossibile – spiega il titolare di un negozio cinese – E il punto è che nessuno interviene davvero. Si spendono tante parole, arrivano tivù e giornali, ma la situazione invece di cambiare e migliorare sta andando a fondo. Dobbiamo fare da soli, arrangiarci per sopravvivere e garantirci una sicurezza che non c’è. In ogni senso».
(Martedì 18 Maggio 2010)

strane compagn(i)e

zano riesce nel miracolo di scherare dalla stessa partr, cioe' contro di se', l'intero arco consiliare.
certo, dice lui, la colpa e' dei tecnici, quante volte l'abbiamo sentita questa?
ogni volta che qualcosa non va e' sempre colpa dei tecnici.
ma chi sono questi tecnici? son sempre gli stessi? girano? e come sopportano che sia sempre attribuita loro la colpa? ma soprattutto, chi li sceglie?
domande, ovviamente, cui zano non risponde.

da gazzettino.it

LA PROPOSTA DI RIFONDAZIONE
Consiglio straordinario,
il Pd dice no al confronto
Pdl e Lega con la Ruffini: «Individuare i responsabili»
Berno: «Il Comune non c’entra, tocca ai tecnici rimediare»
La convocazione di un Consiglio comunale straordinario sugli allagamenti della settimana scorsa divide la politica padovana. La proposta, che dovrebbe venir ratificata giovedì prossimo durante la Conferenza dei capigruppo dalla presidente del parlamentino di palazzo Moroni Daniela Ruffini convince l’opposizione, ma non la maggioranza. «Mi pare un’ipotesi da sottoscrivere ad occhi chiusi – scandisce Alberto Salmaso - Padova negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con un’emergenza idrica senza precedenti». «Dedicare un intero Consiglio a questo tema – aggiunge il capogruppo del Pdl - servirebbe ad individuare i punti critici del nostro sistema e magari qualche responsabilità». Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Mariella Mazzetto: «Con quello che è successo la settimana scorsa, mi pare il minimo. In questi giorni Zanonato e i suoi non hanno fatto altro che ripetere che la colpa non è loro e che le responsabilità vanno attribuite ad altri. Questi signori devono rispondere delle loro mancanze e devono farlo in un luogo istituzionale».
Nettamente contrario all’ipotesi è invece il capogruppo democratico Gianni Berno: «Io credo che temi così impegnativi vadano affrontati nelle Commissioni coinvolgendo i tecnici, diversamente si rischia di fare un gran chiacchiericcio che non giova a nessuno».
Più possibilista è invece la posizione del capogruppo (in pectore) dell’Idv Fabio Scapin: «La trovo una buona idea. Detto questo però, vanno messi dei paletti. Bisogna infatti partire da un presupposto: il Comune in tutta la partita ha competenze piuttosto limitate e, soprattutto, non si possono imputare a questa amministrazione responsabilità che risalgono ai decenni passati». Ieri intanto i consiglieri regionali padovani del Pd hanno chiesto che Il Presidente del Veneto Luca Zaia riconosca lo stato di calamità naturale per i territori del padovano colpiti dal maltempo. «Un atto dovuto per garantire i risarcimenti ai molti, tra cittadini e imprese, che hanno subito pesanti danneggiamenti».
Contemporaneamente Mauro Bortoli, Piero Ruzzante e Claudio Sinigaglia annunciano un’interrogazione «per verificare se siano adeguati i fondi destinati al Genio Civile di Padova e al Consorzio per la sicurezza idraulica del territorio. Mancano ancora 3.5 milioni di euro per il Limenella». Per domani intanto alle 20 e 45 nell'aula magna del Liceo Cornaro il comitato Iris ha organizzato un’assemblea pubblica dove si discuterà di allagamenti anche alla luce della nuova urbanizzazione prevista nell'area verde compresa tra via Forcellini e via Canestrini.

(Martedì 18 Maggio 2010)

via cairoli

non fa meraviglia, come nvece vuol far credere il gazzettino.it , che in via Cairoli la situazione sia insostenibile anche per gli stranieri regolari.
Ma tanto secondo carrai sono solo polemiche pretestuose.

Degrado, insorge anche lo straniero
«In via Cairoli non si vive più, troppa droga. E la colpa è degli altri immigrati»
Stranieri contro stranieri. I regolari, con tanto di permesso e di lavoro, che abitano nel triangolo maledetto via Cairoli-via Bixio-stazione, puntano il dito contro gli immigrati clandestini che spacciano sotto le loro case, quelle in cui erano entrati pieni di fiducia e di voglia di integrarsi con la città. «Non viviamo più, gira droga sotto i nostri occhi, e gli spacciatori se ne fregano della polizia». E intanto continuano a chiudere i negozi: giù anche la sarcinesca di Blockbuster.

lunedì 17 maggio 2010

ancora ztl?

l'incredibile e' accaduto, i residenti chiedono la ztl!
a dimostrazione di quanto valga la propaganda.
se infatti chi chiede la ztl notturna ne conoscesse le conseguenze, cioe' zero per lo spaccio, poco per la prostituzione ma gravi per la vita del quartiere, non la chiederebbe.
Eppure in via D'Avanzo, che e' a pochi metri in linea d'aria dal Pescarotto, evidentemente non sanno che accade ne' che e' accaduto al di la' dei binari.
come si puo' pensare di mettere una ztl in via D'Avanzo?
ma vi rendete conto?
io quasi ogni sera torno a casa per via D'avanzo e vedo il dilagare della prostituzione, anche in ore non propriamente notturne, ma posso confermavi che non e' un gran ritorno sul palcoscenico, non s'e' mai sopita, e' solo che, essendo ormai chiaro a tutti la damagogica inefficaci delle iniziative del sindaco murtore sor zano, il fenomeno si e' ripreso le luci, non della ribalta, ma piu' praticamente, dei lampioni.
Vigili che passino per di la' ad applicare l'ordinanza? ZERO!
eh ma non possiamo uscire di notte, dicono, abbiamo paura, penso io, di fatto sono inutili queste inziative di zano, 500 euro di multa per chi contratta in strada, come mai io becco sempre quello che si via D'Avanzo ai 20 all'ora per non scegliere con cura la sua "compagnia"?
E c'e' chi, forse giustamente, perde la pazienza e suona impreca contro questi avventori del sesso a a pagamento, ma questi certi della loro impunita' se ne sbattono, e non solo di lucciole,
e' che dopo le 9 di sera vigii in giro non ce ne sono, forse neppure prima, ma di sicuro a quell'ora passo io e non li vedo.

e ora leggo di uan ennesima, inutile, dannosa pernicicosa ztl?
tanto vale chiedere un muro, per quelli zano ha una vera passione.

da gazzettino.it

«Una Ztl anti-lucciole
e il quartiere può salvarsi»
La richiesta avanzata dai residenti di via D’Avanzo,
dopo il dilagante ritorno della prostituzione in strada
In via Jacopo D’Avanzo, per sconfiggere la prostituzione, occorre attivare una zona a traffico limitato. A richiedere l’installazione a breve di una Ztl all’Amministrazione comunale sono i residenti che sperano così di mettere un freno al degrado dilagante. La zona è diventata, infatti, il centro operativo del mercato del sesso a pagamento che nelle ultime settimane, nonostante l’ordinanza del sindaco Zanonato, in numerose vie di Padova Nord si è, di fatto, intensificato con clienti che vanno dai ventenni agli ultrasettantenni.
Le lucciole sono tornate numerose sui marciapiedi di Borgomagno, San Carlo e di Pontevigodarzere. E se il centro della prostituzione è proprio via Jacopo D’Avanzo con la zona della prima Arcella che sta dietro la stazione ferroviaria, da lì si estende in via Aspetti, in via Durer, in via Caratti, via Chevalier via Plebiscito fino a Pontevigodarzere dove nonostante diversi interventi delle forze dell’ordine e della polizia municipale, le prostitute sono riapparse in maniera massiccia. A denunciare una situazione divenuta ormai insopportabile e a chiedere interventi mirati ed urgenti per cercare di arginarla sono stati gli stessi residenti e i comitati durante la partecipata assembleà promossa l’altra sera dai consiglieri Pd del Quartiere 2 Nord nella sala di via Curzola. Al tavolo dei relatori Dario Gorji capogruppo Pd, Sulenca Luisetto, dell’associazione Welcome che si occupa del reinserimento sociale delle prostitute; Marco Carrai, assessore alla Polizia Municipale; Alessandro Naccarato, deputato Pd. “La gente è stanca di questo degrado – osserva Dario Gorjji. – Siamo consapevoli che l’ordinanza del sindaco Zanonato non risolve il problema, ma per ora è l’unico rimedio, perché mancano leggi adeguate. Del resto anche lo scenario della prostituzione urbana, come segnalano gli stessi abitanti, sta cambiando: molte lucciole lavorano in casa e non più in strada e questo rende ancor più complicato stanare il mercato del sesso”.
I cittadini non si arrendono, anzi si sono dimostrati molto disponibili a collaborare con le forze dell’ordine, anche scendendo in strada per disturbare ragazze e clienti. O addirittura proponendo una forma di tassazione volontaria per rifornire le volanti della Polizia che in tre anni ha avuto tagli di bilancio pari al 33 per cento.